Società

L’ educazione cattolica in Marocco : un esempio di una Chiesa di periferia

” In origine, questi istituti si riunivano in larga maggioranza bambini europei; I genitori marocchini che hanno messo i loro figli lì hanno accettato un’istruzione in stile francese. Dopo l’indipendenza del Marocco, il numero degli europei è progressivamente diminuito e l’Arcidiocesi di Rabat, così come le congregazioni religiose a cui appartenevano queste scuole, si sono chieste cosa fare: chiuderle puramente. e semplicemente, venderli o recuperare insegnanti religiosi per altri istituti in altri paesi? La soluzione adottata è stata quella di mantenere queste scuole a contribuire allo sforzo educativo e formativo intrapreso dal Paese: questa scelta ha portato gradualmente alla marocchina dei programmi, poi del personale docente e di parte della direzione.” Questo è quanto si legge nel sito ufficiale del l’E.C.A.M. (Insegnamento Cattolico in Marocco) . Un sistema educativo che comprende la conoscenza e il rispetto dell’altro .

Infatti, nella presentazione si prosegue dicendo  di ” vivere la tua fede attraverso le feste religiose e il loro simbolismo: Natale, Achoura, Pasqua, Eid el Adha …, evidenziare azioni per la pace nel mondo (progetti educativi interdisciplinari, partecipazione al concorso Menapax, sostegno ai bambini della guerra (Iraq, Libano, ecc.), sensibilizzare gli insegnanti a pensare ad azioni concrete che promuoveranno il dialogo attraverso la Scuola dei Genitori, la partecipazione alla Giornata Mondiale del Teatro, le giornate aperte, la corrispondenza”.
Tutto questo richiama alla libertà di educazione che la Chiesa Cattolica in Marocco può esercitare in virtù degli accodi tra Sua Santità Giovanni Paolo II e Sua Maestà Hassan II il quale con proprio decreto del 1984 aveva stabilità lo statuto della Chiesa cattolica nel Regno.
Questi atti ci permettono di esprimere alcune considerazioni. La prima riguarda la libertà religiosa. Infatti non è facile essere minoranza nella propria terra o in terra di elezione ma, la Chiesa Cattolica in Marocco rappresenta una delle tante “Chiese di periferia” tanto care a Papa Francesco. Essa rappresenta una minoranza all’interno di una Nazione dove la maggioranza della popolazione è di fede islamica eppure proprio per questo e per il fatto di essere in una Nazione che fonda la sua fede nella visione del dialogo riesce a essere presente nella società operando nel campo della formazione, dell’aiuto sociale e dell’immigrazione.

La seconda riflessione è che proprio questa Chiesa di periferia , rispetto alle Nazioni di tradizione cristiana potrebbe insegnarci come dialogare con l’islam , soprattutto con l’islam sunnita di tradizione malechita proprio del Marocco . Insegnarci a come rapportarci ai nostri fratelli che sono nell’Islam a vivere meglio il nostro rapporto con loro ed a costruire anche in Europa un Islam che possa essere un riferimento per loro che hanno lasciato la propria patria.
Infatti, l’esercizio della propria fede non è solo un diritto civile sancito da tutte le costituzioni ma implica un aspetto sociologico che spesso viene sottovalutato.
La fede, e il la dimensione spirituale dell’uomo, è un elemento positivo della promozione umana. Non solo , a dispetto di quello che un certo modo di concepire la questione solo facilitando (o perlomeno) non ostacolando l’esercizio di culto si possono avere cittadini rispettosi della legge e delle regole civili e questo vale per qualsiasi culto a partire dall’islam che numericamente è divenuto in Italia la seconda confessione religiosa. L’uomo e la donna che credenti saranno più portati a creare nuclei famigliari stabili e avendo la serenità dell’anima non andare a violare la legge. 
Insomma la religione è elemento di pacificazione della società ovunque essa trovi persone religiose

Marco Baratto

Forum Lombardia Marocco

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Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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