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Sulmona la città dei confetti e patria di Ovidio

Sulmona è la città dei confetti. Secondo la storia sono stati preparati per la prima volta nel XV secolo presso un convento.

Sulmona e i suoi confetti

La prestigiosa città dell’Abruzzo è nota come la città dei confetti. Si tratta di dolcetti preparati soltanto con due ingredienti: mandorle e zucchero.

I confetti di Sulmona si contraddistinguono dagli altri non soltanto per il sapore delle mandorle. Ma anche per il loro aspetto perfetto ed elegante.

La tradizione vuole che siano stati inventati a Sulmona presso il monastero di santa Chiara nel XV secolo. Con questi deliziosi dolcetti, le monache erano solite creare delle vere e proprie decorazioni che poi donavano in occasioni speciali, come le nozze. Successivamente, le tecniche per preparare questi dolcetti, si diffondono prendendo piede nella cittadina abruzzese.

Nel XVIII secolo, su idea di Bernardo Pelino, nasce la prima fabbrica di confetti, attiva ancora oggi.

Quanto a noi, per conoscere meglio l’arte della preparazione del confetto, si può visitare il Museo Pelino dedicato proprio al confetto e alla sua produzione.

La bontà di questi dolcetti ha conquistato molti illustri letterati come Gabriele d’Annunzio, Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi.

Inoltre, l’arte del confetto di Sulmona è conosciuta in tutto il mondo ed apprezzata anche da molte famiglie reali.

Oggi come in passato, a Sulmona, con i confetti si realizzano colorati mazzi di fiori edibili ma anche bomboniere ed altri oggetti molto apprezzati.

Questi golosi dolciumi si regalano non soltanto in occasione dei matrimoni ma anche cresime e battesimi. Secondo la tradizione devono essere sempre in numero dispari.


Sulmona è la città di Ovidio

La città abruzzese ha dato i natali al poeta latino Publio Ovidio Nasone.

Nato nel 43 a.c. da una facoltosa famiglia compie gli studi a Roma dove inizia a farsi conoscere per le sue poesie. Intraprende la carriera politica senza trascurare la scrittura. Fra le opere principali ricordiamo “Le metamorfosi” dedicate ai miti della Grecia antica. Invece, nell’ “Ars amatoria” , il poeta parla di amore ed illustra le tecniche di seduzione e corteggiamento.

Il suo talento inizialmente conquista anche l’imperatore Augusto. Improvvisamente, secondo alcuni, per i temi toccati da alcune poesie, viene allontanato dall’Italia.
Così Ovidio giunge in Romania a Tomi, oggi Costanza, dove muore nel 17 a.C.

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