Società

“La scoperta dell’America”: il nuovo lavoro dei Figli di Eva tra musica e cinema

Esce oggi ufficialmente “La scoperta dell’America”, il secondo lavoro dei Figli di Eva accompagnati nuovamente dal regista Giuseppe Calamunci Manitta. Il singolo, indissolubilmente legato alle immagini del cortometraggio, riflette sul tema dell’empatia e della mancanza di emozione che spesso travolge gli adulti. Tutte le speranze e la purezza che avevamo da bambini con il tempo possono farsi seppellire dalla disillusione e dalle negatività, chiudendoci in una gabbia di problemi, responsabilità e sofferenza apparentemente senza scampo. Forse, però – ci dice la band con questa canzone – tornando a guardare il mondo con gli stessi occhi innocenti che avevamo, ricorderemmo com’era bello vivere la vita come un’avventura piena di enigmi e di emozioni tutte da scoprire.

Il brano, con i suoi versi semplici e diretti, i riff energici e le melodie genuine dal retrogusto un po’ amaro, è insomma un inno all’autenticità e al bisogno di tornare a emozionarsi anche per le piccole cose per poter ambire alla felicità. Il cortometraggio, invece, trasporta il senso della canzone in una dimensione marcatamente thriller, in cui il bambino protagonista, cresciuto in un mondo violento e indifferente, cercherà con intraprendenza di salvare la sua mamma. Il piccolo protagonista è quindi un eroe involontario, che svolgendo la sua missione si troverà a scontrarsi contro l’egoismo e l’indifferenza del mondo degli adulti, ma non mancherà il colpo di scena finale.

Il video, ambientato a Taranto, coglie l’occasione per omaggiare alcuni grandi registi, da Alfred Hitchcock a Stanley Kubrick fino a Robert Rodriguez. La sensazione di angoscia e di pathos permea l’intero svolgimento delle azioni anche grazie alla scelta registica di utilizzare il giallo e il blu come colori predominanti, che sottolineano in maniera incisiva i temi affrontati, come la violenza sulle donne, la solitudine e l’incomprensione.

Guarda qui “La scoperta dell’America”:

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