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Premio Federico Maggia, le opere in mostra e i vincitori

Atelier Remoto – Lara Monacelli, Valentina Merz – “Teatro Aperto del Cervo_ Photo Credit Fabio Oggero

Il 3 ottobre 2019 si è tenuta la cerimonia di proclamazione del vincitore del Premio Federico Maggia 2019 e l’assegnazione delle due menzioni.
La giuria, presieduta da Mario Botta, ha scelto il gruppo pugliese composto da Vito Quadrato, Tiziano De Venuto, Andrea Miccoli e Giuseppe Tupputi con il loro progetto “Gravitazioni di stanze di pietra”.

 
Il gruppo ha lavorato sul Lanificio al Bivio di Veglio Mosso ipotizzando differenti possibili destinazioni d’uso (ricettiva, abitativa, lavorativa) concretizzate nell’allestimento in mostra al Lanificio Maurizio Sella con la costruzione di una stanza in elementi scultorei in pietra leccese, alla ricerca di un inedito rapporto estetico tra le strutture delle industrie e le forme artigianali dell’arredo.
Secondo la giuria, il progetto, “era quello che meglio rappresentava l’eleganza del territorio biellese, tendendo alla stabilità della forma e costruendo un ordine dinamico e multifunzionale, che si configura come la struttura di una danza: una gravitazione armonica di elementi in un grande spazio“.

 

MENZIONI

La prima è stata aggiudicata ad Atelier Remoto (Lara Monacelli, Valentina Merz) con “Teatro Aperto del Cervo”, che ha lavorato sugli spazi dell’ex Lanificio Pria proponendo una piazza sopraelevata protesa sul torrente per riattivare la relazione di Biella con il proprio fiume.
 
La seconda menzione va al gruppo di Gloria Bazzoni con “Accade tutto tra i margini di una finestra quando il paesaggio si fa architettura” che ha riflettuto sul ruolo e sul valore della natura come strumento capace di definire l’efficacia dell’azione di progetto e oltrepassare la soglia del Lanificio al Bivio, contaminando spazi e riattivando luoghi. 

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