Esteri

Covid19: il modello marocchino per vincere sul virus più terribile del XXI secolo

Il Marocco è stato in grado di reagire anticipatamente alla diffusione del Covid 19 fornendo al suo mercato interno maschere e test e non solo. Il Marocco può fungere da modello per molti paesi europei, mentre la portata del suo piano di sostegno economico e sociale è da ispirazione in Africa.
Il Marocco ha imparato dalla pandemia che sta mettendo in ginocchio l’Europa?
La domanda merita di essere posta in considerazione del fatto che, quando più di un mese dopo la comparsa del primo caso di Covid 19 nel Regno attraverso un cittadino marocchino tornato dall’Italia, registra a tutt’oggi solo un migliaio di soggetti contagiati e circa 90 morti.
In Marocco, i primi quindici casi registrati riguardano viaggiatori provenienti dalla Spagna, Francia o Italia. In Spagna, i primi casi riguardano anche i turisti stranieri, principalmente italiani.
Pertanto la cautela è una prerogativa importante. Resta il fatto che, osservando la tragica esperienza degli europei, le autorità marocchine sono state particolarmente reattive.
Massima reattività, equipaggiamento protettivo intensiva
Il 16 marzo, le scuole e le università sono state chiuse, mentre il paese ha registrato 37 casi di virus e un solo decesso.
Comprendiamo certamente la preoccupazione delle autorità marocchine di non trovarsi sopraffatte dai malati, il paese ha tre volte meno letti di terapia intensiva rispetto alla Spagna. Attualmente 3000 e se lavora portare questa cifra a 5000 negli prossime giorni. Ma ci stiamo preparando ad affrontare la sfida: dal 23 marzo, la Cina consegna apparecchiature mediche al Regno del Marocco mentre le fabbriche marocchine riescono a produrre cinque milioni di mascherine protettive al giorno.
Dal 7 aprile indossare una maschera è obbligatorio per chiunque sia autorizzato a viaggiare, e i produttori nazionali forniscono maschere ai negozi locali a prezzi controllati (8 centesimi per unità). Infine, tra pochi giorni inizierà una massiccia campagna di test, in particolare grazie alla recente consegna di 200.000 tester dalla Corea.
Oltre alle attività di sollecito nella strada ai cittadini per rimanere a casa, i veicoli delle forze dell’ordine pattugliano le strade per favorire il rispetto delle regole. Il futuro racconterà se questa azione “muscolare” sarà ripagata limitando la diffusione dell’epidemia.
Un enorme piano di supporto …
Ciò che rende la singolarità marocchina – e persino di esempio – soprattutto nel Maghreb e in tutta l’Africa è l’estensione delle misure di sostegno messe in atto per limitare le conseguenze economiche e sociali a causa del Covid 19. Per decisione del Re Mohammed VI, a metà marzo è stato istituito uno speciale “Fondo Covid 19”, alimentato da donazioni da tutte le istituzioni pubbliche del paese, nonché da grandi aziende private, anche da persone private a loro testa il Re Mohammed VI, ha raccolto, all’inizio di aprile, più di 3 miliardi di euro, l’equivalente di 3% del PIL. Queste somme saranno utilizzate – come nei paesi europei – per finanziare la sospensione degli oneri sociali che gravano sulle società e per concedere ulteriori linee di credito bancarie garantite dallo Stato.
Non solo questo, il Marocco va molto oltre: le scadenze dei prestiti bancari ai singoli fino alla fine di giugno sono posticipate sotto forma di termini di prestito più lunghi. D’altra parte e soprattutto, tutti i marocchini legati alla previdenza sociale riceveranno, fino alla fine di giugno, 2000 dirham al mese (190 €) equivalenti al 75% del salario minimo. Lo stesso per quanto riguarda il settore informale, è proprio questa la grande originalità del piano marocchino rispetto a ciò che viene fatto altrove in Africa – l’enorme settore informale non è dimenticato poiché, mediante una semplice identificazione tramite SMS, i milioni di piccoli imprenditori affiliati o non affiliati al sistema di assistenza medica saranno in grado di beneficiare di un sussidio mensile di sussistenza di almeno 1200 dirham (110 €). I 280 milioni di euro attualmente mobilitati consentono di aiutare 3,7 milioni di persone.
Certamente il grande impegno di flusso finanziario messo in campo potrebbe limitare il danno economico e sociale più di quanto altrove.
Detenuti scarcerati …
Infine, a differenza dell’Italia, dove il problema dei casi di contagio nelle carceri non è stato affrontato dal governo, in Marocco il Re ha deciso di attuare una Grazia Reale a favore di 5.654 detenuti per evitare che la pandemia si diffondesse nei centri di detenzione.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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