Esteri

Algeria: report CIA scenario apocalittico

Un rapporto della Central Intelligence Agency americana (letteralmente in italiano: Agenzia d’Informazioni Centrale, nota con la sigla CIA) avrebbe previsto uno scenario apocalittico in Algeria. Secondo i servizi segreti americani, un “collasso popolare generalizzato” in Algeria sarebbe “imminente” con il “quadro molto oscuro”. La rivelazione di questo documento “confidenziale”, risultato di “lunghi mesi” di osservazione e monitoraggio della situazione in Algeria, dove è stato “constatato un blocco di tutti i settori economici e sociali, non solo a causa della pandemia del Covid-19, ma soprattutto a causa della corruzione strutturale e della cattiva gestione degli affari pubblici nel paese, sia all’interno che all’estero”.

Il rapporto conterrebbe che “il cuore del potere algerino ha vacillato senza cadere” e ha “sprofondato nel compito con misure incoerenti e una comunicazione confusa”. La CIA evocherebbe un “vero e proprio regolamento di conti a continui rimbalzi che da qualche anno” tra i “molteplici clan del potere, civili e militari”. 

“Questa guerra interna ha avuto l’effetto”, secondo le informazioni americane, di “inchiodare l’apparato dello Stato algerino, principalmente la Presidenza e il governo”, mentre “gli algerini che militano in seno all’Hirak dal febbraio 2019 vivono, negli ultimi tempi, in un clima di confusione totale e si sentono completamente disorientati”. 

Il clan del Generale Chengriha, capo dell’Esercito, sta smantellando il sistema costruito tra il 2015 e il 2019 dal suo predecessore il defunto Generale Gaid Salah, che per un periodo di cinque anni si era impegnato a disfare lo Stato-DRS (servizi militari) creato da un quarto di secolo dal Generale Mediene e dai suoi alleati.

A livello di Mouradia (presidenza), i “padroni d’Algeria” non hanno la mano felice. Con Abdelmadjid Tebboune, ereditano un presidente mal eletto, impopolare e senza alcun carisma. Nel corso di un anno i militari hanno ritenuto di accontentarsene. Quando prende il Covid-19, il presidente, che affermava che il suo paese disponeva del migliore sistema sanitario in Africa, viene evacuato in Germania per cure di emergenza per 95 giorni. 

Per gli algerini l’umiliazione è totale. Hanno cacciato un Bouteflika da anni “malato” per trovarsi davanti ad un Tebboune molto ridotto di cui la Presidenza è scossa dalle tensioni tra i vari consiglieri del presidente. 

Tra esitazioni, assenza e approssimazioni, gli algerini si sentono completamente persi secondo la CIA. Anche le cancellerie straniere riportano le osservazioni americane.

All’interno del governo, le perquisizioni e le sistemazioni sono il modo di operare. L’Algeria è in piena crisi a causa di rigidità politiche, centralismo dirigista e malaffare amministrativo e autismo presidenziale. Gli algerini non si aspettano più nulla e sanno che l’Esercito ha rubato la loro rivoluzione. 

“Le proteste di piazza anti-regime continuano, l’Hirak è pacifico e respinge ogni azione violenta, ma gli arresti e le repressioni continuano anche sotto la pressione, ogni militante è circondato da tre: Un poliziotto, un militare e un gendarme”, denunciano i militanti.

Per quanto riguarda la situazione sanitaria a causa della pandemia Covid-19, la relazione della CIA afferma che “i dirigenti algerini non riescono più a nascondere la loro flagrante incapacità di fornire ai cittadini i mezzi per proteggersi contro il virus, come le maschere e i respiratori artificiali e tanto meno i vaccini contro il coronavirus”. 

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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