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Narrazione di uno stupro: le dichiarazioni di KHADIJATOU MAHMOUD

È ben a viso scoperto che Khadijatou Mahmoud riferisce, via un video postato su Twitter, i dettagli di stupro subito da parte del capo del Polisario, Brahim Ghali, quando rappresentava quest’ultimo il fronte separatista ad Algeri.
Ecco la sua testimonianza.
Nove anni dopo dello stupro enorme di cui è stata vittima, Khadijatou Mahmoud, originaria di campi di Tindouf in Algeria, continua coraggiosamente a battersi per ottenere riparazione di questo danno incommensurabile.
Siamo nel 2010. Khadijatou Mahmoud si presenta alla rappresentanza del Polisario ad Algeri per ottenere un’autorizzazione d’uscita dai campi gestiti dall’esercito algerino e i miliziani di Polisario. Una ONG italiana operante negli aiuti umanitari l’aveva invitata in Italia, in ricambio di un aiuto prezioso che gli aveva fornito nel corso di un’operazione umanitaria effettuata nei campi di fortuna, a Tindouf. A quel momento, Khadijatou faceva le traduzioni presso “il primo ministro della rasd”.
Un sentimento confuso di gioia e d’impazienza alla prospettiva d’effettuare il suo primo spostamento all’estero l’aveva allora afferrato, cosi, recandosi alle ore 7 della mattina, dinanzi “all’ambasciata” della “rasd” ad Algeri per prendere un appuntamento con Brahim Ghali, però un agente di questa “ambasciata” l’avvertita di ripassare più tardi! “Ripassa alle 19!”, aveva detto l’agente.
Strano: Brahim Ghali voleva riceverla la sera e non la mattina!? Khadijatou, ambiziosa dalla prospettiva di poter evadersi finalmente fuori Tindouf, allora dovuta prendere il suo male in pazienza.
Alla notte, Khadijatou aveva visto, così era previsto, le porte di questa “ambasciata” aprirsi. Sì è presentata dinanzi a Ghali, la ragazza non sapeva che era dinanzi ad un mostro, pronto a fare tutto per soddisfare i suoi attitudini bestiali. Dopo uno scambio di salamelecchi, eccolo che letteralmente si riscalda davanti alla preda, per violarla in modo più abietto e più crudele che si immagina.
“Ho lasciato il luogo mentre purgavo”, si ricorda oggi con singhiozzi nella voce.
Un dolore fisico, ma anche, e soprattutto, gravi ripercussioni psichiche che non sono sempre riparabili o pronte a cancellarsi.
Da circa un decennio dopo questo delitto inqualificabile, Khadijatou Mahmoud prosegue instancabilmente la sua lotta per ottenere riparazione, in particolare presso l’Udienza nazionale iberica, la più alta giurisdizione in Spagna, dove aveva depositato una denuncia per stupro contro lo stesso Ghali.
Sfortunatamente, la speranza di riparazione sembra molto sottile, poiché il suo boia non può rischiarsi in Spagna ed in Europa, dove è oggetto di un mandato di cattura. Durante questo tempo, Brahim Ghali, questo serial-violentatore, continua a correre impunemente, sotto la protezione di suoi maestri d’Algeri.
Da ricordare che Brahim Ghali diventato rappresentante di “rasd” ad Algeri dopo la sua fuga da Madrid nel 2008, in seguito ad una altra denuncia per crimini di guerra perpetrati quando era capo delle milizie armate in Algeria che oggi è capo del Polisario.

About the author

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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