Comunicati Stampa

Il modello marocchino per l’islam in Italia: suggerimenti, idee e proposte

La ripresa della Fase 2 in Italia, ha coinciso con la possibilità di riapertura dei luoghi di culto. Anche la comunità islamica in Italia, ha potuto riaprire i luoghi di preghiera. La situazione dell’Islam in Italia, è alquanto complesso . In primo luogo occorre riflettere sulla legge sui “culti ammessi” del 1925. Anche se già nel 2005 il Ministro dell’Interno Pisanu (Governo Berlusconi) istituiva la Consulta per l’Islam Italiano confermata l’anno successivo dal Ministro Amato (Governo Prodi) che nel 2007 porta alla sottoscrizione della “Carta dei valori”. In Italia l’unico ente riconosciuto dalla Stato italiano è la Grande Moschea di Roma Inaugurata nel 1995, la Grande Moschea di Roma è divenuta un importantissimo punto di riferimento per i musulmani della capitale, oltre a essere il centro islamico più prestigioso e attivo per i musulmani di tutta Italia e anche la più grande moschea d’Europa, in grado di ospitare un numero di fedeli molto elevato. La moschea di Roma non solo rappresenta, il venerdì e durante il Ramadan, il punto di incontro dei fedeli che vi pregano e assistono alle prediche dell’imam, ma è il luogo in cui si accettano le conversioni, è possibile sposarsi secondo il rito islamico, si celebrano funerali. I certificati rilasciati dal Centro Islamico Culturale d’Italia sono riconosciuti dai Paesi Musulmani. Difronte alle troppe dichiarazioni di questi giorni, è giusto riconoscere nella Grande Moschea di Roma l’unico ente giuridicamente riconosciuto ma allo stesso tempo fare una riflessione è possibile studiare altre soluzioni? magari guardando il Regno del Marocco e l’azione di Sua Maestà Mohammed VI . Il Marocco, è senza dubbio terra d’ islam , l’elemento religioso anzi ha rappresentato l’elemento non solo fondativo non solo della Nazione, ma dello stesso spirito fondativo della comunità. Mi pongo ora una domanda: E possibile estendere questa esperienza dell’essere islam oltre i confini nazionali? O meglio il “modello marocchino” dell’ islam è essenzialmente legata alla comunità nazionale o può essere anche un modello per un “islam in Europa”? . Vorrei fare una premessa, credo sia opportuno parlare di “Islam in Europa” piuttosto che di un “islam europeo” . La prima (quello che prediligo) si pone come obbiettivo di mantenere il messaggio religioso nel solco della tradizione , il secondo prevede una modifica del messaggio religioso in una cultura. Quest’ultima pone dubbi e problemi , non ultimo possibilità di rigetto, di emarginazione e anche di radicalismo. Senza dubbio quindi la scelta si pone su un idea di “Islam in Europa” . E quindi la domanda deve essere riformulata : L’islam marocchino può essere un Islam in Europa? La domanda secondo me , ha una risposta positiva. La motivazione è sicura perché dal mio punto di vista quello che possiamo dire è che l’islam del Marocco , con la sua tradizione malikita e sunnita è un messaggio non solo legato ad una Nazione ma è un modello esperienziale e replicabile. Ma la condizione per la replicabilità di quello che per semplificare è il “modello marocchino” nell’islam è che le Nazioni europee si affidino all’esperienza del Marocco, affidino, direttamente i centri islamici , le moschee a imam formati in Marocco , che le Nazioni, prima di stipualare intese, avviino un dialogo dirretto con le autorità marocchine con il ministero degli Affari Islamici di Rabat , con accordi ufficiali in modo di creare e conoscere la realtà marocchina e seguire il modello marocchino per un islam in europa


Marco Baratto
Incontri Culturali Franco italiani

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also
Close
Back to top button
Close