Esteri

Algeria: ecco cosa accade

Brutta aria che tira in Algeria.. Esercito uccide civili

Alle ore 20 del 15 giugno è salito il numero delle persone uccise dall’esercito a nuove in Algeria.

Sono in corso manifestazioni pacifiche per chiedere diritti elementari per una vita dignitosa.

Così, l’Esercito algerino che vive sui nervi per l’annuncio della ripartenza delle manifestazioni organizzate dal movimento di protesta denominato Hirak per chiedere uno “Stato civile non militare”, nelle settimane prossime, intende di anticipare la repressione sanguinosa contro ogni manifestazione cominciando da ciò che fatto ieri con le popolazioni Tuareg che soffrono della discriminazione economica e razziale in Algeria.

Dettagli 

Lunedì 15 giugno è scoppiata una manifestazione a Tinzaouatine, a 550 km a sud-ovest di Tamanrasset in Algeria, per protestare contro la scarsità d’acqua. La protesta pacifica è stata brutalmente repressa dall’esercito, le forze antisommossa e da elementi della gendarmeria algerina.

Lo scontro con le forze dell’ordine che hanno fatto uso di proiettili veri e in gomma ha provocato più di un morto e una decina di feriti gravi tra i manifestanti, ha riportato diverse fonti locali. 

Così il numero delle persone uccise è salito a 9.

Il comune situato al confine con il Mali soffre di una grave carenza d’acqua, in particolare dopo l’istituzione di una barriera in filo spinato che impedisce agli abitanti di accedere a un fiume che era la loro principale fonte di approvvigionamento idrico.

Così, per richiamare l’attenzione delle autorità sui problemi di questa regione isolata ed emarginata del paese, decine di cittadini sono usciti a manifestare, ma sono stati violentemente repressi da elementi della gendarmeria, riportano testimoni oculari.

Appello a Tabboune

Durante questa manifestazione, è stato interpellato il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune per informarlo delle sofferenze causate dalla mancanza di acqua potabile e, al contempo, per interrogarlo sui progetti che avrebbero dovuto essere realizzati nella regione ma che non hanno mai visto la luce, in particolare l’annuncio, due anni fa, di un “presunto” progetto di trasferimento delle acque nella regione che sarebbe stato e’ stato congelato negli armadi della Wilaya (regione).

I rappresentanti della società civile hanno interpellato diversi responsabili in merito e hanno addirittura inviato una lettera al Wali (governatore) di Tamanrasset per chiedergli, tra l’altro, di sostituire la barriera di filo spinato con un muro con porte.

Sonatrach detta leggi 

Ma le loro lamentele sono rimaste senza risposta, perché la società petrolifera Sonatrach che detta la legge nella regione e i suoi pozzi petroliferi a Tamanrasset sono prioritari in materia di approvvigionamento idrico. 

Ministero Difesa ammette 

Tramite un comunicato il ministero della Difesa nazionale algerino ammette che l’esercito “ha colpito un individuo tra la folla e sfortunatamente morto per le sue ferite”.

Ma avendo il fuoco nelle mani, il ministero della Difesa ha preteso che “questi eventi si riferiscono a un tentativo, condotto da persone note per le loro attività sospette nel contrabbando e nella criminalità organizzata, di deteriorare il muro di sicurezza”.

Brutta aria che tira in Algeria.. Nel mirino Hirak che chiede “Stato civile non militare”?

Purtroppo 

Nessuna reazione da parte delle Nazioni Unite, delle ONG per i diritti umani come Human Rights Watch, Amnesty International, Euromed Rights, o l’Unione Europea, o ancora della Kerry Kennedy Fondation.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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