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Bologna riscopre la sua centralità nell’arte rinascimentale

Bologna, 27 ottobre 2020 – “La Bologna quattrocentesca rappresenta uno dei grandi centri del primo Rinascimento italiano, un crocevia culturale, artistico e intellettuale di livello europeo, grazie alla vivacità sociale ed economica che la caratterizzava e a un ruolo di primo piano nello scenario politico nazionale e internazionale, sotto la guida della magnifica signoria dei Bentivoglio. Tuttavia, nella percezione comune la città rimane legata a un’immagine solo comunale e medievale, e viene messa in ombra dalla vicinanza della Firenze dei Medici, della Ferrara degli Este, della Mantova dei Gonzaga, come se fosse stata una città di secondo piano, quando invece era magnifica quanto le altre e come tale era percepita dai contemporanei” spiega Fabio Roversi-Monaco, Presidente Genus Bononiae. Musei nella cittàOggi finalmente, partendo dalla mostra “La Riscoperta di un Capolavoro” dedicata al Polittico Griffoni, Bologna ritrova la centralità che le spetta: il 29 ottobre Sky Arte trasmette il documentario in prima visione “I Bentivoglio. Potere e splendore nella Bologna del Rinascimento”, mentre studiosi e ricercatori si riuniscono in una giornata internazionale di studi per confrontarsi sul Polittico Griffoni e l’importanza dell’opera nel contesto dell’arte rinascimentale.
 
“I Bentivoglio. Potere e splendore nella Bologna del Rinascimento” – Documentario, 30’. Realizzato da 3D Produzioni, a cura di Arianna Marelli. Regia di Claudio Poli – In onda giovedì 29 ottobre ore 20.45, Sky Arte
Signori di fatto a fasi alterne per circa un secolo, dall’inizio del Quattrocento fino alla rovinosa cacciata avvenuta nel 1506, per mano del pontefice Giulio II e degli stessi cittadini, i Bentivoglio furono protagonisti di una stagione unica di potere e splendore artistico a Bologna: nel bellissimo documentario di Sky Arte, prodotto da 3D Produzioni su un’idea di Fabio Roversi-Monaco e Paolo Cova, il racconto dell’ascesa e della cacciata di una dinastia diventa l’occasione  per compiere un percorso tra le architetture e le opere d’arte rinascimentali che ancora impreziosiscono piazze e strade, chiese e musei della città. Punto di partenza è, ancora una volta, il Polittico Griffoni: Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti diventano, infatti, un riferimento per i più importanti artisti della generazione successiva, come Lorenzo Costa e Francesco Francia, di cui a Bologna si trovano tutt’ora i dipinti. Il viaggio attraverso il tessuto urbano alla ricerca delle tracce dell’età dei Bentivoglio rivela tutta la magnificenza di una stagione unica: dalla splendida architettura del Palazzo del Podestà in Piazza Maggiore ai magnifici dipinti del Francia e di Del Cossa in San Giacomo Maggiore, celebrazione del potere dei Bentivoglio, dalla “Cappella Sistina Bolognese” nell’Oratorio di Santa Cecilia, opera dello stesso Francia assieme a Lorenzo Costa e Amico Aspertini, all’unicità della forza espressiva del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dall’Arca, capolavoro d’ineguagliabile bellezza, fino alle prove scultoree nella Basilica di San Domenico di un giovanissimo Michelangelo, il cui stile esce profondamente trasformato dal soggiorno bolognese del 1494. Il documentario accompagna lo spettatore alla scoperta di opere d’arte meravigliose conservate nei musei bolognesi, a partire dal Museo della Storia di Bologna di Palazzo Pepoli e dà voce, con interviste inedite, a studiosi che a questo capitolo della storia bolognese hanno dedicato analisi approfondite: la storica Francesca Roversi-Monaco, lo studioso di letteratura Andrea Severi, e gli storici dell’arte Daniele Benati e Paolo Cova. Il documentario si conclude con la cacciata dei Bentivoglio e la distruzione della loro fastosa dimora, soprannominata Domus Magna per la sua ambiziosa maestosità, e con l’arrivo a Bologna del capolavoro di Raffaello, l’Estasi di Santa Cecilia, che inaugura definitivamente una nuova stagione.
 
Il documentario è realizzato anche grazie al supporto del Comune di Bologna“Ringrazio il Presidente Roversi-Monaco per avere ideato questo documentario, un lavoro importante che abbiamo sostenuto – spiega Matteo Lepore, assessore alla Cultura del Comune di Bologna – Attraverso questa produzione torna alla luce un periodo storico di Bologna legato al Rinascimento italiano, un tassello in più per comprendere l’evoluzione culturale della nostra città. Sono certo che questo lavoro sarà visto e valorizzato al meglio anche in futuro, così da permettere a quante più persone la riscoperta di una Bologna al centro della scena artistica e culturale, quale era nell’età dei Bentivoglio”.
 
Giornata Internazionale di Studi sul Polittico Griffoni – Giovedì 29 ottobre h. 9.30 – 18.30
Diretta streaming su https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it, previa registrazione alla piattaforma.
 
Il Polittico Griffoni dei ferraresi del Cossa e de’ Roberti, dipinto tra il 1470 e il 1472 per l’omonima cappella di famiglia nella Basilica di San Petronio e poi smembrato e disperso nel corso del Settecento, è forse la rappresentazione più emblematica della vivacità e della originalità figurativa della città di Bologna nel panorama dell’arte rinascimentale: la presenza fisica delle opere nelle sale di Palazzo Fava ha messo in evidenza l’eccezionale forza espressiva e l’incomparabile perfezione tecnica dei dipinti, che nessuna restituzione fotografica avrebbe mai potuto simulare. Di fronte al dirompente impatto visivo di questo insieme temporaneamente restituito a Bologna, sono emersi con nuova forza alcuni interrogativi di fondo che hanno coinvolto gli studiosi che partecipano al convegno. Esso si articola attorno a quattro grandi temi:
l’ambiente culturale all’interno del quale ha preso forma la committenza del polittico e la sua realizzazione; l’architettura del retablo e le responsabilità rispettive dei due maestri che lo hanno dipinto (Francesco del Cossa e Ercole de Roberti); la polivalenza degli artisti e le relazioni tra pittori, scultori e intagliatori; le analisi tecniche e i “segreti” della pittura.  La giornata, a cura di Mauro Natale, che della mostra è curatore con la collaborazione dalla professoressa Cecilia Cavalca, vedrà la partecipazione di studiosi illustri e ricercatori più giovani, in un ideale dibattito tra campi di indagine, metodi d’approccio e generazioni diverse.
 
La sessione del mattino sarà introdotta da Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae  e da Mauro  Natale, e moderata da Emanuela Daffra, Direttore del Polo Museale Regionale della Lombardia; interverranno Adriano Prosperi (Scuola Normale Superiore di Pisa, Emerito), Franco Bacchelli (Università di Bologna), Alessandra Mantovani (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Massimo Ferretti (Scuola Normale Superiore di Pisa), Daniele Benati (Università di Bologna) e Vincenzo Farinella (Università di Pisa).
La sessione del pomeriggio sarà moderata da Andrea Bacchi, direttore della Fondazione Federico Zeri e professore dell’Università di Bologna: interverranno Alessandro Serrani (Università di Bologna), Marco Scansani (Scuola Normale Superiore di Pisa), Saida Bondini (Courtauld Institute of Art di Londra – Università di Losanna), Luca Ciancabilla (Università di Bologna, sede di Ravenna), John Delaney (Washington, National Gallery of Art), Ulderico Santamaria (Musei Vaticani) e Gianluca Poldi (Università di Bergamo, Centro Arti Visive).
La giornata verrà trasmessa in diretta streaming su https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it
La partecipazione è gratuita, previa registrazione su piattaforma.
 

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