Magia e Misteri

Mary Celeste, il brigantino fantasma

Mary Celeste è nota anche come la nave fantasma. Tutto l’equipaggio della Mary Celeste è sparito durante un viaggio commerciale fra gli Usa e l’Italia.

La Mary Celeste, la storia

La Mary Celeste, il cui nome in origine era Amazon, era stata costruita nel 1861.

Il brigantino, sin dal suo primo viaggio, acquisì una cattiva fama. In seguito ad un naufragio, a vari incidenti e alla morte di un suo capitano venne venduta. Nel 1869 viene battezzata come Mary Celeste e destinata ai commerci con l’Europa. Il capitano, Benjamin Spooner Briggs, aveva il compito di trasportare fino in Italia un carico di alcol denaturato. Il viaggio iniziò il 5 novembre del 1872 dal porto di Staten Island verso Genova e non venne mai concluso. A bordo anche la moglie di Briggs, la figlia di due anni ed il loro gatto.

Dopo circa due mesi, il brigantino navigava in balia del vento. Tutta la ciurma ed il personale di bordo era scomparso. Fu avvistato da un’altra imbarcazione, Dei Gratia. Il suo capitano decise di capire cosa fosse accaduto e dispose un’ispezione. Dalla barca mancava una scialuppa e le carte nautiche. Sembrava che l’equipaggio fosse fuggito senza avere il tempo di portare con sé gli oggetti personali. Invece, il carico di alcol denaturato e le derrate erano state lasciate al loro posto. Il diario di bordo era stato compilato per l’ultima volta il 7 novembre.

La Mary Celeste, le ipotesi

Le teorie sul brigantino fantasma sono state, da subito, molte numerose. In principio si pensò che ci fosse stato un ammutinamento seguito dall’assassinio del capitano. Il comandante del Dei Gratia venne ingiustamente accusato di frode.

Un’altra ipotesi, altrettanto fallace, sosteneva che l’equipaggio avesse ucciso il comandante per appropriarsi del carico ma che fosse stato poi assalito dagli squali. Non sono mancati i sostenitori di un rapimento alieno. Per qualche tempo si è messa in dubbio la moralità di Benjamin Spooner Briggs: il capitano si sarebbe impossessato delle botti per poi fuggire. In realtà, tutte le botti erano al loro posto ma nove erano vuote. Gli storici, proprio partendo da questo particolare, hanno concluso che durante il viaggio il comandante si accorse di una perdita del materiale. Il timore che l’alcol denaturato potesse causare un’esplosione  oppure un principio di incendio lo spinse a dare l’ordine di calare in acqua la scialuppa.

A causa delle cattive condizioni meteorologiche, la cima che la teneva congiunta al brigantino si spezzò e la piccola imbarcazione presto si trovò in difficoltà. Quasi certamente gli occupanti la scialuppa non sono più riusciti ad riavvicinarsi alla nave, andando incontro a morte certa.

La Mary Celeste e la letteratura

La vicenda dello sfortunato brigantino ha interessato, e continua a farlo, storici, curiosi e scrittori. Il primo ad occuparsene fu Arthur Conan Doyle che scrisse un racconto su questa triste storia. Sulla nave fantasma ha scritto anche Clive Cussler che ha firmato un libro dedicato al mare e alle imbarcazioni. Inoltre, ha fondato una società, la Numa, che si occupa di ricerca relitti.

Tag

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close