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Addio a Marvin Hagler il meraviglioso

Marvin Hagler ci ha lasciati all’età di 66 anni, l’improvvisa scomparsa del leggendario pugile abbia lasciato un vuoto davvero grande in tutti gli appassionati della grande Boxe, in particolare per quelli italiani. 

I tanti collegamenti con l’Italia


Considerato senza ombra di dubbio uno dei migliori pesi medi nella storia del pugilato, Hagler aveva molte “vicinanze” con l’Italia. In primis conosce l’arte della boxe proprio in una palestra gestita da nostri connazionali a Brockton, i fratelli Petronelli. Questa città del Massachusetts tra l’altro è stata pure il luogo natale del grandissimo pugile italo americano Rocky Marciano.

Inoltre in seconde nozze nel 2000 si è sposato con una donna italiana, Kay, a Pioltello alle porte di Milano. Nella metropoli lombarda, Hagler ha pure vissuto abitualmente per molto tempo. E come se non bastasse si è dichiarato appassionato di calcio e tifoso della Sampdoria, oltre ad aver partecipato nel corso degli anni a trasmissioni, film, documentari e serie TV realizzate nel nostro paese. 

Una carriera straordinaria


Marvin Hagler ha caratterizzato in modo esaltante gli anni ’80 della boxe mondiale, alla pari se non maggiormente di Mike Tyson. Nella sua carriera ha disputato 67 incontri vincendone 62 (52 per KO), perdendone solo 3 (mai per KO) e pareggiandone 2. E’ stato campione mondiale WBC e WBA dal 1980 e al 1987 e iridato IBF dall’83 all’87.

…finita nelle polemiche


L’ultima volta che Marvin Hagler salì in un ring di boxe per un incontro da professionista fu il 6 aprile del 1987,  in un match valido per la sola cintura WBC contro Sugar Ray Leonard. L’incontro, sulla particolare distanza delle 12 riprese invece di 15, fu vinto da Leonard ai punti per decisione non unanime dei giudici.

Quel risultato mandò su tutte le furie Hagler che decise di chiudere anticipatamente con la Boxe, dichiarandosi stanco della “politica” che manovra la boxe. Neppure borse da svariati milioni di dollari per una rivincita contro SR Leonard fecero cambiare idea al “meraviglioso” che concluse così prima del tempo una carriera che rimane comunque letteralmente straordinaria.

Mai al tappeto con una eccezione


Marvin Hagler era il prototipo del pugile perfetto. Era un attaccante feroce dell’avversario in cui riusciva a mescolare un grande bagaglio tecnico ed una incredibile potenza. Oltretutto il “meraviglioso” era anche un ottimo incassatore grazie ad una mascella incredibilmente solida. A provare questa capacità letteralmente straordinaria di incassare, Hagler non è mai stato messo al tappeto con una eccezione durante l’incontro con il pugile argentino (scomparso soltanto pochi mesi fa) Juan Domingo Roldan. Hagler ha sempre minimizzato l’accaduto affermando che andò al tappeto soltanto per essere scivolato e non per i colpi dell’avversario che da soli non lo avrebbero mai mandato al tappeto.<h3>Il ricordo di Nino Benvenuti</h3>
Tra le tante condoglianze arrivate per l’addio di Marvin Hagler, segnaliamo quella dell’ex pugile italiano Nino Benvenuti che lo ricorda come un grande amico e indubbiamente come uno dei più grandi pugili medi della storia di sempre insieme a Robinson e Griffith. 

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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