Esteri

Le elezioni in Algeria :superare il passato ed aprirsi al futuro

“Salto nell’Ignoto” è il bell’editoriale che il giornale ( https://www.liberte-algerie.com/editorial/saut-dans-linconnu-5881) che chiude con questa riflessione ” la domanda fondamentale rimane: come ottenere legittimità e quindi aspirare a ripristinare la fiducia, la chiave per qualsiasi ripresa del paese e la chiave di volta per stabilire le basi politiche ed economiche per affrontare le molteplici sfide che il Paese deve affrontare? In un clima pesante caratterizzato da arresti a tutto tondo, da un blocco mediatico e politico e visto lo spettacolo offerto dai candidati” che ” ” con difficoltà economiche, è probabile che l’impasse diventi ancora più difficile. Una prospettiva con le apparenze di un salto nell’ignoto”

Lo stesso giornale sottolinea come  alla fine delle elezioni si ”   prefigura già una ricomposizione politica in vista. Non avendo partiti capaci di costituire una base politica ” e come l’attuale presidenza ”  si rifiuta di appesantirsi della compagnia dei partiti tradizionali, considerati troppo ingombranti, intende scommettere sulla “nuova società civile” incarnata da questa moltitudine di candidati “indipendenti”, ma che, a dire il vero, sono veri OPNI (oggetti politici non identificati). Una “società civile” che alla fine potrebbe trasformarsi in un partito presidenziale (…) come spesso accade, in questa alleanza emergente, saranno i democratici a ritrovarsi in disparte”

Certo sono elezioni importanti. E mi trovo in imbarazzo notare come l’Italia non segua con il dovuto interesse questa tornata elettorale . Il giornale sopra menzionato in un altro articolo sottolinea come “la campagna elettorale si conclude come è iniziata: nell’indifferenza quasi generale degli algerini molto più preoccupati per gli esami di fine anno dei figli, i preparativi per la stagione estiva, l’arrivo dei genitori emigrati o anche la repressione che si abbatte sul hirakisti.”

Una situazione molto complessa soprattutto quando , come riporta il giornale , le elezioni si svolgono nell’indifferenza generale un segno che i politici dovrebbero tenere presente L’Algeria ha ingenti riserve di materie prime essenziali al modello di sviluppo occidentale eppure la pandemia , l’abbassamento delle quotazioni del prezzo del petrolio hanno creato forti problemi sociali ed economici all’attuale classe dirigente . Le conseguenze di questa situazione economica si riflettono sulla popolazione , soprattutto più povera ed emarginata e la politica è chiamata a dare risposte che siano serie e precise.

L’Algeria è una grande nazione e le tensioni politiche interne anche sollevate dal movimento Hirak sono serie e meritano risposte . Non possono essere lasciate o spostate a problemi di ordine pubblico. O meglio, diventano di ordine pubblico quando la violenza mette a repentaglio la vita dei cittadini , della convivenza civile e sociale . Ma se rientrano in una manifestazione di problemi vanno ascoltate , aprendo tavoli di confronto , ascoltando il popolo .

Non è solamente una questione dell’Algeria ma anche l’Italia . Quante volte sentiamo che classe politica è scollata dalla vita di tutti i giorni , quando sentiamo delle file alla mense dei poveri che divengono sempre più lunghe ogni giorno che passa . Tutto ciò accade quando il chi è chiamato a gestire la cosa pubblica non ha percezione della realtà, quando vive in una “torre d’avorio” fatta di stipendi altissimi , privilegi ecc ecc. Il politico , chi governa deve ascoltare il popolo , deve aprirsi senza paura alle istanze che vengono dal basso senza paura .

Il mondo Arabo, di cui l’Algeria fa parte, ha una grande e lunga tradizione di coinvolgimento delle masse. Più di un secolo fa seppe trovare la forza di unirsi e lottare con due degli eserciti più preparati d’Europa quello Tedesco e quello Ottomano . La forza dell’unione seppe prevalere sulle differenze dei vari gruppi . Quello che spero e auspico è che chi governa in Algeria prenda dal proprio passato la via per uscire da questa situazione. Ascoltare il popolo, ascoltare i tanti giovani di questo paese . Mettersi in ascolto , aprire , spalancare le proprie porte e dialogare . Questo non sarà solamente un bene per l’Algeria ma per tutto il mondo arabo.

L’ascolto del popolo , dei suoi bisogni reali , delle sue preoccupazioni deve essere l’unico obbiettivo per una classe dirigente , compresa quella algerina. L’Algeria ha conosciuto un lungo movimento di liberazione che è cresciuto e si sviluppato su basi popolari e questo è un dato di fatto storico che nessuno può mettere in discussione . Ma ora quello stesso spirito deve essere ripreso , riattualizzato aprendosi veramente alle esigenze della popolazione anche superando posizioni ideologiche che oggi non hanno più senso a partire da presunte rivendicazioni territoriali o alimentando la contrapposizione con i vicini.

Occorre superare il passato, chiudere con una visione del mondo non più reale e aprirsi alle richieste dei giovani che non comprendono , probabilmente situazioni che non appartengono al loro mondo e al loro modo di pensare. Se l’Europa è presa dalle questioni che riguardano l’invecchiamento della sua popolazione e quindi deve rimodulare le proprie politiche in favore degli anziani. I paesi con tanti giovani devono ascoltare le loro esigenze

Paesi come l’Algeria devono guardare ai giovani , al mondo nuovo che avanza e che forse non comprendono (non per mancanza di volontà ma per un fattore culturale) contrapposizioni o pseudo conflitti regionali che appartengono al passato. I giovani vogliono partecipare, vogliono una società aperta perché la loro prospettiva non è più rinchiusa entro confini stabiliti il loro destino è il mondo e vorrebbero una società plurale , cosmopolita e difficilmente comprendono fatti o posizioni che riguardano un altro secolo. 

L’augurio e la speranza è che siano le elezioni dei giovani, del cambiamento della rinascita e la fine di un mondo che (può piacere o meno) non esiste più o che perlomeno chi vincerà le elezioni saprà leggere i segni del tempo ed aprire, spalancare la voglia di cambiamento dei giovani 

Marco Baratto

Studioso del mondo arabo

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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