Comunicati Stampa

Torino, poliziotti in Ateneo per fare il proprio dovere il problema sono i violenti

Torino, scontri in Ateneo e agenti feriti Fsp Polizia: “Forze dell’ordine presenti a causa dei soliti violenti che inquinano persino università, sono loro a dover restare fuori”

 

“Dopo gli assurdi e squallidi scontri di ieri avvenuti all’università di Torino, esprimiamo massima solidarietà ai colleghi rimasti feriti ad opera di delinquentelli che indegnamente vorrebbero vestire i panni di persone dedite a difendere la cultura. Ma esprimiamo solidarietà anche a tutti gli altri colleghi intervenuti solo a causa di quegli stessi violenti che inquinano persino l’università con comportamenti contro legge e privi di qualsiasi rispetto per gli altri, perché come al solito loro malgrado finiscono al centro di polemiche insopportabili. Abbiamo letto con disgusto l’esplicita richiesta di tenere ‘fuori’ la Polizia dall’Ateneo, come si trattasse di qualcosa di negativo e deleterio per i cittadini, e non la necessaria risposta a chi devasta, distrugge, aggredisce. Fuori dagli Atenei dovrebbero restare la prepotenza, la violenza, l’illegalità e la strafottenza di chi pensa di stare un metro sopra a tutto e tutti, e di poter affermare con la forza le proprie ragioni”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine avvenuti ieri all’Ateneo di Torino, che si sono conclusi con tre poliziotti feriti, altrettanti antagonisti arrestati più una quindicina di denunciati, l’aula intitolata a Paolo Borsellino devastata.

“I Poliziotti – rincara indignato il Segretario provinciale Fsp di Torino, Luca Pantanella – svolgono solamente il proprio lavoro al servizio del Paese e in favore dei suoi cittadini, compresi quegli scalmanati che pensano di poter rimestare nel fango di una squallida strumentalizzazione politica anche le nostre divise. Donne e uomini delle Forze di Polizia devono essere lasciati da fuori da assurde strumentalizzazioni, perché sopportare anche questo è davvero troppo”.

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