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Intervista ad Assad: grave la censura della RAI

 IL SERVIZI PUBBLICO BOICOTTA LA SIRIA E TRADISCE IL PRINCIPIO DELLA CORRETTA INFORMAZIONE AI CITTADINI

IL CENTRO ITALO ARABO E DEL MEDITERRANEO CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO DI RIAVVIARE LE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON DAMASCO: SUBITO L’APERTURA DELLA NOSTRA AMBASCIATA IN SIRIA

 

Il Centro Italo Arabo e del Mediterraneo  esprime forte preoccupazione per la decisione dell’Amministratore Delegato della RAI, Fabrizio Salini, di impedire la messa in onda dell’intervista che la giornalista Monica Maggioni ha realizzato a Damasco al presidente siriano Bashar al Assad. Le motivazioni, secondo le quali l’intervista non sarebbe stata effettuata su commissione di alcuna testata RAI è pretestuosa e rappresenta un pericoloso precedente.

Pretestuosa perché è noto, come rivelato dalle agenzie di stampa, che il direttore di Rainews24 Antonio di Bella aveva deciso di trasmetterla ritenendola interessante e aveva già incaricato la redazione esteri di trattare la notizia per inserirla in un contenitore quotidiano. Soltanto l’intervento dei vertici della RAI – non solo di Salini ma presumibilmente anche del Presidente Marcello Foa – hanno impedito di trasmettere un video che rappresentava comunque uno scoop per la televisione italiana. Si tratta di una preoccupante ingerenza nella direzione di una testata giornalistica, una censura vera e propria perché limita in modo palese la libertà dei cittadini di essere informati.

La censura dal sapore politico ha un chiaro obiettivo: impedire che gli italiani conoscano una versione dei fatti diversa da quella propagandata dai media in questi anni, con il cattivo Assad da una parte e tutti gli altri dall’altra, persino quei terroristi che molti tra i corrispondenti del servizio pubblico hanno continuato a chiamare “ribelli moderati” e che in realtà con la libertà e la democrazia non avevano nulla a che fare.

È ora di dare un nuovo registro alla narrazione di questo conflitto e dei disastri fatti dall’Occidente in questa regione. E’ ora che anche la politica italiana si assuma la responsabilità dei propri errori e riprenda un dialogo costruttivo con Damasco e con il presidente Assad al quale va comunque dato il merito di aver lottato, spesso da solo, contro lo Stato Islamico, al Qaeda e le varie milizie jihadiste al soldo della Turchia, del Qatar, dell’Arabia Saudita e di molti paesi occidentali.

Il Centro Italo Arabo e del Mediterraneo chiede al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro degli Affari Esteri Luigi di Maio di intraprendere tutte le azioni possibili affinché l’Italia possa riavviare il dialogo istituzionale e diplomatico con la Siria con la conseguente riapertura della nostra ambasciata a Damasco.

9 dicembre 2019

Il direttivo del Centro Italo Arabo e del Mediterraneo Onlus

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