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RIFLESSIONE A MARGINE DEL CONGRESSO DELLA CONFEDERAZIONE ISLAMICA ITALIANA (CII)

L’ ’islam marocchino può essere un Islam in Europa? La domanda ha una risposta positiva e la motivazione è sicura perché dal mio punto di vista quello che possiamo dire è che l’islam del Marocco , con la sua tradizione malikita e sunnita è un messaggio non solo legato ad una Nazione ma è un modello esperienziale e replicabile. Ma la condizione per la replicabilità di quello che per semplificare è il “modello marocchino” nell’islam è che le Nazioni europee si affidino all’esperienza del Marocco, affidino, direttamente i centri islamici , le moschee a imam formati in Marocco , che le Nazioni, prima di stipulare intese, avviino un dialogo diretto con le autorità marocchine con il ministero degli Affari Islamici di Rabat , con accordi ufficiali in modo di creare e conoscere la realtà marocchina e seguire il modello marocchino per un islam in Europa ed in Italia. Già altre volte mi sono soffermato sull’importanza del concetto di “islam in Italia” e non di “islam italiano” sottendendo con il primo la coniugazione dei valori culturali italiani  alla presenza islamica e non un adeguamento della religione allo Stato . Questo approccio sarebbe anche un trattamento di  parificazione dell’islam alle altre confessioni religiose e pienamente rispettoso della Costituzione , del resto per esprime la presenza della porzione della Chiesa universale nella penisola si parla di Chiesa in Italia e non di Chiesa d’Italia. Questa riflessione nasce dopo che negli scorsi giorni si svolto il congresso della Confederazione Islamica Italiana, una realtà che sicuramente con tutto il suo ruolo ha le carte in regola e la trasparenza della propria struttura ed organizzazione non è in discussione, come del resto è bene ricordare, per coloro che magari non ricordano, che  in Italia l’unico ente islamico riconosciuto dallo Stato italiano sia il Centro Islamico Culturale d’Italia, che gestisce la Grande moschea di Roma istituzione musulmana riconosciuta in virtù del Decreto del Presidente della Repubblica nr. 712/1974. Si pone per l’Islam in Italia di essere, un’unica voce, in quanto solamente in questo modo sarebbe possibile avviare le pratiche relative per la stipula di un intesa con lo Stato italiano. Ma altri aspetti di natura positiva sorgono a margine del congresso della Confederazione Islamica italiana del 27 e 28 giugno scorso, per prima cosa luoghi di culto decorosi, la soluzione al problema delle sepolture dei fedeli in territorio italiano ed altri aspetti cultuali. Ma quello che maggiormente interessa sottolineare è che la CII ( Confederazione Islamica italiana) si stia facendo carico, in modo libero e ammirevole, dell’islam in italia, promuovendo azioni che permettano anche di avere imam pienamente formati sotto l’aspetto religioso e conoscitori della realtà culturale, sociale e amministrativa italiana. Quello che mi pare di capire , e per questo sento il piacere di portare a conoscenza dei lettori, è che la CII sta replicando in territorio italiano le scelte religione compiute da Sua Maestà Mhammed VI nella sua veste di   Commendatore dei Credenti in Marocco. La scelta essenziale sarebbe quella di raccogliere l’esempio marocchino , mandando o in un primo tempo ricevendo imam formatisi presso l’istituto “Mohammed VI” per imam, predicatori e predicatrici, secondariamente , avviare tutto quanto sia possibile fare per lo sviluppo di accordi con il Ministero degli Affari islamici del Marocco per la promozione di accordi a livello governativo per l’assistenza all’ Italia sulla realizzazione di tutto quello che possa essere necessario al supporto spirituale dei fedeli islamici nella penisola. In tutto questo discorso un capitolo importante lo potrebbero avere anche gli enti locali e le Regioni che troppo spesso sono abbandonate ad affrontare una materia che, seppur di competenza statale, ha ripercussioni nel locale. Ebbene credo che la CII e la sua struttura federale potrebbe essere un vettore di dialogo e di risoluzione anche di quegli aspetti che tutti i gironi dalla nascita alla morte deve affrontare il fedele mussulmano . L’islam in Italia è una realtà non è più un fenomeno esso deve essere affrontato nel modo migliore e più soddisfacente alla realizzazione della libertà di culto di molti nostri connazionali e non.

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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