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Febbre del Nilo: contaggio e difusione ecco come

Torna alla ribalta la febbre del Nilo. Anche conosciuta come febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv).

E’ questo un virus della famiglia dei Flaviviridae scoperto ed isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda.

Se sino a qualche anno fa il virus viveva solo in determinati Paesi del Pianeta adesso non è così: in Italia il virus è presente e costantemente miette vittime in diverse zone del Paese.

L’allarme per la febbre del Nilo è altissimo in Emilia Romagna ed in Sardegna dove la provincia di Oristano è particolarmente colpita

 

Febbre del Nilo: come si trasmette

Bufale e falsi allarmismi a sfondo razzista hanno convinto buona parte della popolazione che la febbre del Nilo sia trasmessa dai migranti. Non è così!

Infatti è provato scientificamente, così come risulta anche sul sito dell’Epicentro che i serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare. Tra le zanzare le più pericolose sono quelle di tipo Culex.

Le punture della zanzara sono il mezzo di trasmissione all’uomo.  La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Sintomi della Febbre del Nilo

Il periodo di incubazione della febbre del Nilo varia. Dalla puntura infetta i sintomi si manifestano tra i 2 e i 21 giorni dipende dal quadro del sistema immunitario del soggetto colpito.

Spesso la persona non ha nessun sintomo: una piccola percentuale di soggetti colpiti può manifestare  febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei.

I sintomi durano pochi giorni e la loro durata dipende dall’età.

I bambini così come gli anziani possono essere i soggetti più delicati dove la sintomatologia assume aspetti più gravi.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Febbre del Nilo: provincia di Oristano

In provincia di Oristano il primo caso di Febbre del Nilo è stato isolato nel 2011. Nello stesso anno è stata attivata l’Unità di crisi sulla WND che monitora la situazione.

 

Nell’oristanese nell’ultimo periodo sono stati isolati dei volatili portatori del virus in particolare alcune cornacchie rinvenute a  Santa Giusta, in località Cirras, Donigala Fenugheddu, frazione di Oristano e a Solarussa nelle campagne. Un falchetto è stato trovato morto a  Aidomaggiore.

 

Come fare prevenzione contro la Febbre del Nilo

Evitare le punture di zanzara abbassa il rischio. Importante è l’uso di repellenti per gli insetti, l’installazione di zanzariere in casa e l’adozione di tutte le precauzioni per evitare i ristagni d’acqua.

 

Si ricorda che il testo ha solo valore informativo e non è nè scientifico nè medico. Per qualsiasi dubbio o sospetto sui sintomi si invita a contattare il proprio Medico di Base o le unità ospedaliere presenti sul territorio.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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