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Il bello di disperdere l’arte nel mondo: alla scoperta di Faces Art Revolution

Cerco di riportare la mente a quando ero una bambina e mi accingevo a visitare i primi musei d’arte della mia vita. Entrando in quei musei, vedevo quadri e sculture in esposizione, che rappresentavano per me il bello e la creatività, che in alcuni casi riuscivano a farmi emozionare, in altri a farmi commuovere, in altri ancora a creare un senso di disgusto. Alcuni poi riuscivano a veicolare importanti messaggi, come l’amore, la spiritualità, la voglia di evasione, il desiderio di cambiamento. Per anni l’arte è rimasta questo per me, oggetti da vedere, osservare, in cui cercare di addentrarsi a fondo con lo sguardo, ma soprattutto con il cuore, messi in esposizione davanti a me. Oggi non sono più convinta che l’arte sia questo, o almeno penso che non possa essere ridotta solo ed esclusivamente a questo. L’arte è comunicazione infatti nel senso più puro del termine, quella comunicazione che non ha bisogno di parole e che può riuscire ad avvicinare persone molto distanti tra loro, geograficamente, culturalmente. L’arte è ciò che tiene insieme insomma questo strambo mondo in cui viviamo, al di là di ogni ipocrisia e di ogni malvagità.

E oggi sono ancora più convinta di tutto questo, oggi che ho scoperto il progetto Faces Art Revolution di Giuseppe Piro. Giuseppe ha deciso infatti di creare la più grande installazione artistica dispersa nel mondo. Che cosa significa? Significa che sta realizzando ben 10.000 ritratti che però non verranno messi in un museo o in una galleria, bensì dispersi a chiunque abbia il desiderio di prendere parte al progetto, accolti nelle loro case, nei loro uffici, nelle loro aziende. Nessun intermediario quindi, bensì un contatto diretto tra l’artista e coloro che vogliono circondarsi di arte. Nessuna esposizione dell’opera, ma un’opera dispersa in molti spazi, che non sono luoghi d’arte, ma luoghi del quotidiano, così che l’arte possa fare ingresso nelle vite di ognuno, creando una sorta di fil rouge che in qualche modo ci avvicina, ci fa sentire meno soli, ci rende interconnessi. È un po’ quello che accade con i social network insomma, ma in modalità reale, è un po’ un modo per riappropriarsi della realtà e del mondo in cui viviamo.

È un progetto complesso, che abbatte tutte le regole dell’arte di stampo tradizionale e che porta l’arte nel mondo, nelle case, negli uffici, nelle aziende, un progetto di una bellezza semplicemente incredibile. Ma parliamo di numeri. Quanto costano i ritratti? La quotazione di partenza è di 50 euro a ritratto. Quando i ritratti però saranno tutti completati, la quotazione potrà salire anche a 200 euro a ritratto, per un valore indicativo dell’intera installazione di arte contemporanea di oltre 2 milioni di euro. La quotazione economica dei ritratti è stata fatta dalla stesso Giuseppe Piro, ed è un modo per dare valore all’arte, un valore che deve assolutamente essere presente.

 

Ma chi è Giuseppe Piro? Domanda più che legittima ovviamente. Giuseppe Piro è una figura poliedrica. Si è occupato di molte diverse tipologie di attività nella sua vita infatti, spesso contemporaneamente. È stato uno sportivo, ha realizzato un esperimento di lunga permanenza in grotta, ha percorso a piedi Alpi e Appennini, pedalato per le coste in mountain bike, ha scritto reportage, articoli, libri e ha messo in piedi negli anni uno dei network di blog più grandi di tutto il mondo, con oltre 350 magazine tematici, diventando un esperto di comunicazione digitale e marketing online. Ancora oggi si occupa di comunicazione, ma ha deciso di rispolverare la sua passione per l’arte contemporanea, che da sempre lo accompagna, per mettere in piedi questa incredibile installazione e per far sì che l’arte possa arrivare al cuore di un numero sempre maggiore di persone.

 

 

About the author

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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