Esteri

La cultura marocchina saharaoui : componente essenziale dell’identità del Regno

Può capitare di leggere nei giornali e nella stampa italiana che amministrazioni locali abbiano invitato dei rappresentanti del popolo Saharawi, che tale forza politica abbia sostenuto iniziative a favore dei Saharaou e via dicendo….credo che nella bontà e nella sincerità di questi eventi manchi forse non solo la dovuta cautela nell’intromettersi come occidentali in una questione che è al centro di una controversia tra Nazioni sovrane africane , come se le stesse non siano in grado autonomamente (ed in parte lo stanno facendo) di venirne a capo . Ma spesso si addita come unico responsabile Il Marocco  non capendo che la situazione è più complicata di quanto sembra proprio per una per una questione di metodo.  Quale è il metodo secondo me sbagliato, voler ragionare con le nostre categorie mentali, con il nostro bagaglio ideologico , con le nostre convenzioni di occidentali. Gia Daniele Comboni suggeriva di “Salvare l’Africa attraverso l’Africa”, suggerendo il metodo: spogliarci delle nostre convinzioni e ragionare nel caso concreto.  I Saharaoui sono circa 600.000 persone (come riportato dal World Factbook aggiornato al Giugno 2020) , sempre la stessa fonte riporta che le lingue parlate sono l’Arabo , l’arabo marocchino, l’arabo Hassaniya. Da altre fonti possiamo affermare che la maggior parte della popolazione pratica islam sunnita di rito malikita (fa salva una piccolissima percentuale cattolica) . Quale primo indizio possiamo dedurre da tutto questo: il popolo  Saharawi condivide molti degli elementi delle  popolazioni di Marocco, Algeria, Mali e Mauritania , sono quindi una delle componenti di queste nazioni, un gruppo che in alcune regioni è minoritaria in altre ( sopratutto a causa delle divisioni coloniali ) si è trovata alla fine della decolonizzazione a vivere in nazioni diverse . Quindi procedendo per logica, sono un popolo con proprie usi , costumi , dialetti e tradizioni che a parte una comunanza con arabi e amazigh (berberi) vive e si trova a vivere in Paesi differenti. Ora, facciamo un passo avanti, come si può garantire una comunità culturalmente diversa senza per questo minare la sovranità di una nazione che storicamente (come nel caso del Regno del Marocco) oppure a seguito dei processi storici del 900 si è andata formando? la risposta è semplice si chiama “autonomia” . Se adesso ci concertiamo sul Marocco , possiamo vedere due cose: la prima è che si tratta di un paese arabo mussulmano , la seconda, come spesso accade è una nazione dove , come accade anche in Italia, vi sono presenti altre comunità minoritarie. Sua Maestà Mohammed Vi, ha presente questa realtà, ed ha affrontato la questione con pragmatismo. Le alternative erano due : o annullare le diversità oppure tutelarle. la prima scelta avrebbe prodotto un disordine sociale che il Regno non poteva permettersela al pari di ogni nazione civile. La seconda, quella del riconoscimento delle specificità all’interno dell’unità nazionale è stata la scelta vincente (lo è ovunque). La costituzione del 2011, riconosce il “pluralismo” come valore fondate del Regno prova ne è al richiamo alla tradizione ebraica ,  alla valorizzazione della lingua e della cultura Amazigh. Ma, proprio per sostenere in modo ancor più particolare l’identità socio/territoriale del modo  Saharaoui, le provincie meridionali del Marocco godono di una autonomia fortemente avanzata nel quadro complessivo delle regioni marocchine. La specificità linguistica è assicurata dalla costituzione dove si parla del l’arabo Hassaniya come idioma da preservare e se la palata Amazigh viene riconosciuto il ruolo di idioma parificato all’Arabo classico , al “popolo del deserto” viene riconosciuto nell’area meridionale del Marocco una larga autonomia politica, culturale, economica e sociale. L’autonomia rafforzata delle provicie meridionali del Marocco sono garanzia della indivisibilità del Regno e allo stesso della tutela e dell’attenzione che il Regno offre ad una sua componete storicamente fondatneTutto questo per dire che il popolo Saharaoui gode in Marocco di una tutela importante, del resto non poteva essere diversamente essendo istallato nelle regioni dalle quali nacque lo Stato marocchino nel 788 e le varie dinastie che lo hanno governato . Quindi  la cultura marocchina Saharaoui è una componete della stessa identità del Regno iscritta del valori di questa Nazione, nella costituzione materiale e in quella vivente. 

Marco Baratto
Incontri Culturali Franco Italiani

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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