
Una cultura ‘al plurale’, aperta alla contemporaneità e alle sfide del nostro tempo, quella espressa dai premiati dell’edizione di quest’anno che, ancora una volta, dimostra la sua trasversalità coinvolgendo ambiti e discipline diverse (pittura, teatro, fumetto, letteratura e filosofia), ma accomunate da quei valori profondi che sono propri anche del vino e dell’Amarone in particolare: identità, territorio e ricerca.
Per Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi: “Da 35 anni, nel selezionare i protagonisti del Premio Masi, riscontriamo una grande vivacità culturale che, nonostante la crisi dei tempi moderni, ancora vive e permea il tessuto sociale. In futuro lo sforzo sarà quello di guardare di più all’impegno dei giovani che si affacciano in questo ambito, con l’intento di evidenziare il loro genio creativo”.
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DIDA FOTO
01 e 06: (da sinistra) Lorenzo Mattotti, Isabella Bossi Fedrigotti, Natalino Balasso, Sandro Boscaini