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Friuli Venezia Giulia: rallenta il Pil della regione

Secondo l’analisi condotta da Confindustria Udine, l’economia del Friuli Venezia Giulia non sta vivendo un momento particolarmente roseo. Il Pil della regione nel 2019 è rallentato rispetto agli anni precedenti, pari infatti ad appena un +0,2%. Considerando che il il 2018 era stato chiuso con un Pil +1,1%, è normale che la situazione risulti piuttosto preoccupante. Anche gli atteggiamenti delle famiglie sembrano rispecchiare questa preoccupazione. Le spese che le famiglie del Friuli Venezia Giulia hanno deciso di intraprendere sono infatti aumentate solo dello 0,7%, segno questo di una vera e propria mancanza di fiducia. A rispecchiare questa preoccupazione e mancanza di fiducia nella situazione, anche la riduzione degli investimenti fissi lordi. Sono passati infatti da +4,0% a +1,9%.

Che situazione si prospetta per il 2020? Stando a ciò che afferma Confindustria Udine si potrà parlare in generale di una crescita del +1,9%, con una situazione però molto sfavorevole per la provincia di Udine. Qui infatti si potrebbe arrivare alla fine dell’anno con una variazione media negativa, di circa il -3,7%. Percentuali così basse non si toccano dal 2013, diretta conseguenza della manovra di bilancio e delle nuove leggi in ambito fiscale e tributario. Il problema infatti della regione è senza alcun dubbio il cuneo fiscale, doppio rispetto a quello dei maggiori competitor, come la Germania ad esempio, e che nel corso dell’anno proprio a causa dei cambiamenti introdotti potrebbe peggiorare ulteriormente.

Per quanto riguarda il settore delle esportazioni, durante i primi mesi del 2019, le è stato registrato un aumento del 6% per quanto riguarda le imprese della provincia di Udine, molto più alto rispetto a quello riscontrato nelle altre regioni del Nord Est, molto più alto in realtà anche del valore medio delle esportazioni di tutta l’Italia. La provincia di Udine è per le esportazioni insomma molto importante, capace di sostenere le vendite di tutta la regione. L’incremento delle esportazioni, nonostante questo, è comunque in decrescita rispetto al 2018, che si era assestato infatti ad un +10,4%. Anche a livello regionale, c’è stato un calo, in questo caso del 7,2%, soprattutto a causa del settore cantieristica. In generale, la quota export di Udine rappresenta il 44,4% della quota regionale, la quota di Pordenone il 27,9%, la quota di Trieste il 20,5%, la quota di Gorizia il 7,2%. Per quanto riguarda Gorizia, c’è stata una crescita rispetto al 2018. L’incremento delle esportazioni, laddove ha avuto luogo, è dipeso dai risultati più che positivi dei prodotti alimentari, dei macchinari, dei prodotti chimici, della gomma e delle materie plastiche. Ancora oggi il paese destinatario più importante è la Germania.

Le aziende di Udine continueranno a infondere tutte le loro energie nell’export, che è senza dubbio l’attività che può aiutarle ad ottenere i maggiori successi. Questo anche grazie all’attenzione che Confindustria Udine infonde nll’internazionalizzazione, socia infatti di Confindustria Serbia, Montenegro, Slovenia. A breve ci sarà l’associazione anche con Confindustria Polonia e altre ancora. Grazie a questo suo sguardo internazionale, Confindustria Udine ha la capacità di capire quali siano le concrete opportunità per le aziende del territorio e garantire il giusto supporto.

A cura della redazione di Nord Est Business e Imprese

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