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Il neoclassicismo Spunti maturità prima prova italiano

Il neoclassicismo è una corrente letteraria ed artistica che si sviluppa sul finire del XVIII secolo. L’ideale di riferimento per il neoclassicismo è il mondo greco e la sua cultura.

In Italia i maggiori rappresentanti sono Vincenzo Monti ed Ippolito Pindemonte mentre Ugo Foscolo racchiude in sé anche alcuni aspetti del romanticismo.

Il neoclassicismo, i caratteri

Il movimento del neoclassicismo si afferma nel corso degli ultimi decenni del XVIII secolo e prende come riferimento il mondo greco classico. La riscoperta dell’antica Grecia si deve soprattutto alle campagne di scavo dei siti Pompei ed Ercolano e ad un forte interesse nei confronti dell’archeologia. Il culto per la perfezione dell’arte classica si trova nel volume di J.J. Winckelmann “Storia dell’arte antica”, pubblicato nel 1763. Il neoclassicismo è studio del passato, ricerca del bello e della perfezione dell’arte.

La poesia neoclassica si contraddistingue per i continui rimandi alla mitologia e alla cultura greca. Gli scrittori non esitano a divulgare le idee illuministiche e della rivoluzione francese, contribuendo a far conoscere la figura di Napoleone Bonaparte.

Il linguaggio è ricercato, colto e con numerosi rimandi alla mitologia.

Il neoclassicismo, i rappresentanti italiani

In Italia i principali poeti neoclassici sono Vincenzo Monti, Ippolito Pindemonte ed Ugo Foscolo.

Ippolito Pindemonte è fortemente influenzato da autori classici come Virgilio ed Orazio. Nelle “Poesie campestri” si esalta la vita tranquilla della campagna in armonia con le “Bucoliche” di Virgilio. Le influenze preromantiche lo portano ad iniziare un carme intitolata “Dei cimiteri” poi interrotto in seguito alla pubblicazione dei “Sepolcri” di Ugo Foscolo.

In Parini il neoclassicismo si contrappone all’illuminismo e ai progressi scientifici. Nelle prime opere si rintraccia la ricerca della perfezione e della misura con continui rimandi alla mitologia e alla classicità e all’uso di una lingua forbita ed elegante. Successivamente Giuseppe Parini si distacca dal mondo greco per osservare maggiormente la società della sue epoca.

Ugo Foscolo non si può definire semplicemente uno scrittore neoclassico perché in alcune sue opere, come per esempio “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”, sono già evidenti dei temi preromantici. Più aderenti ai canoni neoclassici l’ode “All’amica risanata” e “Le Grazie” il poema rimasto incompiuto ed ispirato alla scultura marmorea di Antonio Canova.

La produzione letteraria di Vincenzo Monti è perlopiù di stampo neoclassico anche se si ritrovano delle aperture al romanticismo come “I pensieri d’amore”. Espressione della passione per il mondo greco è la “Musogonia” un poema in ottave che riporta l’origine delle Muse.

Traduce l’”Iliade”, nel 1810, ed esalta la figura di Napoleone e dei suoi ideali. “Il bardo della selva nera” è un poema completamente dedicato alla battaglia di Austerlitz che porta all’occupazione francese di Vienna.

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