Comunicati Stampa

Emesso un francobollo per il Magistrato Mario Amato nel 40° anniversario della morte

Dopo essere stato sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Rovereto dal 1971 al 1977, il 30 giugno Mario Amato fu trasferito con la stessa qualifica presso la Procura di Roma.

Gli vennero assegnati alcuni fascicoli riguardanti reati commessi da gruppi neofascisti, e da quel momento tutte le indagini inerenti la destra eversiva vennero assegnate a lui. Fu il primo magistrato a tentare una ‘lettura globale’ del terrorismo nero.

Riuscì a ricostruire delle connessioni tra destra eversiva e Banda della Magliana e intuì i legami tra sottobosco finanziario ed economico e potere pubblico.

Oggetto di continui attacchi alla sua credibilità da parte della stampa vicina alla destra e dell’Ordine degli avvocati di Roma e oggetto di minacce, si trovò ad affrontare da solo l’intera organizzazione terroristica di destra.

Visto che i tentativi di demonizzarlo andarono a vuoto e che il Procuratore non rinunciò a portare avanti le indagini che stava conducendo, venne individuato come un pericolo da eliminare.

Il 23 giugno 1980, ricevuto quella mattina un rifiuto per l’uso di una vettura blindata che gli avrebbe consentito di raggiungere in sicurezza il suo ufficio a Piazzale Clodio, mentre attendeva un autobus alla fermata posta all’incrocio tra Viale Jonio e Via Monte Rocchetta, fu raggiunto alle spalle da Gilberto Cavallini che gli esplose un colpo fatale alla nuca, per poi fuggire con una motocicletta alla cui guida era l’altro NAR Luigi Ciavardini.

Alla notizia dell’avvenuto assassinio, i pluriomicidi Giusva Fioravanti e Francesca Mambro festeggiarono. Stilarono poi il volantino di rivendicazione in cui affermavano: «oggi Amato ha chiuso la sua squallida esistenza, imbottito di piombo».

In segno di omaggio al Procuratore Mario Amato vengono intitolate Aule di udienza presso i Tribunali di Rovereto, Roma, Viterbo e Ancona e strade a Roma e Rovereto. Un archivio storico sull’eversione di destra gli è stato intitolato presso la Procura Generale della Corte di Appello di Roma.

Cristina Amato

Figlia del Magistrato Mario Amato

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