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Acquistare durante la stagione estiva un impianto di riscaldamento da usare durante l’inverno?

Senza dubbio un’ottima idea sotto più punti di vista, in questi casi meglio giocare d’anticipo visto che le giornate veramente fredde cadono ormai anche fuori stagione, meglio evitare di presentarsi da un qualsiasi rivenditore autorizzato per comprare una caldaia con il gelo già per le strade.

Con i tempi ci siamo, quindi, ma quale tipologia di impianto sarebbe meglio comprare ora che la decisione è stata presa? In mezzo all’incredibile numero di modelli, gamme ma soprattutto tecnologie disponibili, il consiglio più oculato che si possa dare, soprattutto se siamo a digiuno in termini di conoscenza specifica sulla questione, è questo: contattare dei tecnici di zona che possano consigliarci sul prodotto più adatto alla singola necessità e che siano disponibili in futuro per la manutenzione dello stesso e per eventuali interventi improvvisi.

La svolta green

Andiamo però a vedere alcune macro tipologie di impianto di riscaldamento per avere almeno una prima infarinatura di quali sono le tecnologie sul mercato e qual è il loro funzionamento. La prima considerazione è che oggi il mercato, per effetto della legislazione, muove in maniera decisa verso una rivoluzione ambientalista che punta sempre più all’impatto zero.

Uno studio realizzato dal Politecnico di Milano nel 2018, ultimo in ordine di tempo sul tema inquinamento atmosferico, conferma ancora una volta che il riscaldamento degli edifici è la principale causa di inquinamento dell’aria nelle città italiane, 6 volte gli scarichi delle auto (leggi qui la notizia).

Negli obiettivi dell’Agenda 30 europea, il piano dell’UE per l’inquinamento ambientale, c’è anche una vita domestica più green che parte proprio dall’efficientamento energetico dei nostri elettrodomestici.

Qui, tutti i nuovi impianti di riscaldamento sul mercato sono certamente più ecologici ed efficienti rispetto ai vecchi modelli, oltre ad essere progettati nel rispetto delle direttive ErP (prodotti a consumo energetico). Non tutti i nuovi elettrodomestici però sono soggetti all’ecobonus, il reintegro di parte dell’investimento che lo Stato offre per effettuare migliorie ecologiche nella propria casa o presso i condomini. Vediamo a quanto ammonta questo risparmio.

Ecobonus 2019 relativo agli impianti di riscaldamento

65%:

  • pompe di calore;
  • collettori solari;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
  • caldaia a condensazione di classe A con sistemi di termoregolazione classi V, VI, VIII.

50%

  • caldaie a biomassa;
  • caldaia a condensazione classe A senza valvole di termoregolazione.

Questi bonus saranno disponibili fino al 31 dicembre 2019 (in attesa di rinnovo). Il tetto massimo di spesa è: 30 mila euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; 60 mila euro per installare pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per uso domestico, industriale o per strutture pubbliche.

Scegliere un impianto di riscaldamento

A questo punto la questione rimane una: dove indirizzare la nostra intenzione di investire in un nuovo elettrodomestico? Cominciamo col comprende solo i prodotti più ecologici (e con ecobonus) che sono: pannelli solari, pompa di calore, caldaia a condensazione e caldaia a biomasse.

Cominciamo dal solare che è anche il trade union tra i vari modelli visto che quasi ognuno di essi (considerando gli elettrodomestici di ultima generazione) è dotato di una tecnologia solar friendly ovvero della compatibilità con l’alimentazione a energia solare. Per quanto l’investimento iniziale non sia esiguo, va da sé che le bollette a venire saranno praticamente a costo zero, c’è da dire però che i pannelli vengono utilizzati più spesso insieme ad altri sistemi di riscaldamento per evitare il rischio di restare senza acqua calda. In realtà, esistono nuove tecnologie specifiche per acqua calda come la funzione preriscaldo e sistema acqua speed (vedi il video del funzionamento) che scongiurano una volta per tutte il rischio di rimanere senza acqua calda sanitaria.

Le pompe di calore invece hanno bisogno di uno spazio esterno all’edificio per funzionare visto che incamerano l’aria calda circostante ad esse e ne intensificano la temperatura fino a 6 volte, una sorta di frigorifero al rovescio. Anche in questo caso, come per i collettori solari, abbiamo bisogno di condizioni climatiche favorevoli o quanto meno non proibitive considerata la tecnologia in uso.

Per quanto riguarda le caldaie a condensazione, queste sono come delle caldaie più potenti, fatte in materiali molto resistenti che permettono ai fumi di combustione di essere raffreddati al loro interno e portati allo stato liquido, sfruttando il calore latente prodotto da questo processo, senza disperdere sostanze nocive nell’aria e senza che i fumi danneggino la struttura. Indubbiamente parliamo di uno degli elettrodomestici migliori dal punto di vista della qualità/prezzo e della duttilità.

Infine le caldaie a biomassa, ovvero a combustione di sostanze come pellet e legno. Sono come delle stufe, hanno un costo iniziale piuttosto alto ma delle spese di approvvigionamento molto basse (la biomassa è piuttosto economica), probabilmente più adatte ad un uso condominiale che privato.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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