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La solitudine nelle arti e nella poesia

La solitudine è per me una sorta di guscio indispensabile, una conchiglia che ci appartiene e ci protegge
dal caos della quotidianità e favorisce il ritrovamento di una dimensione che più ci appartiene.

La solitudine è una condizione e un sentimento umano nei quali l’individuo si isola per scelta propria , per vicende personali e accidentali di vita, o perché isolato dagli altri esseri umani.

La solitudine nelle arti e nella poesia

Animale sociale per definizione, l’uomo anche in condizione di solitudine è coinvolto sempre in un intimo dialogo con gli altri. Quindi, più che alla socialità la solitudine si oppone alla socievolezza. Talvolta è il prodotto della timidezza o di una scelta consapevole.

Spesso a questa dimensione viene attribuita una connotazione negativa; la solitudine è, in apparenza, un atteggiamento contrario agli ideali di socialità e di interazione tipici dell’essere umano. Tuttavia, c’è un interessante aspetto da considerare. Difatti spesso la solitudine, se scelta liberamente, ben gestita e soprattutto apprezzata, migliora la salute e il benessere psico-fisico.

Il tema della solitudine  è un aspetto che accumuna senza alcuna eccezione ogni essere umano; infatti ogni uomo -in ogni epoca e luogo- ha potuto, durante la propria esistenza, confrontarsi con questo stato emotivo che pone l’individuo in una condizione di completa nudità di fronte a se stesso ed alle proprie debolezze.

La solitudine può senza altro essere vissuta in maniera creativa, nel momento in cui sia frutto di una scelta
che l’individuo persegue per ricavarsi uno spazio di riflessione in cui ritrovare la propria soggettività al di
fuori del caos quotidiano. In questa accezione, la solitudine costituisce un momento senza alcuno dubbio
positivo per l’individuo, un fattore benefico e di arricchimento che lo porta a riappropriarsi di una
dimensione di tranquillità interiore che nel mondo di oggi si è indotti a trascurare con sempre maggiore
facilità.

La solitudine autori

Cosa meglio che l’arte, la letteratura, la poesia può esprimere questo sentimento profondo? Penso a Van Gogh e al suo Campo di grano con corvi, quasi un testamento di solitudine e propositi suicidi.  O ai quadri di De Chirico regalano toni caldi e appassionanti la cui armonia riporta l’osservatore immerso in quello stato di malinconia e solitudine propria dell’artista. Egli giunge con la sua produzione
pittorica a traguardi espressivi di grandissimo valore traslando la vita contemporanea dal piano reale a
quello della metafisica.

Questo sentimento è il primario tratto nel romanzo Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello ad esempio.

E chi oggi più di Alda Merini ci può parlare di questo atteggiamento interiore dell’uomo?

Alda Merini, poetessa e scrittrice nota in tutto il mondo è riuscita a convertire la sua dolorosa esperienza dell’internamento in manicomio in straordinaria energia creativa .

Alda Merini è stata una delle più vigorose voci della poesia contemporanea italiana. Una vita all’insegna della poesia e di quella “follia” della poesia che le ha permesso di vedere la vita da un’angolatura particolare. Si distingueva soprattutto per l’acuta intelligenza, per la profonda sensibilità e per il franco anticonformismo.

La sua è una poesia spontanea, una voce che racconta i moti dell’animo e di tutto ciò che d’inesprimibile si agita dentro di noi in modo semplice, in un’armonica fusione di poesia e prosa, rendendo così i suoi pensieri comprensibili a tutti. Il suo stile, che racchiude accostamenti di immagini, non di rado oniriche e visionarie, appaiono ad un primo acchito prive di connessioni logiche.
Spirito inquieto e dolente, la sua poesia assurge a simbolo degli emarginati e dei vinti dalla vita,.

per la grande donna la vita non è un percorso facile, in particolar modo per gli esseri molto sensibil.i

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