Editoriali

RIFLESSIONI SULLA DECISIONE REALE DI INCLUDERE LO STUDIO DELLA CULTURA EBRAICA IN MAROCCO

La Conferenza dei rabbini europei ha elogiato “il coraggio politico di Sua Maestà Re Mohammed VI e la sua azione permanente per la pace e la prosperità in Medio Oriente”. L’organizzazione ha anche elogiato l’azione permanente e continua del Sovrano “che ha sempre favorito il dialogo tra ebrei e musulmani”, osservando che “la storia degli ebrei del Marocco è una storia unica e particolare nello scacchiere dei paesi arabi. “. “I re del Marocco hanno sempre protetto le comunità ebraiche e consentito il loro sviluppo e la loro influenza”, si legge in un comunicato della Conferenza dei rabbini europei. “Anche se la maggior parte degli ebrei non vive più in Marocco oggi, il Marocco è ancora presente nei loro cuori e nei loro ricordi”, ha detto il comunicato, sottolineando che “era sotto la guida di Sua Maestà il Re Mohammed VI e grazie al suo spirito di tolleranza e apertura sono stati rinnovati cimiteri ebraici, sinagoghe e quartieri urbani dove un tempo viveva la comunità ebraica ”. “È stato anche sotto l’impulso reale che una riforma scolastica è stata lanciata in Marocco includendo la storia e la cultura della comunità ebraica nei programmi scolastici”, si legge nel comunicato. Ha concluso che “è solo attraverso l’educazione delle giovani generazioni che potremmo lottare contro tutte le forme di razzismo e antisemitismo”. Fin qui ho riportato le agenzie di stampa sull’argomento dedicato alla decisione di Sua Maestà di includere la storia e la cultura ebraica in Marocco. Molti osservatori occidentali hanno accolto questa notizia come un fatto eclatante di importanza innovativa.

Questo rilievo , che comunque condivido , deve però essere osservato in modo più complesso e solo chi maggiormente segue e conosce la storia del Marocco può dire che questo atteggiamento non è nuovo ma è insito nella cultura e nella tradizione marocchina.

I più attenti conoscitori del Marocco dovrebbero ricordare come questa nazione, ha iscritto nella costituzione del 2001 la cultura ebraica tra quelle compongono il Regno . Sua Maestà Mohammed VI ha promosso da sempre una politica di restauro e conservazione della tradizione ebraica marocchina . Sua Maestà, inoltre, come guida dei credenti, non solo ha su di se il peso della guida della comunità islamica ma , proprio in virtù del suo ruolo religioso è chiamato , nel rispetto della tradizione islamica a proteggere le fedi abramitiche. Il Marocco, in sostanza , ha sempre avuto una attenzione particolare verso tutte le comunità che si riconoscono nel Libro, e lo status di “Guida dei Credenti” impegna il sovrano ad essere difensore della Fede e protettore di coloro che discendono dal padre Abramo.

Sempre molti osservatori occidentali hanno salutato l’introduzione della cultura ebraica nei programmi scolatici come un punto di partenza per la lotta all’antisemitismo , ma con semplicità possiamo dire che la lotta contro ogni discriminazione religiosa è insita nella tradizione di questa nazione. Infatti, a tal proposito, a meno di un mese della Giornata della Memoria , giornata che ricorda la liberazione dei campi di sterminio nazisti , non possiamo dimenticare la figura di Sua Maestà Mohammed V All’epoca della Shoah,

Il Marocco si trovava a vivere una situazione politica assai particolare, anche in rapporto alle altre Nazione del Africa Settentrionale. Infatti, solo dal marzo del 1912 , con il trattato di Fez il Sultanato del Marocco diveniva un protettorato francese mentre , un’altra potenza europea, la Spagna conservava il controllo diretto su altre parti del Paese nordafricano .

Nei primi decenni del ‘900 il Marocco venne di fatto sembrato in tre zone di influenza : 1) il protettorato francese, governato da Rabat, dove risiedeva il sultano 2) il protettorato spagnolo, governato da Tétouan, dove risiedeva un califfo nominato dal sultano e la città di Tangeri con uno statuto internazionale. Nel 1927 quando la spartizione del Paese è già cosa avvenuta salì al trono Mohammed V. che mantenne la grande determinazione a preservare l’unità almeno morale e civile del Marocco.

Nel giugno del 1940, quando i francesi, vennero invasi dalla Germania nazista, i territori del Maghreb caddero sotto l’amministrazione della cosiddetta Francia «non occupata», ossia di quella parte di territorio metropolitano che il vecchio maresciallo Pétain aveva creato, sotto la tutela nazista, uno Stato collaborazionista e reazionario. Accadde allora che alle popolose minoranze dell’ebraismo sefardita, residenti da secoli nel Maghreb, vennero via via applicate, a partire dall’autunno del 1940, le misure vessatorie che il regime di Vichy.

In Algeria, agli ebrei venne tolta, dopo settant’anni, la cittadinanza francese ottenuta in virtù del decreto Crémieux del 24 ottobre 1870. E il fatto che i loro diritti politici fossero tornati a essere quelli degli «indigeni musulmani algerini» costituì soltanto una prima deminutio, cui ne tennero dietro altre che li privarono dei diritti alla proprietà, all’istruzione scolastica, all’esercizio delle professioni, di movimento. Anche in Marocco, il governatore francese tentò varie volte di introdurre norme anti ebraiche, ma la tenacia di S. M Mohamed V fu tale che di fatto vanificò le norme del governo di Vichy, basti ricordare l’opposizione del sovrano a consegnare al governatore del governo del Maresciallo Petain l’elenco dei cittadini marocchini di religione israelita, sostenedo che in Marocco non esistevano ” sudditi ebrei, ma solo sudditi marocchini”.

Nel 1941 Sua Maestà Mohammed V fece presenziare alla festa in onore della sua salita al Trono le massime autorità della comunità ebraica del Regno , un gesto di sfida e di coraggio , per riaffermare sia l’eguaglianza della comunità ebraica marocchina all’interno della Nazione .L’opposizione alle leggi antiebraiche in Marocco, grazie alla determinazione del Sovrano coinvolse tutta la popolazione .

Gli avvocati e i professionisti marocchini di fede mussulmana protessero i loro colleghi marocchini di fede israelita . Una opposizione alla legislazione antiebraica che si iscriveva nella antica tolleranza religiosa di questa Nazione , una tolleranza antica , quanto antica è la storia di questo Nazione tale gesto permise di fatto la salvezza della comunità ebraica marocchina negli anni tremendi della Shoah.

Ricordare questo evento , significa, riportare alla luce una pagina di Storia spesso dimentica e ricordare la grande figura di un Sovrano, che negli anni difficili della Shoah con solo atto di saper dire di “no “ a leggi moralmente ingiuste salvo molte vite umane e permise di continuare la lunga tradizione di tolleranza del Marocco, una tolleranza che ancora oggi resiste e prospera.

Inoltre ci permette di ricordare che il Marocco e Sua Maestà Mohammed VI continua l’opera di guida e protezione per ogni religione monoteista, significa che il Sua Maestà Mohammed VI è il continuatore di un modello di connivenza religiosa che, se maggiormente sostenuto potrebbe essere un modello per il Medio Oriente, per la tutela dei luoghi santi di Gerusalemme e per la convivenza dell’islam in Europa.

Marco Baratto

Forum Lombardia Marocco

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close