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Da Sanremo a Venezia: la storia delle più famose case da gioco in Italia

Il gioco e la passione per il divertimento nella penisola italiana affondano le radici sin dai fasti dell’impero romano quando, presso i saloni delle ville delle famiglie aristocratiche, gli esponenti della nobiltà del tempo si intrattenevano con i propri ospiti giocando a dadi e alle tabulae, un antico passatempo ritenuto essere il primo esempio del gioco che oggi chiamiamo con il nome di backgammon. Questa passione è stata, successivamente, esportata dai romani in tutto il vecchio continente, mentre, con l’avanzare dei secoli, il fenomeno delle case da gioco (e dei futuri casinò) si è diffuso in Italia fino a diventare un punto di riferimento in tante città del paese.

Quello di Venezia, ad esempio, è uno dei più conosciuti e frequentati del mondo, secondo alcuni addirittura il più antico casinò in assoluto. I testi raccontano, infatti, che la prima casa da gioco della laguna veneta venne fondata nel XVII secolo quando l’aristocratico Marco Dandolo ottenne la concessione per adibire un’ala del Palazzo San Moisè a Ridotto pubblico, ovvero a casa da gioco pubblica e regolamentata. All’inizio, il Ridotto di San Moisè apriva i battenti per sei mesi l’anno, in corrispondenza del Carnevale veneziano, e a frequentarlo erano esclusivamente nobili, intellettuali e belle donne. Uno dei protagonisti della vita del Ridotto veneziano fu Giacomo Casanova che, secondo quanto dallo stesso raccontato nelle sue memorie, considerava questo storico edificio come luogo migliore per le sue conquiste.

Oggi, il casinò di Venezia si trova lungo il Canal Grande, in una dimora signorile in stile rinascimentale conosciuta come Palazzo Loredan Vendramin Calergi. L’edificio è stata l’ultima residenza del famoso compositore Richard Wagner che qui dimorò e ricevette ospitalità al piano mezzanino del fabbricato, dove lavorò alla scrittura dell’opera Parsifal; oggi, gli appartamenti in uso al genio tedesco sono stati trasformati in un museo. Sempre nel capoluogo lagunare, esiste una seconda sede del casinò di Venezia, situata a Ca’ Noghera. Quest’ultimo, inaugurato nel 1999, è il primo Casinò all’americana in Italia.

Un’altra storica località dedicata al mondo dei casinò in Italia è a Saint-Vincent in Valle d’Aosta dove si trova il Casino de la Vallee. La sede di questo rinomato casinò, assai popolare soprattutto tra i residenti delle regioni settentrionali del paese, un tempo si trovava all’interno del Grand Hotel Billia, punto di attrattiva per i turisti di tutta Europa per il suo famoso centro termale. Il casinò di Saint-Vincent fu costruito nei primi anni del XX secolo. All’inizio ospitava esclusivamente alcuni tavoli da roulette ma, nel tempo, il suo appeal è cresciuto, fino a diventare oggi tra i più sfarzosi saloni da gioco del vecchio continente.

Dalla Valle d’Aosta ci spostiamo in Liguria per parlare del Casinò Municipale di Sanremo. Ideato e progettato (con il nome di Kursaal) nel 1905 dall’architetto francese Eugene Ferret, questa sala da gioco ha sempre attratto ospiti prestigiosi ai suoi tavoli. Negli anni trenta, Pietro Mascagni e Luigi Pirandello, ad esempio, erano tra i visitatori più assidui del casinò. Quella di Sanremo è stata l’unica sala da gioco rimasta aperta anche nel corso del ventennio fascista, quando l’allora Governo Mussolini ordinò la chiusura di tutti i centri di gioco del paese. La sede sanremese del casinò ha assunto nel dopoguerra un’importanza culturale di alto spessore, essendo stata utilizzata come location principale in alcuni dei più famosi romanzi di Tommaso Landolfi ed essendo stata anche sede del famoso Festival musicale di Sanremo.

Chiudiamo parlando dell’ex Casinò Campione d’Italia, fino a qualche anno fa punto di riferimento per gli appassionati del gioco di tutto il paese con sede sul lago di Lugano, nell’exclave della provincia di Como. Questa sala da gioco era considerata la più grande d’Europa. L’ultimo edificio a ospitare il casinò è stato il palazzo disegnato dall’archistar svizzera Mario Botta. Dopo un primo momento di successo, la sede di Campione ha vissuto un periodo di profonda crisi, fino alla sua chiusura sopraggiunta con il decreto di fallimento del tribunale lariano nel 2018.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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