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Nuova luce al Tempietto di Oberty a Foggia. Romano Baratta gli darà lustro e si confida

«Illuminare il Tempietto della Villa Comunale, il sacello dedicato all’illustro concittadino Giuseppe Rosati, progettato dall’ing. Luigi Oberty, è per me un grande onore. Il Tempietto lo conosco come le mie tasche. E’ un luogo che conosco fin dall’infanzia. Ho vissuto a pochi metri da quella architettura. Una architettura sempre poco considerata dai foggiani. Considerata alla stregua di un attrezzo da parco giochi e difatti utilizzata per divertimento e purtroppo non rispettata». Con questa premessa il Lighting Designer  e Light Artist Romano Baratta, foggiano D.O.C. apprezzato a livello internazionale per i suoi interventi di luce, che ha il suo studio nel nord dell’Italia, dal Comune di Foggia ha avuto mandato per dar bellezza, lustro, importanza e fruibilità a un’opera neoclassica che contraddistingue Foggia e la sua Villa Comunale.

La notizia è stata già diffusa da un quotidiano locale. Oltre ai necessari interventi di pulizia, manutenzione e restauro a cura di una restauratrice accreditata al Ministero dei Beni Culturali, oltre all’installazione di un impianto di videosorveglianza, il Tempietto con il relativo obelisco posto al centro della struttura dell’ing. Luigi Oberty, verrà impreziosito dall’Urban Lighscape di Romano Baratta.

Il Tempietto antistante il boschetto della Villa Comunale Carl Wojtyla è parte integrante dell’architettura ottocentesca neoclassica che nel 1820 Oberty progettò e realizzò, di fatto dedicato a Giuseppe Rosati, soprannominato il “Newton pugliese”, dottore in medicina, studioso di agraria, geografia e matematica.

Infatti, a fine lavori, la struttura riavrà il busto bronzeo di Rosati, ora custodito presso il Comando della Polizia Locale di Foggia, dopo l’atto vandalico che nel 2017 lo vide imbrattato e deturpato.

L’intervento è uno dei sogni che Romano Baratta ha, da sempre, manifestato di realizzare. Con esso ve ne sono altri nel cassetto, in attesa che vengano ascoltati per attuarli. L’amore per la storia e la cultura, particolarmente della terra natia di Romano, appunto Foggia e tutta la sua provincia, è un punto fermo dell’artista per ridare valore a un territorio che ha tutto ma che necessita di attenzione. E con l’arte è possibile, in una terra federiciana per antonomasia che attende il ritorno a fasti e turismo lontani da ormai circa mezzo secolo.

«Bisogna considerare che è prima di tutto un sacello e quindi un luogo sacro alla cultura e alla memoria di Giuseppe Rosati. Poi è una opera del grande ingegnere Luigi Oberty, che non è stato un semplice ingegnere ma un visionario e soprattutto un amante della bellezza e dell’eleganza. Che ha permesso a Foggia di splendere anche nel periodo neoclassico con architetture importanti che oggi rappresentano Foggia» ha proseguito Romano Baratta, che ricorda la sua infanzia, essenziale per assimilare ciò che oggi esprime.

«Il Tempietto lo visitavo quasi quotidianamente, quando andavo nel boschetto a giocare con mio fratello e i miei amici a caccia di avventure. Da bambino il Tempietto lo vedevo come un luogo metafisico, etereo: una apparizione. Mi sembrava come una astronave del passato che si era adagiata sul colle del boschetto. Una astronave greca che fiera dominava l’area circostante. Custode di leggende e camminamenti antichi, come quelle grotte su cui si poggia e che in passato sembrano essere servite per la salvezza di molti foggiani. Eravamo come “I Goonies” (film cult degli anni 80). Lo abbiamo sempre rispettato. Avvertivamo che era un luogo sacro anche se bambini. Poi negli anni ho conosciuto la sua storia e cosa rappresentasse realmente. Era svanita l’aura leggendaria per far posto al suo valore estetico e culturale. Avevamo vicino casa un tempio greco come il Philippeion di Olimpia o quelli romani come il Tempio di Vesta a Roma o a Tivoli, lì dimenticato come in una pittura Capriccio con rovine. Quella però non era un fantasia ma era vero, tangibile: vedevo un monoptero che stavo studiando sui libri di scuola. Naturalmente sapevo che non era antichissimo ma la sua presenza in un contesto agreste lo rendeva unico, straordinario. Un tempio dove tutti potevamo entrare e farti sentire, per un momento, in un luogo diverso».

Una testimonianza che deve far riflettere chi vuol una Foggia attrattiva, con la sua provincia, pronta a conferire cultura in ogni angolo e trasmettere storia, mezzo per le scuole locali animato con gli strumenti odierni.

«Il contesto ambientale è straordinario –ricorda Baratta-. Ci sono insieme aspetti naturali e aspetti architettonici combinati in modo delicato. Una carezza per le afose e calde giornate estive che a Foggia si avvertono amplificate. Oberty ha saputo comprendere cosa servisse alla città. Un luogo di ristoro, termine oggi abusato, ma che chi conosce il caldo soffocante capisce che quel boschetto è davvero un ristoro per il corpo e per l’anima. E’ un ristoro per l’anima in qualsiasi periodo dell’anno. E’ un luogo in centro che permette di allontanarsi dal cemento e da pensieri grevi. Un luogo forse mai capito dai foggiani. Oberty sapeva cosa servisse a Foggia e ci ha donato la Villa Comunale. Oggi, in questo periodo di claustrofobia, serve ancor più. Il recupero dell’area è necessario. Recuperare l’intera villa –rimarca l’artista e il lighting designer-. E’ necessario soprattutto far cambiare la considerazione del boschetto. Non è un luogo di perdizione e sporco ma lo è diventato per la incuranza e la non conoscenza. I luoghi abbandonati diventano preda della delinquenza. Quel luogo è magico. I boschi lo sono. Ma spesso nella contemporaneità non si comprende l’importanza dell’energia dei boschi e quindi vengono depredati, vandalizzati, sporcati e relegati a luoghi da nascondere. Spetta a noi far cambiare le cose. Cominciare a frequentarlo».

Un monito a chi in questi decenni ha dimenticato le bellezze cittadine, la loro importanza, la storicità e soprattutto il rispetto del bene comune, patrimonio inestimabile della civiltà e democrazia.

«Ho sempre creduto che avrei potuto dare il mio contributo –confida Romano con occhi lucenti, anche umidi-. Da anni cerco di far capire che è necessario migliorare l’illuminazione dell’intera villa comunale. Che così facendo è possibile farlo tornare un luogo sicuro e bello anche di sera. Si pone in questa ottica l’illuminazione del Tempietto. Permettere a questo monumento e all’intero boschetto di cambiare immagine, di far cambiare la considerazione negativa e di “accendere” un riflettore… farlo emergere nel panorama culturale cittadino. Il sacello di Rosati deve diventare un luogo da visitare. Un luogo dove ricordare due grandi persone, Giuseppe Rosati e Luigi Oberty. Luogo dove depositare dei fiori.

Il mio intervento sarà elegante. Metterà in evidenza gli elementi esistenti ma soprattutto l’anima di questo luogo. La volontà è di renderlo affascinante. Un posto dove la gente deve sentire voglia di andare. Deve esserne attratta. Vederlo e poi aver voglia di rivederlo ancora e ancora. Un punto di pellegrinaggio.
Un luogo del cuore. Sarà una luce che emanerà l’essenza del suo creatore e di Giuseppe Rosati.

Spero, quanto prima, di illuminare anche il Pronao in modo permanente non solo come monumento ma anche come baluardo foggiano contro la guerra. Esempio di resilienza foggiana. Il pronao si è inginocchiato alla guerra ma si è rialzato maestoso come una araba fenice».

Sogni che si rincorrono, che pian piano si stanno realizzando. Sogni di un bambino che ha vissuto intensamente quei luoghi, la terra un tempo calpestata dallo Stupor Mundi, da quel Federico II di Svevia che scelse il capoluogo dauno centro rurale e che a pochi chilometri lasciò le sue spoglie terrene. Un riferimento dovuto quello dell’Imperatore poiché nelle intenzioni di Romano Baratta ci sono anche proposte per ciò che Federico II ci ha lasciato. Con la sua arte, la sua cultura, il suo amore e professionalità, in sogni di Romano si spera diventino realtà, per tutti, perché è questa la vera mission degli interventi di Romano Baratta.

«Foggia può cambiare marcia. In passato la città ha avuto differenti periodi importanti poco narrati: nel Neolitico, nello speciale ed unico periodo Dauno, nel medioevo con i fasti federiciani, nel genuino e efficace Barocco foggiano, nel Neoclassico puro di Oberty, nel caldo Liberty pugliese e per finire nel Razionalismo essenziale dei primi decenni del 1900.

Foggia può essere raccontata –conclude Romano-. Abbiamo il compito di farlo. Non serve tanto. Serve volontà».

Visitate la pagina web di Romano Baratta – www.romanobaratta.com

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Nico Baratta

Operaio, Giornalista, Repoter Freelance, Libero Pensatore, ♨️freethinker Free Journalism for free thinking. freethinker - Ad Maiora! Alcune mie citazioni. Semplicemente Nico Baratta, Libero Pensatore! - "...un passo per volta!" - "Osserva le ombre e vedrai la vera identità di ogni persona" - "La semplicità è perfezione, perciò difficile da ottenere" - "La fortuna bacia pochi eletti, ma ne fa felici tanti, con riserva" - "Il lavoro di oggi sarà la certezza di domani. Facciamolo bene con coscienza, conoscenza e raziocinio. I nostri figli ci ringrazieranno." - "Preferisco che un mafioso mi punti una pistola alle tempie che un amico un pugnale alle spalle." - "Nella vita si è servi e si è padroni. Io son padrone della mia libertà." ---

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