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La Chiesa Cattolica in Marocco esempio della grande tolleranza di questa Nazione

La comunità cristiano cattolica del Marocco, è una piccola realtà numerica, un piccolo gruppo ma che hanno il privilegio di poter vivere in una Nazione a maggioranza islamica che da secoli, posso godere di una libertà di culto eccezionale. Quest’anno sono oltre quarat’ anni dalla visita al Romano Pontefici  di un sovrano islamico e questo Sovrano fu proprio il Re del Marocco , Hassan II , padre dell’attuale Re Mohammed Vi. Questa piccola comunità cristiana , ha avuto il privilegio di essere visitata ufficialmente da due Pontefici e prima ancora altri due futuri Capi della Chiesa Cattolica hanno messo piede in terra di Marocco. Questa premessa mi è utile per raccontare la Veglia pasquale celebrtata, senza concorso di popolo da Sua Eccellenza Reverendissima il Cardinale  Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat elevato al rango cardinalizio da Papa Francesco. Sua Eccellenza ha fatto precedere la diretta della Veglia di Pasqua con un momento di catechesi, dove ha illustrato i diversi passi della Veglia. Un veglia particolare con un omaggio anche all’Italia e alla sua comunione con Roma, vestendo gli abiti liturgici donati in occasione della presa di possesso della sua parrocchia romana di San Leone I . Nella sua Omelia , Sua Eccellenza non ha mancato di toccare con grande umanità tutti i temi del momento. Vorrei ricordare un passaggio di grande attualità. I cristiani del Marocco, si sono attenuti alle regole di restrizioni per ragioni sanitarie e per dimostrare la fedeltà allo Stato e al Re. Sua Eccellenza ha ricordato che non si può non mettere in relazione la Pasqua senza metterla in relazione alla pandemia . Come non pensare, a ricordato il prelato, ai tanti medici, infermieri e servitori dello Stato che hanno dato la loro vita per aiutarci e salvarci . Sua Eccellenza, ha ricordato che non vi sono state quest’anno le processioni che rendono esteriore il significato della Pasqua ma, abbiamo visto le ambulanze e i cortei funebri, ma anche questo è Pasqua .

La Chiesa in Marocco, rappresenta una piccolissima porzione della Chiesa universale, ma sicuramente oltre alle parole toccanti del Cardinale  Cristóbal López Romero ci sono anche i gesti. Il giorno di Pasqua Sua Eccellenza ha postato sulla sua pagina facebook un immagine con queste parole ” Allumer une bougie (le cierge pascal), chanter l’hymne national marocain, prier Dieu… Tout et tous pour que cette pandémie passe. Joyeuses Pâques.” (Accendere il cero pasquale, cantare l’inno nazionale marocchino, pregare l’Onnipotente, tutto e tutti affinchè questa pandemia passi, Buona Pasqua”. A queste immagini mi sono venute in mente proprio le ultime tre parole dell’inno del Marcco :”per l’Onnipotente, Per la Patria, per il Re”. Parole non vuote, ma piene di senso, piene di impegno per una Nazione e non mi stancherò mai di ripeterlo che ha fatto della tolleranza o meglio della convivenza e della pace religiosa il suo fondamento di vita. Una vita che non riguarda solo l’impegno di Sua Maestà Mohammed VI , che l’Onnipotente lo conservi, ma di tutto il popolo marocchino. Potremmo dire della marocchinità come modello per le società anche europee. La Chiesa cattolica in Marocco può essere un esempio per altre Chiese in Paesi vicini, per i cristiani del Mediterraneo e per l’Europa e il Marocco come Stato come Nazione l’alleato naturale per la “pandemia della preghiera” e aggiungo per la pandemia della pace nel modo dopo il Covid 19

Marco Baratto

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Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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