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Strumentalizzazione bambini Saharawi. Denuncia RACMI

RACMI denuncia la strumentalizzazione dei bambini saharawi in Italia La Rete delle associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI) ha constatato che in concomitanza con l’inizio del periodo estivo certi istituzioni italiane eletti organizzano iniziative di accoglienza a favore dei bambini provenienti dai campi profughi di Tindouf (in Algeria), soprannominati “Ambasciatori della pace”. RACMI lamenta queste iniziative, promosse dal fronte separatista paramilitare “Fronte Polisario”, che rappresentano una manovra politica strumentale dei bambini e che sfrutta la loro innocenza per profitti di propaganda politica denunciata presso il Consiglio dei diritti umani a Ginevra. RACMI considera queste iniziative un il chiaro tentativo di camuffare le drammatiche situazioni di sofferenza prevalenti nei suddetti campi, dove sono violati i diritti elementari previsti dalla Convenzione di Ginevra sui rifugiati, e conosciuti a livello di tutte le organizzazioni umanitarie come un luogo di traffico e dirottamento degli aiuti generosamente concessi dalla comunità internazionale, denunciato in più occasioni dal Parlamento Europeo, l’Human Right Watch, Amnesty International e tante altre istituzioni. Ricordiamo che anche molte altre organizzazioni internazionali come “France Liberté”, “US committee for refugee and immigrants” hanno denunciato continuamente il grave arruolamento dei bambini, spesso rapiti alle loro famiglie, per essere addestrati all’uso degli armi, violando ogni convenzione sulla difesa dei diritti dell’infanzia, della loro crescita e sano sviluppo. Il rischio di radicalizzazione dei giovani e dei Bambini-soldato nei campi è visto come un fattore di potenziali minaccia, accentuato dalla presenza delle filiali locali di Al Qaeda nel Maghreb e dalla costante ricerca di penetrazione da parte dell’ISIS, nota per il reclutamento dei minori, soprattutto che vivono in estrema povertà e sottoposti a duri allenamenti psicologici e militari, nonché a un indottrinamento politico e religioso. RACMI lamenta che purtroppo certe istituzioni italiane elette sono state tratte in inganno e cadute nel tranello del Polisario, invece di informarsi preventivamente sulla realtà dei fatti e delle pratiche inumane perpetrate dalla dirigenza delle milizie del Polisario. E’ opportuno ricordare, a titolo di esempio, che addirittura 29 capi della dirigenza del Polisario sono state destinatari di avvisi di cattura internazionali immessi dalla giustizia spagnola, ed in primo luogo lo stesso segretario generale del Polisario Brahim Ghali accusato di crimini contro l’umanità. RACMI, anche in considerazioni di questi gravissimi e ben noti fatti, ritiene questa attitudine verso il Polisario da parte di certe istituzioni italiane elette va nel senso contrario alla volontà della comunità internazionale che cerca di trovare una soluzione politica realistica a questa controversia regionale, ed incoraggiano piuttosto le milizie del Fronte polisario nelle sue posizioni intransigenti e ostruzionistiche al processo politico avviato dal consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Lunedì 05 agosto 2019

About the author

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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