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La leggenda della pantofola della regina Elisabetta

La leggenda della pantofola della regina è ambientata in Sicilia. Secondo il racconto, le spoglie della regina Elisabetta d’Inghilterra sarebbero state gettate nell’Etna.

La leggenda della pantofola della regina


La leggenda racconta che Elisabetta d’Inghilterra, al momento del suo trapasso, sia stata portata dal diavolo fino all’Etna.

Elisabetta, durante il suo lungo regno, manifestò  grande abilità politica ed amore per la cultura. Non a caso si parla di periodo elisabettiano. Il suo carattere intransigente però la rese invisa al popolo.

Elisabetta I è nota come la regina vergine perché non volle mai sposarsi. La storia vuole che pur di salire al trono e di allungare al massimo la durata del suo dominio abbia stretto un patto con Satana in persona. Alla morte della regnante, il diavolo si impossessò della sua anima per condurla all’inferno.

Il viaggio però era lungo e così, ormai stanco, decise di gettare le sue spoglie nell’Etna. Mentre Satana si liberava del corpo esanime, cadde una pantofola della regina che rimase lì per molto tempo.

Un giorno però, un giovane pastore la vide e appena cercò di afferrarla andò in fiamme e raggiunse il castello di Maniace, nei pressi di Bronte. La pianella maledetta ricomparve nel XVIII secolo quando il maniero passò all’ammiraglio Horatio Nelson. Il fantasma di Elisabetta donò al valoroso capitano la sua babbuccia, esortandolo a tenerla nascosta. Un giorno però,  Lady Hamilton, la donna amata da Nelson, vide la pantofola e se ne impossessò. Lo spirito della sovrana, irato, ammonì l’ammiraglio, predicendogli la fine della sua fortuna. Da lì a poco, Nelson morì, colpito a morte da uno sparo durante la battaglia di Trafalgar del 1805.

L’ammiraglio perse la vita ma riuscì a raggiungere una sfolgorante vittoria grazie alla quale è passato alla storia.


Il castello di Maniace


Il castello di Maniace, in Sicilia, è stato costruito su un’abbazia benedettina medioevale. Il complesso passa ad Horatio Nelson, primo duca di Bronte, nel 1799 per volontà di Ferdinando III. La struttura viene adattata alle nuove esigenze, diventando una elegante residenza.

Oggi, il maniero è visitabile e è un centro culturale e museale. L’edificio è immerso nel verde di un bellissimo giardino all’inglese dove spiccano molte piante rare.

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