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I progetti di Stintino modelli di formazione

La riqualificazione della Pelosa e del porto del paese fanno scuola al Campus-Sardegna del FormezPA che si è tenuto al Mut nei giorni scorsi.

Stintino 18 febbraio 2020 – Stintino e le sue politiche ambientali e di sviluppo diventano modelli che fanno scuola e si trasformano in esempi di buone pratiche per le altre amministrazioni. Il progetto di tutela della Pelosa quindi il progetto di riqualificazione del porto, nei giorni scorsi, sono stati al centro del progetto “Campus-Sardegna, cultura del paesaggio e uso consapevole del territorio”, promosso dalla Regione con il supporto del FormezPA.

Un incontro che, nella sala riunioni del museo della Tonnara di Stintino, ha coinvolto una trentina di funzionari e dirigenti dei Comuni isolani, della Regione Sardegna e della Soprintendenza che si occupano di pianificazione, progettazione, gestione e valutazione del paesaggio. Un’occasione di formazione accompagnata da sopralluoghi sul campo, utili a studiare e conoscere a fondo gli ambiti e gli elementi che costituiscono i paesaggi sardi.

A presentare l’azione portata avanti dal Comune sono stati il sindaco Antonio Diana e il responsabile dell’Ufficio tecnico 2, l’architetto Paolo Greco. Il primo cittadino si è soffermato a descrivere l’attività che ha portato alla formazione del Puc, il suo percorso di approvazione quindi i proget speciali: prima casa, Saline, Pelosa e porto.

È stato l’architetto Greco a illustrare i progetti presi a modello dal Campus-Sardegna.

L’azione dell’amministrazione comunale, definita lungimirante durante l’incontro, si è sviluppata – è stato spiegato – attraverso un percorso virtuoso sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vista tecnico. Da una parte un’attività che vede lo sviluppo di un processo di riqualificazione paesaggistica e ambientale dell’intero territorio e, in particolare, dei suoi sbocchi sul mare. Dall’altra una riqualificazione del centro abitato del quale vengono ridefiniti i contorni, con un progetto che ridisegna l’area dal porto Minore al porto Mannu.

E il primo progetto portato a esempio è stato proprio quello per la Pelosa che mira a riqualificare il compendio sabbioso costiero della spiaggia gioiello, per contenere i fenomeni di degrado dell’area dunale e di erosione della spiaggia, causato anche dalla forte presenza antropica.

Il punto centrale del progetto – è stato ricordato – è la demolizione della strada litoranea e la sua sostituzione con una infrastruttura in legno e acciaio per la fruizione turistico balneare. La riqualificazione si completa con la messa in opera degli interventi di recupero degli habitat dunali e la realizzazione di nuovi accessi per le auto e i pedoni.

Il progetto di riqualificazione del porto – è stato detto – ha l’obiettivo di ridefinire i contorni del borgo, e quindi dal porto minore dell’area del lungomare Colombo sino all’imboccatura del Porto Mannu e all’area dell’attuale Marina di Stintino. Ma il punto fondamentale del progetto è il potenziamento delle relazioni fra paese e porto con l’obiettivo di creare un ambiente urbano dalla forte identità. L’area di lavoro è stata intesa come una sequenza di spazi e aree di interazione e fruizione fra terra e mare.

A conclusione dell’incontro al Mut, i partecipanti hanno fatto un sopralluogo alla Pelosa: qui uno dei progettisti del gruppo Criteria e una esperta biologa vegetale dei litorali costieri hanno risposto alle domande sul progetto.

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