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Sclerosi multipla: studio sulla fluidodinamica del flusso venoso della cavità toracica

E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Medical Hypotheses un articolo canadese intitolato “Fluid dynamics of thoracic cavity venous flow in multiple sclerosis” (Fluidodinamica del flusso venoso della cavità toracica nella sclerosi multipla).

Secondo il dottor Trevor Tucker, questo articolo ipotizza, sulla base dei principi della fluidodinamica, che nella sclerosi multipla (SM) non laminare, si verifichi un flusso sanguigno vorticoso nella vena cava superiore (SVC) e nelle vene brachiocefaliche (BV), in particolare nelle giunzioni con le loro vene tributarie. L’analisi basata sulla fisica dimostra che la morfologia e le caratteristiche fisiche delle principali vene toraciche e delle loro vene tributarie confluenti, insieme con le caratteristiche del sangue che scorre, prevedono la transizione dal flusso laminare a quello non laminare, principalmente un flusso vorticoso, a selezionate curvature e giunzioni della vena.

Il flusso vorticoso non laminare determina lo sviluppo di valvole stenotiche immobili ed ostruzioni del flusso intraluminale, in particolare nelle vene giugulari interne (IJV) e nella vena azygos (AV) alla loro confluenza con la SVC o le BV.

Le osservazioni degli studi clinici sul flusso vascolare dimostrano che le aree con flusso basso ed inverso sono associate a malformazioni endoteliali. L’analisi basata sulla fisica prevede la crescita di lembi e setti intraluminali in corrispondenza di segmenti di curvatura della vena e confluenze di flusso. L’analisi dimostra correlazioni positive tra il predetto e clinicamente osservato allungamento dei lembi valvolari e tra la predetta ed osservata prevalenza di valvole immobili a varie confluenze di flusso venoso. L’analisi prevede la formazione di placche sclerotiche alle giunzioni venose ed alle curvature, in posizioni analoghe alle placche nell’aterosclerosi.

L’analisi prevede che l’aumento della compliance venosa aumenta la laminarità del flusso venoso e riduce la prevalenza e la gravità delle malformazioni e delle placche della vena, un risultato clinico potenzialmente significativo.

Secondo l’autore, un’osservazione generale è che le correlazioni tra i predetti fenomeni ed i fenomeni clinicamente osservati sono sufficientemente positive tanto che l’approccio basato sulla fisica rappresenta un nuovo mezzo per comprendere le relazioni tra il flusso venoso nella sclerosi multipla e le malformazioni venose clinicamente osservate.

Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0306987719300672

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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