Editoriali

Il buon governo in Marocco, un lungo viaggio di riforma amministrativa iniziato all’inizio del nuovo millennio.

Il governo marocchino ha una visione chiara in settore della moralizzazione della vita pubblica, la creazione di trasparenza e integrità e la previsione di condizioni per il successo delle varie riforme sociali ed esperienze economiche, ricordando che l’agenda del governo 2016-2021 insisteva sulla consacrazione del buon governo e sul rafforzamento dei valori di integrità e riforma dell’amministrazione.

Per farlo, una serie di riforme e misure secondo un piano dettagliato e preciso che si basa sulle risorse del governo. Il capo del governo ha osservato che questo piano “richiede anche un’azione collettiva, un ampio coinvolgimento dei cittadini e una partecipazione responsabile di tutte le parti interessate, per garantire il successo di questi grandi progetti”. Ha inoltre osservato che il governo si è sforzato di capitalizzare le riforme e i risultati dei governi precedenti, implementandoli e dando loro una nuova prospettiva di vita, insieme a nuove riforme, “alcune delle quali sono state finalizzate. Morti da anni, e altri hanno appena stato realizzato per la prima volta “.

L ‘attuazione della strategia nazionale anti-corruzione – sviluppata in modo partecipativo nel 2015 – attraverso l’avvio dell’attuazione delle sue procedure e programmi, e l’attivazione dei suoi meccanismi di governance e monitoraggio, rilevando che Grazie a questa dinamica in Marocco, il L’indice di percezione della corruzione ha subito un’evoluzione regolare, raggiungendo il tasso di 41 tra il 2017 e il 2020, ovvero durante l’attuale mandato governativo, dopo essere rimasto fermo a circa 33,2 durante il mandato 2002-2006. Il governo ha anche avviato importanti riforme come l’istituzione della carta del decentramento, “suscettibile di apportare un cambiamento fondamentale nella struttura amministrativa e di sostenere il lavoro di regionalizzazione avanzata”, e la promulgazione della legge sul diritto all’informazione, che consente maggiore trasparenza e chiarezza, oltre a progetti per accelerare la trasformazione digitale dell’amministrazione che ottimizza i servizi amministrativi e li avvicina agli utenti, l’ampliamento e il rafforzamento delle funzioni e delle competenze dell’Autorità nazionale per la probità, la prevenzione e la lotta contro la corruzione (INPPLC), la stesura di un disegno di legge per rafforzare l’arsenale nazionale nella lotta al riciclaggio di denaro e molti altri grandi progetti e riforme. Per quanto riguarda l’attività di semplificazione delle procedure e formalità amministrative, che consentirà di modificare il rapporto dell’utente con l’amministrazione, il Capo del Governo ha sottolineato che tutti i dipartimenti governativi, gli enti e le imprese pubbliche, nonché le autorità territoriali delle comunità hanno operato per qualche mese per esserci, attraverso il prossimo lancio del Portale dell’amministrazione nazionale (ANP) che costituirà per la prima volta una base nazionale unificata delle decisioni amministrative adottate dall’amministrazione, in applicazione delle disposizioni della Legge 55.19 in materia di la semplificazione delle procedure e delle formalità amministrative.

Vediamo ora cosa significano nel concreto queste . La lotta alla corruzione è fondamentale se si vuole perseguire una azione pubblica e trasparente. Orami i principali indici di affidabilità di una Nazione prendono in considerazione anche la limitazione della corruzione sia nel campo pubblico sia in quello privato. La corruzione oltre ad essere un disvalore sociale è un elemento che distorce il mercato e la concorrenza e quindi preclude la possibilità per una nazione di essere attrattiva di investimenti sul piano internazionale.

Il decentramento amministrativo si lega a diversi assi : controllo degli eletti da parte degli elettori in modo più prossimo , la possibilità per i cittadini di vedere e giudicare concretamente l’operato dei politici , controllo da parte dei cittadini sul modo in cui vengono investito il denaro pubblico e quindi anche maggiore trasparenza amministrativa. Ultimo asse non meno imporatante avvicina i cittadini allo Stato non più visto come entità distante ma prossima alle proprie necessità ed esigenze

In sostanza uno Stato più vicino, più semplice e più trasparente. Sono elementi fondamentali di una azione di governo , come quello del Marocco , che di fatto giunge a livelli simili a molti paesi europei e che allo stesso modo può rappresentare delle buone pratiche per tanti paesi africani .

Ma queste riforme non sono solo il frutto di una solo governo o del succedersi dei vari esecutivi sono figli di un pensiero e di una visione chiara che ha una precisa origine . Infatti, dall’avvento al Trono di Sua Maestà Mohammed VI è stato lo spirito e la visione del Sovrano ad guidare il processo di riforma, di lotta alla corruzione , di decentralizzazione e di una visione di uno Stato più vicino (anche burocraticamente) ai cittadini. Sua Maestà, in sostanza ha avviato una nuova “marcia verde” nel solco di Suo Padre. Non tesa questa volta a riaffermare l’unità territoriale dello Stato ma ad una unità politica, giuridica, sociale e che trova nel popolo il suo unico obbiettivo . Una marcia verso il nuovo millennio , un percorso dove Sovrano e Popolo compiono ancora una volta nella storia del Marocco una rivoluzione non questa volta per l’indipendenza ma per la legalità, per la lotta alla corruzione .

Il succedersi dei governi non fa cambiare questo disegno che viene ispirato da un Sovrano che dalla sua salita al Trono non ha fatto che lavorare per il popolo , con il popolo . Se rapportiamo il Marocco a Nazioni vicine dove , la popolazione vive in una situazione di difficoltà di espressione, dove spesso le situazioni poco chiare se non oscure sono tollerate . Il Marocco grazie all’operato del Sua Maestà risplende come una Nazione dal cuore antico ma aperta alle sfide del millennio

Marco Baratto

Forum Lombardia Marocco

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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