Comunicati Stampa

Autotrasporto: l’assemblea elettiva della CNA FITA riunita ad Oristano

esamina le criticità del trasporto isolano e riconferma il presidente uscente Francesco Pinna

La Sardegna diminuiscono le imprese: in 7 anni si è passati da 3.073 a 2.329 imprese attive di autotrasporto, con circa 6500 addetti: una diminuzione del 24,2% e una perdita in valore assoluto di 744 unità

La nostra regione è al 5° posto tra 20 regioni italiane per la riduzione percentuale degli operatori su strada

Gap insularità e carenza di infrastrutture tra i maggiori problemi: l’insularità comporta per i sardi costi aggiuntivi per 1 miliardo e 100 milioni di euro, di cui 650 milioni determinati dai maggiori oneri per il trasporto delle merci.

La Sardegna è ancora l’ultima regione italiana per dotazione infrastrutturale.

Pinna e Codonesu (CNA FITA): “Il Governo regionale recuperi in fretta il ritardo accumulato sbloccando la spesa pubblica, velocizzando la spendita dei fondi strutturali europei e soprattutto stringendo i tempi di attuazione di quanto previsto negli Accordi di programma relativi a Ferrovie, Anas e Patto per la Sardegna”

Focus Motorizzazione e revisioni mezzi pesanti e autobus: in Sardegna sono circa 23.000 le revisioni operate presso gli Uffici della Motorizzazione Civile e circa 400.000 le revisioni evase attraverso le officine autorizzate, ma con gravi carenze di organico negli UMC e tempi di prenotazione fino a 15-16 mesi a Cagliari
Si è svolta ieri a Oristano (Hostel Rodia) l’Assemblea elettiva della CNA FITA Sardegna, che rappresenta il mondo dell’Autotrasporto artigiano merci e persone: al vaglio dell’’assemblea – al termine della quale sono stati rinnovati gli organismi dirigenti, con la riconferma del presidente uscente Francesco Pinna – le criticità del trasporto isolano e il quadro degli impegni con il Governo nazionale. Oltre a una nutrita rappresentanza di trasportatori era presente anche la Dirigenza regionale della Motorizzazione Civile, con la quale si è inoltre dibattuto dell’operatività degli uffici periferici UMC e della recente riforma sulle procedure di revisione dei mezzi pesanti e autobus.
La fotografia CNA FITA del settore autotrasportosettore Autotrasporto

Nel 2016 l’Autotrasporto esprime complessivamente una realtà di circa 84500 imprese attive, che distribuiscono l’85,4% delle merci in Italia, ma che dal 2009 contano 20.000 aziende in meno, con una perdita di occupazione intorno ai 70.000 addetti. A queste, si somma una stima di 22.000 imprese attive nel trasporto persone, anch’esse in riduzione.

In Sardegna si è passati in 7 anni da 3.073 a 2.329 imprese attive, con circa 6500 addetti: una diminuzione del 24,2% e una perdita in valore assoluto di 744 unità. La nostra regione registra nel 2016 il 5°posto in graduatoria, tra 20 regioni, per riduzione percentuale del numero di operatori su strada.

Piccoli segnali positivi sono dati dai volumi merci trasportati, che nel 2016 segnano una ripresa di poco più del +7%, equivalente a oltre 18 milioni di tonnellate veicolate. Ma che colmano solo in minima parte il vertiginoso crollo di oltre il 30% registrato tra il 2010 e il 2014, indotto dalla contrazione della domanda aggregata e quindi della produzione industriale.

Dall’analisi CNA FITA emerge una contrazione complessiva impietosa del settore, che si dettaglia in termini negativi in tutte le singole regioni ma in particolare nella nostra isola.
L’Autotrasporto, insieme alle Costruzioni, è il settore che ha subito il contraccolpo più grave di una crisi dall’evidente connotazione strutturale, più che congiunturale. Uno tzunami che si è abbattuto dal 2009 su un mercato già provato da criticità endemiche: polverizzazione dell’offerta di trasporto, elevati costi di esercizio e storica debolezza vettoriale nell’intera filiera della logistica.
I nodi cruciali per lo sviluppo isolano: insularità e infrastrutture Autotra

“Le preoccupazioni per questa sofferenza si amplificano se si guarda alle dinamiche troppo lente con le quali si muove la nostra economia regionale, in piena stagnazione nell’ultimo biennio: nel 2016 segniamo la crescita economica più bassa di tutte le altre regioni italiane – ha affermato il presidente regionale della CNA Fita Francesco Pinna – Occorre che il Governo regionale recuperi in fretta il ritardo accumulato sbloccando la spesa pubblica, velocizzando la spendita dei fondi strutturali europei e soprattutto stringendo i tempi di attuazione di quanto previsto negli Accordi di programma relativi a Ferrovie, Anas e Patto per la Sardegna: opere infrastrutturali e metano in primis”

L’analisi si è concentrata sui due temi ritenuti cruciali per lo sviluppo dell’intera economia sarda e per la sopravvivenza interna dell’Autotrasporto: il riconoscimento dell’Insularità e l’infrastrutturazione del territorio sardo.

La CNA FITA riconosce un maggior impegno della Politica per superare l’isolamento e la scarsa accessibilità derivanti dalle immutabili condizioni geografiche dell’isola.

“Il “Dossier Sardegna” che la Regione Sardegna ha trasferito al Governo nazionale misura con precisione i costi aggiuntivi che l’insularità impone ai cittadini e alle imprese sarde: 1 miliardo e 100 milioni di euro, di cui 650 milioni determinati dai maggiori oneri per il trasporto delle merci”. La contrattazione in corso mira ad ottenere risorse aggiuntive che connettano il territorio sardo alle reti dei trasporti e dell’energia, chiavi dello sviluppo economico – ha spiegato la responsabile regionale della Cna Fita Valentina Codonesu – Un obiettivo che riteniamo in parte centrato con la firma del Patto per la Sardegna, che impegna per l’isola 2,9 miliardi di euro, di cui 315 milioni destinati alla mobilità”.

“È inoltre aperta – ha aggiunto la responsabile della Cna Fita – la battaglia intrapresa dalla Regione Sardegna insieme ad altri territori che subiscono le “ordinarie” disposizioni comunitarie, pur vivendo condizioni di straordinarietà – come le Baleari e la Corsica. Per ottenere, al di là di una mero e formale riconoscimento delle condizioni oggettive di svantaggio, specifiche linee di finanziamento UE e azioni riservate alle sole regioni insulari: è un sogno che ci accarezza, e che speriamo non diventi una chimèra.”

Sull’infrastrutturazione della Sardegna – unica regione nel nostro Paese a non avere un’autostrada, il metano, una rete ferroviaria diffusa e collegamenti certi e continui col resto della Penisola – la CNA FITA sollecita l’attuazione di tutti gli impegni di risorse previsti nel Patto per la Sardegna e nel contratto di programma con Anas.

Alcuni primi interventi sulla rete viaria nazionale e provinciale sono stati già deliberati e avviati. Tra questi, quelli sulle rilevanti strade Statali 597 Sassari-Olbia, 195 Cagliari-Pula, 125 Burcei-Sinnai-Marcalagonis, la 554-bis e l’arteria principale 131. “Ma occorre vigilare su tempi e termini dei cantieri, per non rivivere i danni economici che ci hanno inferto le storiche ed eterne inadempienze dell’Anas”, hanno aggiunto i vertici dell’associazione di categoria Francesco Pinna e Valentina Codonesu.

Il quadro degli impegni convenuti col Governo per il settore Autotrasporto

Nell’analisi CNA FITA, l’approfondimento ha riguardato inoltre le questioni aperte con il MIT (Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture) e i recenti impegni convenuti col sottosegretario Vicari per sventare il fermo dei servizi nazionale annunciato lo scorso aprile dal coordinamento unitario delle sigle dell’autotrasporto UNATRAS: l’applicazione degli incentivi per la diversione modale Marebonus e Ferrobonus; le norme per combattere la concorrenza sleale operata dai vettori stranieri in materia di cabotaggio e trasporti internazionali; la fruizione della misura decontribuzione in de minimis per il 2016; la conferma delle poste stanziate nel Fondo autotrasporto e per le deduzioni forfettarie; lo sblocco delle autorizzazioni e la riforma della normativa in tema di trasporti eccezionali, i costi minimi di riferimento e i tempi di pagamento; l’ampliamento dell’organico tecnico delle Motorizzazioni e la sospensione immediata della circolare sulle revisioni dei veicoli pesanti.

Francesco Pinna, che è anche componente nazionale del Comitato Esecutivo UNATRAS: “Ci riserviamo opportune valutazioni con il nostro esecutivo, convocato per il prossimo 10 maggio – ha detto -: certo è che vogliamo tempi di attuazione precisi e veloci per dare risposte concrete alla categoria, da troppo tempo in attesa di certezze”.
Focus Motorizzazione e nuove procedure per revisioni mezzi pesanti e autobus

In Sardegna annualmente sono circa 23.000 le revisioni operate presso gli Uffici della Motorizzazione Civile su veicoli > 3,5 t e autobus (il dato nazionale è invece di 850.000), e circa 400.000 le revisioni evase attraverso le officine autorizzate di veicoli fino a 3,5 t (il dato nazionale è di 13.500.000). Ma con gravi carenze di organico negli UMC, soprattutto funzionari tecnici e ingegneri, e con tempi di prenotazione fino a 15-16 mesi su Cagliari.

L’Assemblea è stata occasione di confronto diretto con la Direzione regionale della Motorizzazione Civile, rappresentata dall’Ingener Marco Pes, sull’operatività degli uffici periferici UMC e sulla recente riforma sulle procedure di revisione dei mezzi pesanti e autobus, introdotte con la Circolare MIT pt. 4791 lo scorso 27 febbraio, sospesa nell’effettiva operatività per i continui correttivi avanzati da CNA FITA e UNATRAS e la cui entrata in vigore è stata prorogata al prossimo 6 giugno.

La CNA FITA ha espresso perplessità e in parte contrarietà per gli effetti penalizzanti che deriverebbero alle imprese in termini di costi diretti (obbligo di manutenzione programmata nelle officine alle quali inoltre si demanda l’esplicita assunzione di responsabilità sui c.d. “controlli visivi con mano d’opera”), di costi indiretti (“doppio” fermo del veicoli, incremento delle già lunghe attese previste per le revisioni determinate dalle note carenze di organico degli UMC, e aggravata gestione del parco veicolare), nonché dall’incertezza delle conseguenze derivanti dalle autodichiarazioni di responsabilità sulla manutenzione del mezzo.

“In questo quadro – ha concluso il presidente regionale Francesco Pinna – riproponiamo l’esigenza di rafforzare l’operatività delle autofficine private autorizzate alla revisione in presenza dei tecnici della Motorizzazione, in attesa che si trovi finalmente una composizione tra i diversi interessi che ad oggi ostacolano la piena e completa esternalizzazione del servizio centri di revisione autorizzati, da sempre stigmatizzato in nome del valore primario della Sicurezza su strada. Soluzione, quest’ultima, che con le dovute garanzie invece permetterebbe di azzerare una condizione attuale di inefficienza e attese, in alcuni casi pericolosamente lunghe. Ci chiediamo, infatti: non è forse un rischio per la Sicurezza, come accade oggi con le prenotazioni di revisioni a un anno e tre mesi, quello di circolare con automezzi formalmente autorizzati ma che di fatto salteranno un anno solare nella regolare verifica?”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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