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Come difendersi dal “Revenge Porn”: esce il 2 dicembre il nuovo saggio di Alessia Sorgato sulla violenza digitale

L’avvocato milanese, specializzato in violenze e abusi su donne e minori, analizza gli aspetti giuridici, informatici e psicologici della nuova norma, introdotta di recente nel nostro ordinamento, che punisce chi diffonde contenuti sessualmente espliciti senza il consenso della persona interessata. Un testo utile non solo agli addetti ai lavori ma anche alle vittime e ai loro familiari, che illustra come ci si può difendere da un reato odioso e dalle conseguenze pericolose

 

MILANO – Si intitola “Revenge Porn – Aspetti giuridici, informatici e psicologici” il nuovo saggio di Alessia Sorgato, avvocato cassazionista dedita da molti anni alla tutela dei soggetti deboli e legale di riferimento di centri e associazioni antiviolenza, edito da Giuffrè Francis Lefebvre (pagine 283; 30 euro) e in vendita da lunedì 2 dicembre in tutte le librerie.

Il nuovo libro esce a pochi mesi di distanza dall’entrata in vigore nel nostro ordinamento del nuovo art. 612 ter del Codice Penale, che dal 9 agosto scorso punisce il reato di diffusione di contenuti sessualmente espliciti senza il consenso della persona interessata. Il legislatore, finalmente, ha varato una norma specifica e il “Revenge Porn” assurge così a delitto autonomo.

In questa pubblicazione, alla cui stesura hanno contribuito Nadia Muscialini, psicoanalista, psicologa ed esperta in prevenzione e contrasto della violenza contro donne e minori, e Marco Zonaro, iscritto nell’Albo dei periti del Tribunale di Roma, consulente tecnico in materia di criminalistica forense, sistemi d’intercettazione e digital forensics, l’autrice analizza la nuova fattispecie di reato in tutti i suoi risvolti, dal ruolo determinante della Rete e dei social network al tema del consenso, dal concetto di “sessualmente esplicito” alle novità introdotte dal Codice Rosso, dagli aspetti psicologici (la paura, la vergogna e il senso di colpa) alle conseguenze sulla salute psicologica e sulla qualità della vita delle vittime, senza dimenticare il rapporto del “Revenge Porn” con altri reati quali gli atti persecutori, i maltrattamenti, la diffamazione, l’estorsione, la violenza sessuale, la prostituzione minorile e la pedopornografia.

Afferma l’autrice: «Quando, in Italia, fu scritto il testo originario del Codice Penale, era il 1930. Nessuno poteva immaginare che, qualche decennio dopo, sarebbero stati inventati Internet, i social network e gli smartphone. Neppure quando, più di recente, l’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha definato le quattro tipologie di violenza (sessuale, fisica, psicologica ed economica), si è riusciti a prevedere che, poco dopo, se ne sarebbe aggiunta una quinta, la violenza digitale. Che è atroce, subdola e si moltiplica nell’anonimato. Da tempo l’opinione – continua Alessia Sorgato – pubblica italiana invocava l’adozione di una norma specifica per regolamentare il cosiddetto “Revenge Porn”, resasi urgente dopo i tragici fatti che negli anni scorsi hanno spinto al suicidio la giovanissima Carolina Picchio e la poco più che trentenne Tiziana Cantone. Nel frattempo, la giurisprudenza ha celebrato processi per fatti che oggi rientrano nella nuova fattispecie di reato e non si è fermata davanti alla carenza legislativa dell’epoca. Ha semplicemente chiamato quel comportamento in un altro modo: a volte pedopornografia, altre volte atti persecutori, più raramente anche violenza sessuale. Io ho potuto esaminare 120 sentenze emesse dal Tribunale di Milano negli ultimi tre anni e, sulla scorta di queste pronunce, ipotizzare come verrà applicato e interpretato il nuovo delitto. Ma non potevo lavorare da sola, perché in questo reato gli aspetti psicologici e quelli informatici sono molto peculiari. Conoscerli è fondamentale per tutti, dal giudice all’avvocato, ma pure per i parenti, gli amici e la vittima stessa. Perché anche dal revenge porn bisogna “imparare a difendersi”».

 

 

L’autrice

Alessia Sorgato è una penalista specializzata in violenze e abusi su donne e minori con un Master in “Criminologia a indirizzo vittimologico”. Dal 2011 è legale penalista di riferimento di centri antiviolenza (in particolare il Soccorso Rosa dell’Ospedale San Carlo di Milano), sportelli anti-stalking e onlus dedite alla protezione di donne e bambini. È autrice di diversi testi giuridici dedicati agli abusi su donne e minori.

Nel 2014 ha pubblicato, per Mondadori Electa, “Giù le mani dalle donne”, il suo primo libro divulgativo (che si è aggiudicato ben dodici premi letterari), pensato e scritto per un pubblico di non addetti ai lavori, utile per uscire da ogni situazione di sopruso e prevaricazione, a partire dalla conoscenza dei propri diritti e delle modalità per farli valere.

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