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Cooperazione Internazionale: il pensiero di Aldo Moro

Aldo Moro nel luglio 1975 durante la Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa dice

“Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l’Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l’esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle
informazioni.
(Aldo Moro, Discorso alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki,30 luglio 1975)

Parole fondamentali che esplicano la vision della cooperazione internazionale per lo statista Italiano. Quella di Moro è una politica estera in cui la distensione e la pace sono protagonisti principali. La sua è una idea molto cattolica dedicata alla ricerca della pace e della cooperazione internazionale. Una idea di politica estera in netto constrasto con quella che sembra essere l’attuale scelta politica del Governo.

Una politica estera tesa alla cooperazione internazionale è ben chiara. Per Moro la comunità italiana, lo Stato, è prima di tutto una società evoluta ed accogliente.

In ogni intervento di Moro sulla Cooperazione Internazionale è chiaro e marcato il suo essere attendo e prudente . Interessi nazionali prima di tutto: pace innanzitutto. Porre l’accento su pace e dignità, libertà ed uguaglianza differenziano per la prima volta la politica internazionale italiana. Massima attenzione al contesto storico in cui opera Moro va data quando si esplica il concetto legato alla cooperazione internazionale.

E’ una Europa giovane dove le tensioni sociali sono forti, sopite forse ma forti.

La voglia di cooperazione internazionale è però marcatamente forte rispetto al passato: in Moro è chiara la volontà di dignità, di libertà, di uguaglianza, di concordia e di progresso tipico di tutto il suo pensiero ed agire.

Moro: non esistono popoli che fanno la storia

Fondamentale è pensare che per lo statista Aldo Moro: non esistono popoli che fanno la storia. Non esistono popoli superiori ad altri. Il suo concetto lo esplica più volte anche all’ONU. Per quell’ultimo scorcio di Novecento con ancora troppo vicina la memoria di una Guerra Mondiale, la Seconda,  è una posizione forte e differente. Una posizione che dà all’Italia un lustro importante.

Moro: il concetto di Europa

Nella politica di Moro è fondamentale in concetto di Europa, una Europa accogliente, diversa da quella che abbiamo ben presente oggi ed in questi giorni.

E’ una politica complessa quella di Moro che si sviluppa in un concetto importante di progresso, accoglienza e sopratutto iniziativa a potenziare la politica economica di tutti. Per Moro l’Europa deve essere forte e ricca, capace di avere una comunità larga ed allargata, non deve trascurare nessun popolo e non deve avere zone dove la concentrazione della ricchezza è forte.

L’Europa disegnata spesso nei discorsi di Moro deve essere capace di accogliere e non deve potenziare i suoi limiti bensì allargarli, deve essere in grado di curare e sollevare i ceti depressi dando loro   dignità, la cultura diffusa. In questo per Moro è fondamentale la cooperazione internazionale tesa a valorizzare anche e sopratutto la mobilità dei giovani anche al di là degli antichi confini facendoli diventare portatori di una cittadinanza europea forte e condivisa, unitaria.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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