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Sclerosi Multipla: nuovi dati positivi dallo studio Brave Dreams del prof. Zamboni

E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Journal of Endovascular Therapy uno studio intitolato Effects of Venous Angioplasty on Cerebral Lesions in Multiple Sclerosis: Expanded Analysis of the Brave Dreams Double-Blind, Sham-Controlled Randomized Trial” (Effetti dell’angioplastica venosa sulle lesioni cerebrali nella sclerosi multipla: analisi ampliata dello studio controllato randomizzato in doppio cieco Brave Dreams).

Alcuni ricercatori italiani ed americani hanno valutato se il ripristino del flusso venoso della giugulare in vari difetti flebografici indicativi di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) nei pazienti con sclerosi multipla (SM) può avere effetti positivi sulle lesioni cerebrali identificate con la risonanza magnetica (MRI).

Lo studio Brave Dreams è stato uno studio multicentrico, randomizzato, di gruppo parallelo, in doppio cieco, controllato con placebo per valutare l’efficacia dell’angioplastica della giugulare nei pazienti con SM e con CCSVI. Tra agosto 2012 e marzo 2016, 130 pazienti (età media 39,9 ± 10,6 anni; 81 donne) con SM recidivante/remittente (n = 115) o secondariamente progressiva (n = 15) sono stati randomizzati in 2 gruppi: 1 alla flebografia più angioplastica (n = 86) o alla sola flebografia (placebo; n = 44). I pazienti e il personale dello studio (tranne l’interventista) sono stati “mascherati” per l’incarico di trattamento. Sono stati confrontati i dati di risonanza magnetica acquisiti a 6 e 12 mesi dopo la randomizzazione con la scansione preoperatoria per verificare nuove e/o l’estensione > 30% delle lesioni T2 più l’aumento del gadolinio nelle lesioni preesistenti. Sono stati stimati e confrontati i rischi relativi (RR) con intervallo di confidenza del 95% (CI). In una valutazione secondaria, i flebogrammi dei pazienti sottoposti ad angioplastica venosa sono stati classificati come “favorevoli” (n = 38) o “sfavorevoli” (n = 30) per la dilatazione secondo il sistema di classificazione Giaquinta da 4 ricercatori “in cieco”. Sono stati confrontati anche questi sottogruppi.

Dei 130 pazienti studiati, 125 (96%) hanno completato il follow-up di MRI di 12 mesi. L’analisi ha dimostrato che la probabilità di essere liberi da nuove lesioni cerebrali ad 1 anno era significativamente più alta dopo l’angioplastica rispetto al gruppo placebo (RR 1,42, IC 95% da 1,00 a 2,01, p = 0,032). I pazienti con flebogrammi favorevoli avevano una probabilità significativamente più elevata di essere liberi da nuove lesioni cerebrali rispetto ai pazienti con flebogrammi sfavorevoli (RR 1,82, IC 95% 1,17-2,83, p = 0,005) o pazienti nel gruppo placebo (RR 1,66, IC 95% 1,16 a 2,37, p = 0,005).

Secondo gli autori, l’analisi ampliata dei dati di Brave Dreams analizzati in precedenza che includevano pazienti con SM secondariamente  progressiva oltre ai pazienti con SM recidivante/remittente ha mostrato che l’angioplastica riduce le nuove lesioni cerebrali a un anno. L’analisi secondaria ha confermato l’efficacia del sistema di classificazione Giaquinta nella selezione dei pazienti appropriati per l’angioplastica che avevano maggiori probabilità di essere liberi dall’accumulo di nuove lesioni cerebrali alla risonanza magnetica.

Fonte: https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1526602819890110

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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