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FREE GREEN SICILIA –SOS CORSO MARTIRI

Continua l’infinita tragica commedia del sacco speculativo dell’antico S. Berillo, iniziato negli anni ’50 con la demolizione coatta dell’intero quartiere storico con la seguente violenta deportazione di migliaia di famiglie costretti, loro malgrado, ad emigrare in un nuovo quartiere fuori dal perimetro della città storica e dunque senza alcuna identità sociale e urbanistica.

Ogni lavoro annunciato, per l’ennesima volta, si sarebbe fermato da mesi, quasi, ma è un caso, in coincidenza con sopravvenuti problemi giudiziari da parte dell’ex proprietario dell’immobiliare Istica e dunque di gran parte delle aree del Corso dei Martiri (poi, sembrerebbe a seguito di notizie diffuse, passate a causa di consistenti debiti nei confronti di Unicredit nelle mani della stessa banca). Per tale aspetto abbiamo chiesto la massima trasparenza agli organi istituzionali competenti per togliere eventuali dubbi che potrebbero sorgere in merito alla legittimità della cessione delle aree in questione. Anche in quanto- afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – per tali aree di proprietà privata e su richiesta degli stessi è stato approvato a livello regionale un atavico progetto ad hoc di ‘risanamento’ in quanto risalente al 1973 ( dopo la beffa il danno) che per molti giuristi sarebbe scaduto da tempo ma ritenuto ‘vigente’ a detta di tre ‘saggi’ nominati dal sindaco pro-tempore. Ma vi sarebbero anche responsabilità istituzionali e politiche, mai accertate per la cessione di oltre 28.000 mq di strade e marciapiedi pubblici ai privati, a dispetto degli interessi dei cittadini ma ovviamente a favore dei proprietari dei terreni del corso.

Dopo la presentazione nel 2015 a Milano il master plan del nuovo Corso dei Martiri per un affare che qualcuno ha stimato attorno a circa 300 milioni di euro, ad oggi di tale progetto non si è visto nulla o quasi se non tre lembi di suolo solo in parte pavimentate con alcuni alberi di contorno e una serie di sedili che da loro inserimento versano in uno stato di degrado oltre che in gran parte recitanti e dunque inutilizzabili dai cittadini (peraltro sembrerebbe che i sedili installati non sarebbero conformi all’appalto).

Per capire la complessità contorta della storia, e di quanto è accaduto a danno della città e dei cittadini sulla speculazione di Corso dei Martiri dagli anni ’50 in poi quando fu raso al suolo il vecchio S. Berillo ad oggi riportiamo un passaggio di una lettera inviata agli organi di stampa dall’architetto Giacomo Leone che tra l’altro faceva riferimento ad un appello contro la cementificazione di tale corso “…Nel 1986 un gruppo di architetti e sociologi di fama internazionale, riuniti a Campi di Bisenzio in Firenze, fece un appello , esortando gli amministratori a non consentirne la edificazione, per garantire alla città la possibilità di esprimere una ” indicazione di pianificazione illuminata, assolutamente unica “e la conservazione di un patrimonio centrale di decine di migliaia di metri quadrati.Hanno firmato e aderito Bruno Zevi , Francesco Tentori , Alberto Samonà , Vieri Quilici , Carlo Doglio , Roberto Garavini, M. Genevieve Lambert , FrediDrugman, FrançoiseMaquignì”. Ma come ci insegna la storia di questa città l’ appello non è riuscito a modificare una sola virgola e tutto è andato per il suo verso, per modo di dire, in quanto tutto è rimasto tale e quale grazie all’assenso di governi regionali e politici siciliani .…
La cementificazione di corso dei Martiri della Libertà sarà, se andrà avanti il progetto da 260.000 metri cubi di cemento, l’ennesima sconfitta della città e del suo futuro sia sotto il profilo urbanistico e della vivibilità, che democratico e della trasparenza , in quanto il progetto di cementificazione del Corso non è previsto dal Piano Regolatore comunale e non ha avuto il voto del Consiglio comunale. Oltre al fatto, non meno importante per la sicurezza dei cittdaini,  che una parte del Corso Martiri è da decenni inserito dalla Protezione civile come area di emergenza in caso di sisma in una città considerata trale più a rischio in Italia ed in Europa.

Il progetto di riqualificazione del corso prevede l’edificazione di palazzoni per uffici e negozi quando a Catania non vi è alcuna richiesta che possa giustificare ciò anche in quanto già molti di questi restano vuoti e abbandonati per chiusura e la città è già stracolma di ripetitivi (e alcuni in crisi) centri commerciali che hanno condannato alla chiusura una infinità di negozi della città. Mentre a Catania vi è da sempre un’ atavica fame di aree verdi attrezzate, di impianti sportivi liberi, di centri ambientali e culturali polivalenti , di anfiteatri estivi e invernali per spettacoli musicali e teatrali, di percorsi di educazione paesaggistica e botanica, scuole materne e asili nido, e così via che potrebbero trovare spazio all’interno dell’area di Corso Martiri.

Free Green Sicilia,  peraltro da anni chiede inascoltata ad istituzioni sorde che siano i cittadini, e non gli interessi milionari di alcuni, a decidere con un referendum popolare se trasformare corso dei Martiri in un ‘ Central Park’ ( come tutte le grandi città degne di questo nome)  della Citta’ con servizi e strutture eco-compatibili, o in un agglomerato di palazzoni di cemento senza bellezza e senza futuro di cui nessuno sente il bisogno.

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