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FREE GREEN SICILIA GIARDINO BELLINI: RIFACIMENTO PIAZZALE DELLE CARROZZE O PIETRA TOMBALE SULLA NECROPOLI ROMANA?

Questa associazione, insieme ad altre si è opposta, riuscendo nell’intento, a fermare la paventata ‘cementificazione’e la trasfigurazione dello storico piazzale delle carrozze del Giardino Bellini.

Grazie ad un dirigente della Sovrintendenza si è riusciti a fare in modo che una depauperante ripavimentazione del piazzale non venisse realizzata nel rispetto soprattutto dell’identità storico/architettonica del Giardino ed in quanto esso è riconosciuto bene culturale e paesaggistico dal Codice dei Beni Culturali e dallo stesso decreto di vincolo monumentale regionale n. 1066 del 2015.

Tale assurda proposta di ‘cementificazione’ avrebbe dovuto ritrasformare il Giardino Bellini (secondo le indicazione dell’Amministrazione passata e come nei decenni precedenti)in una sorta di fiera commerciale e di stadio per concerti di massa, aspetti che negli ultimi decenni del ‘900 hanno di fatto devastato e trasfigurato la peculiare bellezza della ‘Villa’ considerata nei primi anni del ‘900 uno dei più bei giardini europei.

Ma nel contrastare tale insensata proposta – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – , faticosamente respinta al mittente (tant’è vero che oggi il piazzale è ricoperto dallo stesso materiale naturale e drenante , che dimostrerebbe l’inutilità di tali lavori di ripavimentazione) , non ci siamo occupati, in quanto non a conoscenza, di quello che nasconderebbe da millenni nelle sue viscere anche il Giardino Bellini ma in particolare il piazzale delle Carrozze, in quanto l’unica area rimasta libera ed integra ovvero non cementificata e che si troverebbe, secondo gli esperti archeologici dell’università di Catania, al centro di una vasta necropoli romana ,con migliaia di tombe e resti di pregio archeologico e che si estenderebbe da piazza Stesicoro a piazza S. M. di Gesù.

Secondo gli esperti archeologi dell’Università che per primi avevano lanciato l’allarme forse non compreso dalla Sovrintendenza), il piazzale delle Carrozze sarebbe stato l’unica area dove si sarebbero potute realizzare ricerche archeologiche se però non si fossero realizzati scavi in profondità ( non per la copertura superficiale composta di ghiaia e sabbia) per installare tubature di grossa entità trasformando tale area in una sorta di pietra tombale per quello che poteva nascondere nelle sue fondamenta che non permetterà mai più a nessuno di sapere cosa convenisse quanto a materiale archeologico.

Per tali aspetti rimasti sconosciuti ai più ma sicuramente non agli esperti della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania ci chiediamo: come mai la stessa non si è opposta a tali lavori di rifacimento del piazzale (voluti dal Comune nei primi mesi di quest’anno e di cui non si avvertiva alcuna necessità e che peraltro sarebbero costati circa 400 mila euro) che, forse, hanno devastato e sepolto irreversibilmente i resti di una parte della vasta necropoli romana optando invece per eventuali ricerche? Necropoli romana che per gli esperti sarebbe stata, vista la sua estensione e prima che tutta l’area archeologica greco-romana venisse facilmente cementificata senza che chi di dovere intervenisse per preservarla “una grande occasione perduta” a detta di un ex sovrintendente , una meravigliosa via Appia Antica sotto l’Etna della quale resta oggi ben poco, tra questi l’Ipogeo della Selva, la cosiddetta tomba di Stesicoro, la chiesa della Mecca che sta dentro l’ospedale Garibaldi, e tra questi una serie di tombe romane che si trovano sotto la Rinascente di via Etnea ma anch’esse in parte devastate e cementificate dalle fondamenta dell’edificio costruito solo nel 1959 sopra le tombe e che non avrebbe rispettato i vincoli di salvaguardia e di accesso imposti dalla Sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa in quanto essa si occupava allora della Sicilia orientale.

Ma un altro grave rischio incombe sull’area della necropoli romana e sulla parte non visibile dell’Anfiteatro romano rimasti sotto terra, ovvero il tratto di metropolitana che dovrebbe passare sotto piazza Stesicoro e San Domenico.

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