Salute

La dieta Sirt o del gene magro, come funziona

La dieta Sirt si basa sull’attivazione del metabolismo. Conosciuta anche come dieta del gene magro, è articolata in due fasi.

La dieta Sirt

Conosciuta anche come dieta del gene è fra le più apprezzate da atleti e personaggi famosi.

La cantante Adele, grazie alla Sirt, è riuscita a perdere ben 30 chili. Messa a punto dai medici nutrizionisti Glen Matten ed Aiden Goggins, funziona grazie all’assunzione delle sirtuine, i cui effetti sono assimilati a quelli del digiuno.

Si tratta di sostanze, presenti in alcuni cibi, che sono in grado di eliminare gli accumuli di grasso e  favorire il senso di sazietà. Oltre ad agire sull’appetito riescono ad accelerare il metabolismo, aiutano il dimagrimento ed aumentano le speranze di vita. Gli effetti positivi riguardano anche il tono dell’umore.

Le sirtuine si trovano, per esempio, nel sedano, nelle noci, nelle cipolle rosse, nella carne e nell’olio extra vergine d’oliva.
La dieta Sirt non è adatta a tutti prima di intraprenderla è sempre necessario rivolgersi ad un medico.

Come funziona

E’ una dieta articolata in due fasi principali.

Nel primo momento si punta al dimagrimento, ottenuto modificando le abitudini alimentari. L’apporto calorico dei primi giorni è pari a 1000 calorie che poi diventeranno 1500. L’obiettivo della prima fase è dimagrire fra i 3 ed i 3.5 chili. Durante il giorno è prevista l’assunzione di specifichi succhi, ottenuti dalla centrifuga di verdure e tè verde. 

Superato il primo periodo si inizia il mantenimento che dura per 15 giorni.

A rendere la Sirt particolarmente apprezzata, oltre ai risultati, è la possibilità di consumare anche cibi come il cioccolato, a patto che contenga almeno l’85% di cacao, il vino,  la frutta secca e le fragole.

E’ un regime alimentare semplice da seguire perché non sono previsti alimenti difficili da reperire o molto costosi e non ci sono grammature da rispettare.

Invece, i detrattori sottolineano che durante i primi giorni l’apporto calorico sia eccessivamente limitato e che  gli alimenti concessi non garantiscano un’alimentazione equilibrata. Altri punti a sfavore comprendono l’assunzione di centrifugati che nella prima fase sono tre al giorno.

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