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Il tè si fa Arte Museo d’arte siamese “Stefano Cardu” Cagliari

Il Servizio Cultura e Spettacolo – Musei Civici di Cagliari presenta al Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu tra la fine del 2019 e sino a marzo del 2020, una serie di appuntamenti dal titolo “Il tè si fa arte”.

I preziosi materiali custoditi nel Museo raccontano storie di un Oriente lontano e ricco di leggende, invitando attraverso le degustazioni di pregiati tè orientali, degli affascinanti viaggi a ritroso in quelle terre lontane visitate da Stefano Cardu più di un secolo fa.

 

Cinque incontri di scambio, scoperta e conoscenza dell’Oriente attraverso la seconda bevanda maggiormente consumata al mondo dopo l’acqua e, insieme al vino, il liquore più antico nella storia dell’uomo da sempre simboli di ospitalità.

 

Le declinazioni di questa antica bevanda sono molteplici e verranno raccontate da Emanuela Solinas TAC International Tea Sommelier, affiancata di volta in volta dagli storici dell’arte dell’Associazione Orientare per i Musei Civici per presentare approfondimenti tematici sulle sezioni del museo che hanno ispirato la scelta dei tè proposti.

 

Durante gli incontri si assaggeranno delle selezioni di tè pregiati provenienti da cultivar leggendari, da alberi centenari o da rinomate zone di produzione, proposte e preparate dalla dott.ssa Solinas, seguendo gli itinerari realmente percorsi dall’avventuroso collezionista cagliaritano.

 

Il primo appuntamento sarà il 29 novembre alle ore 16, quando la Tea Sommelier Emanuela Solinas, con l’ausilio di video e immagini, presenterà la camelia sinensis – ossia la specie di pianta le cui foglie e i cui germogli sono usati per produrre il tè – della quale si scopriranno l’origine, le leggende e i principali utilizzi nella vita quotidiana dei monaci e nella medicina tradizionale. Con lei, nella stessa serata gli storici dell’arte illustreranno i rari manoscritti siamesi della Collezione Cardu, realizzati nella seconda metà del XIX secolo durante il regno di Rama V e riguardanti svariati argomenti che vanno dall’astronomia alla letteratura, dai riti di purificazione agli esorcismi.

 

Il pomeriggio del 7 dicembre (ore 16,15) saranno protagoniste le Dinastie cinesi e storia del tè. Partendo dalla Dinastia Tang (618-907) durante la quale venne scritto Il Canone del tè, passando per la Dinastia Song (960-1279) periodo nel quale i semi della Camellia Sinensis dalla Cina raggiunsero il Giappone, sino alla Dinastia Ming (1368-1644) quando i Portoghesi e gli Olandesi aprirono le rotte commerciali verso il lontano oriente, introducendo l’uso del tè in Europa. Lo spunto del racconto nasce dal nucleo di porcellane cinesi del periodo Ming e dei primi imperatori Qing, della Collezione Cardu che saranno descritti degustando una varietà di tè cinese leggendario, il Mei Jia Wu Long Jing Dragon Well, supreme Pre-Quingming 2019 BIO abbinato ad un cibo.

 

L’appuntamento del 10 gennaio (ore 16,15) sarà all’insegna dei sei colori del tè. I Cinesi classificano il tè in base a una scala cromatica, frutto dei differenti processi di lavorazione a cui sottopongono le foglioline appena raccolte: il Tè verde, il Tè bianco, Tè Giallo, l’Oolong, il Tè nero, il Pu-erh. L’Wulong a bassa ossidazione e l’ Wulong cinese ad alta ossidazione degustati durante la serata prendono ispirazione dalle ceramiche siamesi della fabbrica reale di Bangkok.

 

L’8 febbraio (ore 16,15) sarà dedicato al Cha no yu, la cerimonia giapponese del tè nella educazione dei Samurai. Il Giappone ha costruito la sua identità culturale attraverso la pittura, la letteratura, il teatro, la tradizione musicale, l’arte della ceramica, il culto dei fiori e la preparazione del tè. Il Cha no yu, la cerimonia del tè in Giappone, è un’arte intimamente connessa alla spiritualità, il cui fine è il raggiungimento della purezza interiore. Parte dell’educazione del samurai è naturalmente l’utilizzo della spada, che per seguire il Bushido doveva raggiungere l’equilibrio tra la forza militare e la potenza culturale. La Collezione Cardu, possiede alcune preziose Katane giapponesi tra le quali spicca quella donata dalla comunità giapponese di Bangkok al Re Rama V e in seguito acquistata dal collezionista cagliaritano. Durante la serata verrà preparato e degustato il caratteristico tè Matcha.

 

 

Domenica 8 marzo (ore 16,15) avrà il titolo di Un tè in dote: La Via del Tè e del Cavallo. Si racconterà la storia di Wen Cheng, figlia dell’imperatore cinese Taizong, sposa di Songtsen Gampo il Conquistatore, re del Tibet, alla quale si deve l’apporto di competenze più avanzate di lavorazione e produzione del tè, nonché l’introduzione del Buddismo nella cultura nomade tibetana.

Il Museo Stefano Cardu conserva una campana di bronzo, Rakhang, suonata per radunare la comunità, e un tamburo sacro, anch’esso di bronzo, usato per annunciare l’inizio del rito religioso. Si degusteranno un Pu-erh Sheng e di un Pu-erh Shu, tè simboli di vita e rigenerazione.

 

Tutti gli appuntamenti, fatta eccezione per quello d’esordio inizieranno alle ore 16:15. Il costo di ogni serata è di 8,50 euro. Le serate sono a numero chiuso ed è consigliata la prenotazione.

 

Calendario:

29 novembre | ore 16: La storia del monaco Phrai Malai

7 dicembre | ore 16:15 : Dinastie cinesi e storia del tè

10 gennaio | ore 16:15: I sei colori del tè

8 febbraio | ore 16:15: La cerimonia giapponese del tè nella educazione dei Samurai

8 marzo | ore 16:15: Un tè in dote: La Via del Tè e del Cavallo

 

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