Editoriali

Santa Sede e Marocco: da Leone XIII a Papa Francesco un continuità di dialogo

Dal 14 Dicembre al 3 Gennaio la Chiesa parrocchiale di San Francesco a Rabat  (Marocco) ospiterà una mostra internazionale di presepi . La scelta di svolgere questa esposizione proprio nella chiesa dedicata al Santo che per primo diede avvio alla tradizione del presepio è una bella cosa. Il tutto in una anno particolare , quello segnato dall’epidemia di Covid. Ma , mi piace far conoscere questo evento anche in Italia , per portare alla scoperta della vivacità della Chiesa cattolica in terra di Marocco. Possiamo definirla , una chiesa di periferia, una di quelle chiese che sono amate in modo particolare dal Santo Padre. La Chiesa in Marocco , vive l’esperienza di essere chiesa in uscita , anche grazie alla azione di S.E.R il Cardinale Cristóbal López Romero , primo cardinale elettore nella storia dell’arcidiocesi marocchina. 
L’Arcidiocesi di Rabat, trae le sue orgini dal vicariato apostolico di Rabat, eretto nel 1923 dal  PIO XI con la breve ” Quae catholico nomini”  , nel 2017 contava 20.000 battezzati.
Quindi una piccola presenza, ma sufficiente per dimostrare la vivacità di questa comunità in un paese a maggioranza mussulmana  ma come ha detto lo stesso Mons Romero , prima della visita del Santo Padre Papa Francesco ” Noi, i cristiani cattolici in Marocco (Chiesa cattolica), esprimiamo la nostra soddisfazione per avere tutta la libertà di culto, tutta la libertà di praticare la nostra religione. Ringraziamo Sua Maestà il Re, Comandante dei credenti e il popolo marocchino che ci accoglie .
Tale affermazione ci permette di comprendere come in Marocco , seppur nella difficoltà numerica di essere minoranza religiosa, le religioni abramitiche , le religioni del Libro posso trovare il loro punto di coesistenza
Una convivenza che potrebbe essere un modello vincente non solo per altre nazioni arabe o magari anche per i luoghi santi comuni alle tre grandi religioni.
I rapporti tra Santa Sede e Marocco non sono ascrivibile solamente al XX secolo ma anche in passato le relazioni tra Marocco e Santa Sede furono improntate a reciproche visite di cortesia. Nel 1888 il Sultano del Marocco Mulay Hassan, volle mandare una delegazione di alto livello per portare i suoi omaggi al Pontefice Leone XIII . Una missione quella marocchina del 1888 che fu salutata dalla stampa cattolica italiana con particolare gioia ed enfasi . Infatti, il mondo cattolico  sottolineò il fatto che Sua Maestà Mulay Hassan ribadì , tramite i suoi inviati ” le franchige e la libertà di cui gode l’ordine francescano in Marocco”  permise, tra l’altro di avviare e consolidare , a detta della stampa dell’epoca, un dialogo franco e diretto tra le parti . 
A questo primo incontro i rapporti tra Santa Sede e Marocco ne seguirono altri. In tempi più prossimi a noi , non possiamo dimenticare la  visita di Sua Maestà Hassan II in Vaticano nel 1980 oppure il grande discorso di Sua Santità Giovanni Paolo II a Casablanca , per giungere alla recente firma tra Sua Maestà Mohammed VI e Papa Francesco della dichiarazione congiunta sulla città di Gerusalemme .

Quest’ ultimo atto, quest’ultimo testimonia la comune volontà di lavorare assieme per il bene dei luoghi santi e della società nel suo complesso .

Marco Baratto

Forum Lombardia Marocco

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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