Comunicati Stampa

Ambrogino d’Oro 2020 al Prof. Vincenzo Mazzaferro

Ad oggi uno dei massimi esperti e punto di riferimento mondiale per il trattamento dei tumori dell’apparato digerente, in particolare dei tumori epatici, il Professor Mazzaferro è inoltre autore dei “Criteri di Milano”, le linee guida utilizzate da oltre venticinque anni a livello internazionale per selezionare i pazienti candidabili al trapianto, la cui applicazione migliora la prevedibilità di risultato in pazienti affetti da tumore

·      Durante la pandemia Covid-19, il Prof. Mazzaferro, in cooperazione con altri chirurghi di Milano ha messo a punto un nuovo modello che identifica le priorità nell’assistenza dei malati oncologici in attesa di intervento chirurgico. Il modello è stato incorporato alle esistenti Linee Guida della Regione Lombardia e pubblicato sulla prestigiosa rivista Annals of Surgery come riferimento applicabile anche ad altri ospedali nel mondo

·      La Struttura Complessa di Chirurgia Epato-Gastro-Pancreatica coordinata dal Prof. Mazzaferro vanta la più ampia casistica in Italia di tumori epatici sottoposti a trapianto, ad oggi circa 900. Il reparto è tra i più attivi sul territorio nazionale per numero di interventi eseguiti per tumore del distretto epatico-pancreatico-biliare e del tratto digerente superiore e sono migliaia i pazienti che hanno ricevuto trattamenti tra i più moderni per i tumori di questo distretto

Milano, 3 dicembre 2020 – C’è anche il Prof. Vincenzo MazzaferroDirettore della S.C. Chirurgia generale indirizzo oncologico 1 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, tra le personalità che il 7 dicembre 2020 riceveranno l’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza riconosciuta dal Comune di Milano per esprimere la gratitudine a chi dedica la propria vita al bene comune e ha saputo dare un contributo speciale alla città.

Un importante riconoscimento che premia la storia professionale del Prof. Mazzaferro – l’unico clinico premiato – uno dei massimi esperti e punto di riferimento a livello mondiale per il trattamento dei tumori dell’apparato digerente e in particolare del fegato e del trapianto epatico. “Sono felice e orgoglioso di questo riconoscimento perché Milano è stata il centro della mia attività e proprio qui abbiamo fatto passi importanti. È stato come aprire una nuova strada” – commenta il Prof. Vincenzo Mazzaferro – “e con il tempo la strada si è popolata creando cioè un nuovo itinerario che è diventato sempre più frequentato. È stato un atto di fiducia nei miei confronti da parte della mia città di adozione. La fiducia a mio parere è l’unico ingrediente che permette di andare avanti, ed è insieme a molti altri contesti alla base del rapporto tra medico e paziente. Perché questo accada è necessario fare ricerca, sperimentare e ci vuole tempo e persone che credono in quello che fanno”.

Il trapianto epatico è stata un’intuizione che ha creato un’alternativa importante per molti pazienti oncologici – spiega Mazzaferro. –  ma soprattutto, con la riduzione progressiva delle indicazioni a trapianto per epatite C si è potuto proporre il trapianto a più persone con tumore. Oggi poco meno di un paziente su due che in Italia viene sottoposto a trapianto di fegato ha un tumore, e sempre più tipi di tumore possono essere trattati con trapianti e procedure correlate, come ad esempio le metastasi da tumore del colon, i tumori biliari, i tumori neuroendocrini etc. L’oncologia dei trapianti sta diventando predominante in tutto il mondo e Milano e l’Istituto dei Tumori rappresentano il luogo dove ancora una volta si stanno aprendo nuove strade”.

Non possiamo che essere orgogliosi dell’assegnazione di questa onorificenza della Città di Milano al Prof. Mazzaferro” – dichiara Marco Votta, Presidente INT. “Viene riconosciuto e premiato il lavoro di chi ha dato un contributo fondamentale alla ricerca e ha saputo migliorare la prospettiva di vita di moltissime persone. Ancora una volta si dimostra l’alta qualità delle cure dedicate ai pazienti nel nostro Istituto, i cui risultati vengono riconosciuti e presi come riferimento in tutto il mondo”.

Il mondo dei trapianti è purtroppo abituato a disporre di un numero limitato di risorse – gli organi – e a dover usare schemi di priorità per garantire a tutti una chance coerente con la sopravvivenza. È per questo motivo che all’inizio della pandemia legata al Covid-19, quando gli ospedali sono stati investiti dall’ondata di emergenze, il Prof. Mazzaferro si è fatto portavoce assieme ad altri Colleghi dell’Ospedale Sacco e dell’Humanitas, dell’esigenza di rivedere l’organizzazione del sistema per l’attività chirurgica proponendo un modello che identifica le priorità nell’assistenza dei malati oncologici in attesa di intervento chirurgico, che è stato poi incorporato alle Linee Guida della Regione Lombardia e adottato da tutti gli ospedali lombardi. “Per noi che ci occupiamo di trapianti” – spiega Mazzaferro – “è stato più semplice classificare le priorità, perché fattori come il beneficio in termini di tempo di vita in più o la miglior qualità di vita offerta dai vari interventi, il grado di urgenza o l’esistenza di alternative, sono ciò che guida più che in altri contesti le nostre decisioni”.  Il modello “a semaforo” costruito durante la prima ondata della pandemia e basato sulle priorità è stato pubblicato su Annals of Surgery la principale rivista internazionale di chirurgia ed è diventato un sistema utilizzato da numerosi ospedali in tutto il mondo.

Il Prof. Vincenzo Mazzaferro è autore di circa 400 pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali e ha ricevuto riconoscimenti per le sue ricerche dalle più importanti Società Scientifiche europee, americane e asiatiche. La Struttura Complessa di Chirurgia Epato-Gastro-Pancreatica da lui coordinata, vanta la più ampia casistica in Italia di tumori epatici sottoposti a trapianto (circa 900 ad oggi) e il reparto nella sua interezza è in assoluto tra i più attivi sul territorio nazionale per numero di interventi eseguiti per tumore del distretto epatico-pancreatico-biliare e del tratto digerente superiore. Sono orma migliaia i pazienti che hanno ricevuto da lui e dalla sua equipe trattamenti in assoluto tra i più moderni per i tumori di questo distretto.

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