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“Semi e Germogli nella terra dei fuochi”, al Parco Regionale del Matese con la parlamentare Margherita Del Sesto

SAN POTITO SANNITICO – Si è svolta lo scorso venerdì, 22 febbraio, presso Palazzo Ranieri, nuova sede del Parco Regionale del Matese, a San Potito Sannitico la presentazione del libro di poesie dal titolo: “Semi e Germogli nella terra dei fuochi” dello scrittore Alessandro Tartaglione. Del testo, a cura di Guida Editori, ne hanno parlato con l’autore il presidente del Parco Regionale del Matese Vincenzo Girfatti; il consigliere provinciale con delega all’ambiente Gianluigi Santillo e la componente della XIII Commissione Agricoltura, l’Onorevole Margherita Del Sesto. “Un pomeriggio diverso, pieno di speranza, di emozioni e di prospettive”. Lo ha definito il presidente Girfatti nel ringraziare gli intervenuti. “Ringrazio lo scrittore Alessandro Tartaglione per aver voluto la presentazione di “Semi e Germogli nella terra dei fuochi” nella sede del Parco. L’amico Tartaglione ha, di fatto, contribuito a diffondere quel messaggio che da 8 mesi stiamo lanciando sul territorio, ovvero che il Parco è cultura. Si, per questo abbiamo lanciato l’idea, insieme al consigliere Santillo, di promuovere dei percorsi di Educazione Civica nelle scuole, al fine di sensibilizzare i cittadini sulla ambiente. Fortunatamente il territorio dell’Alto Casertano non rientra nel territorio della terra dei fuochi e per questo deve essere visto come esempio da tutto la Provincia di Caserta. Ringrazio l’Onorevole Del Sesto per aver portato la sua testimonianza di componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati dove, proprio negli ultimi giorni, è stata ascoltata per un intervento sul tema”. Ha concluso Girfatti.

“Un agile libro di componimenti poetici, che ha stimolato una profonda riflessione sul nostro senso civico e sull’impegno – anche culturale – per rivitalizzare la “Campania felix”, ha dichiarato l0Onorevole Margherita Del Sesto.

Descrizione del libro

“Semi e germogli” è una silloge poetica altamente sintomatica, decisamente impegnativa sul piano sostanziale, illuminando, ciascuna poesia, una dopo l’altra, le coscienze individuali e collettive su una realtà triste, su un vissuto emozionante, avvincente, quale quello che domina ancora nella Terra dei Fuochi. Ogni singola poesia è un pezzo di questo vissuto che soddisfa, sul piano nutritivo, l’anima ansiosa, delicatamente apprensiva. Nella silloge, dunque, si susseguono temi profondamente stimolanti, stillati dalla profondità dell’essere e dell’esistenza del poeta, profondamente avvertito del valore della famiglia, di cui degusta l’amore della moglie e dei figli, dell’amicizia, della realtà civile e culturale dell’ambiente di vita, della natura (flora e fauna) che lo circonda, dei guasti visibili e invisibili operati dall’umana ambizione, della sofferenza sociale e umana calata nella terra dei fuochi. La silloge, insomma, esprime la sensibilità dell’autore, il poeta Alessandro Tartaglione.

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