EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Medicina: dieta ed uno stile di vita sani mitigano il decorso della sclerosi multipla

E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Journal of Neurology uno studio scientifico intitolato “Dietary and lifestyle factors in multiple sclerosis progression: results from a 5-year longitudinal MRI study” (Fattori dietetici e stile di vita nella progressione della sclerosi multipla: risultati di uno studio longitudinale di 5 anni con RM).

Secondo alcuni ricercatori americani dell’Università di Buffalo, le evidenze riguardanti il ruolo, se presente, dei fattori dietetici e di stile di vita nella patogenesi della sclerosi multipla (SM) sono scarsamente comprese.

E’ stato così valutato l’effetto dei fattori di rischio basati sullo stile di vita collegati alle malattie cardiovascolari (CVD) sugli esiti clinici e derivati dalla risonanza magnetica della SM.

Lo studio riguardava 175 pazienti con SM o sindrome clinicamente isolata  (CIS) e 42 controlli sani di pari età e sesso (HC), che sono stati seguiti longitudinalmente per 5,5 anni. Il rischio di CVD a 20 anni è stato calcolato mediante il modello di previsione del punteggio Healthy Heart Score (HHS) che comprende età, fumo, indice di massa corporea, assunzione dietetica, esercizio fisico e consumo di alcol. Sono state ottenute scansioni di RM all’inizio e nel follow-up e sono stati calcolati le variazioni trasversali e longitudinali del volume della lesione T2 (LV), l’intero volume del cervello (WBV), il volume della sostanza bianca (WMV), il volume della materia grigia (GMV) ed il volume ventricolare laterale (LVV).

Dopo aver corretto la durata della malattia, i valori HHS di riferimento del gruppo SM erano associati con il GMV al basale (rs = – 0.20, p = 0.01) e con la variazione longitudinale del LVV (rs = 0.19, p = 0.01). L’associazione con il LVV è rimasta significativa dopo aggiustamento per i volumi di LVV al basale (r = 0,2, p = 0,008) nei pazienti con SM. La componente dietetica dell’HHS era associata all’accumulo T2-LV a 5 anni (rs = – 0,191, p = 0,04) nella SM. Nel gruppo di controllo, l’HHS era associato a LVV (rs = 0,58, p <0,001), GMV (rs = – 0,57, p <0,001), WBV (rs = – 0,55, p = 0,001), T2-LV (rs = 0,41, p = 0,027) e WMV (rs = – 0,38, p = 0,042). Inoltre,  l’HHS era associato alla variazione a 5 anni del LVV (rs = 0,54, p = 0,001) e in WBV (rs = – 0,45, p = 0,011).

Secondo gli autori, i fattori di rischio legati allo stile di vita contribuiscono all’aumento dell’atrofia cerebrale centrale nei pazienti con sclerosi multipla, mentre una dieta poco sana è associata alla maturazione delle lesioni della SM. Nonostante l’effetto complessivo inferiore rispetto agli HC, le modifiche basate sullo stile di vita possono ancora fornire un effetto benefico sulla riduzione dell’atrofia cerebrale nei pazienti con SM.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30758665

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

Related

JOIN THE DISCUSSION