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Polisario: dubbi sui fondi umanitari

Ruberie di fondi umanitari internazionali. Leader del Polisario concede 25mila euro per riconciliarsi con la sua ex moglie

È scandalo. È uscito allo scoperto, quello che si sta succedendo ancora per gli aiuti umanitari internazionali nei campi di Tindouf in Algeria.
Si sapeva che le ruberie sono alla quotidianità, più si chiede più si arricchisce si dice in Africa, ma è “significativo” – dicono – l’ultimo video apparso nella mass media, il Social e giornali spagnoli in cui si vedano donne che festeggiano, cantano e contano le banconote di 50 e 100 euro di un mazzo di soldi.
Si tratta del caso di Oudadi Ould Benamar di origini della tribù Rguibat Ouald Moussa, rappresentante del Polisario nei paesi Baschi in Spagna, che ha offerto l’importo di 25000 euro alla sua ex moglie Slima Mint Mohammed Ould Bnine, per la riconciliazione dopo la sua infedeltà matrimoniale.
Certamente è un importo molto grande per i “rifugiati” che vivono al cento per cento dagli aiuti umanitari internazionali e che soffrano dalle malattie, malnutrizione e la fame .
Sono soldi della cooperazione internazionale stanziati genuinamente e forniti con buona fede anche dal governo italiano, da alcune regioni come Emilia Romagna, Toscana e Veneto e da associazioni ed ONG del mondo.
Gli abitanti dei campi evidenziano che prima le ruberie erano nascoste, si svolgano in modo segreto, ma ora, purtroppo, si portano a termine alla luce del sole con testimoni oculari e larga diffusione mediatica.
Siamo davanti ad un’altra chiara deviazione e dilapidazione dei fondi, cosi è scandalo in Algeria dove non si contano più le denunce contro la gestione deviata e l’appropriazione indebita degli aiuti umanitari destinati a questi campi dove i profughi sono impiantati, oppressi e costretti a dipendere totalmente dal sostegno esterno.
In seguito al rapporto del 2015 dell’Ufficio Europeo di Lotta Antifrode (Olaf) che aveva evidenziato una massiccia, sistematica ed organizzata deviazione degli aiuti destinati alle popolazioni dei campi, diversi europarlamentari avevano rivolto interpellanze alla Commissione europea chiedendo spiegazioni su perché la Commissione europea continui ad assegnare dal 1992 un contributo annuo di 10 milioni di euro alle popolazioni dei campi di Tindouf nonostante le denunce dell’OLAF.
Il paradosso oggi che malgrado la palese deviazione del flusso di denaro, il governo di Algeri continua a chiedere al mondo aiuti per la popolazione dei campi.
L’Onu continua a chiedere e raccomandare da diversi anni un censimento serio della popolazione, ma Algeri rifiuta ogni tentativo di trasparenza sulla realtà dei campi.
Questa volta, “sarà una inchiesta seria dai donatori?” dicono, via le reti Social, abitanti dei campi e denunciano il caso dello spreco di 25mila euro e i contorni della festa della “riconciliazione matrimoniale”.

About the author

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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