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Firmata la Carta di Firenze dei sindaci e vescovi mediterranei ispirata da Giorgio La Pira e il Re Mohamed V

La “Carta di Firenze” del Mediterraneo condivisa da vescovi e 60 sindaci presenti a Firenze è firmata oggi 22 febbraio dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI e il sindaco Dario Nardella in Palazo Vecchio. Il documento è l’atto conclusivo del convegno dei vescovi del Mediterraneo e del forum dei sindaci del Mediterraneo, che si svolgono in questi giorni a Firenze in Italia, per studiare e lavorare per la pace, la giustizia e la convivenza fraterna nelle loro città.
I primi cittadini e vescovi hanno preso “atto dei benefici che derivano dall’intensificarsi della collaborazione nelle loro città per preservare la giustizia, rafforzare la fraternità e il rispetto per tutti i cittadini e le comunità culturali e religiose ivi presenti”.
Ispirandosi all’eredità di Giorgio La Pira, l’ex Sindaco di Firenze, che già negli anni Cinquanta promuoveva, su impulso del defunto Re del Marocco Mohamed V, il dialogo interculturale e interreligioso tra le Città, e in particolare tra le Città del Mediterraneo, hanno invitato “i governi di tutti i paesi mediterranei affinché stabiliscano una consultazione regolare con i Sindaci, con tutti i rappresentanti competenti delle comunità religiose, degli enti locali, delle istituzioni culturali, delle università e della società civile sulle questioni discusse in questa Conferenza”.
Da ricordare che proprio nel Palazzo Vecchio sede del comune di Firenze, il Re Mohamed V fu ricevuto il 29 gennaio 1957 dal sindaco Giorgio La Pira, dai consiglieri comunali e dalle principali personalità della città. A quell’occasione il Sultano aveva sottolineato il valore della sua visita sia per l’evoluzione delle relazioni tra il Marocco e la città di Firenze, sia per lo sviluppo delle relazioni tra il Marocco e l’Italia in un piano più complesso, e di contenuti sia politici sia economici, che dovevano portare alla nascita di quella “Comunità Mediterranea” proposta da Rabat.
Non è per caso che il Marocco, il Sultano Mohamed V e l’università Al Qarawiyyin sono stati citati diverse volte nel convegno Mediterraneo a Firenze.
Soddisfatto dell’antico gemellaggio della sua città con Firenze e del ruolo delle città gemellate nell’avvicinare i popoli, il sindaco di Fez Abdeslam El Bakkali ha presentato Al Qarawiyyin ovvero la prima Università nel mondo e l’attuale Università Mediterranea attive nella sua città.
El Bakkali ha avuto diversi colloqui con i suoi omologhi mediterranei.


La Carta di Firenze/Testo integrale

I Vescovi del Mediterraneo si sono riuniti per la seconda volta, dopo Bari, a Firenze raccogliendo l’aspirazione e il coraggio di La Pira nell’operare per la pace e l’unità dei popoli. I Sindaci del Mediterraneo, invitati dal Sindaco di Firenze dott. Nardella, hanno voluto radunarsi contemporaneamente a Firenze, anch’essi aspirandosi alle iniziative del Sindaco La Pira, per studiare e lavorare per la pace, la giustizia e la convivenza fraterna nelle loro città.

Incontrandosi insieme alla fine dei rispettivi lavori, i vescovi e i sindaci hanno constatato i benefici che provengono dall’intensificare le collaborazioni nelle proprie città al fine di preservare la giustizia, rafforzare la fraternità e il rispetto di tutti i cittadini e le comunità culturali e religiose ivi presenti. Da questo proficuo e cordiale incontro, mai prima realizzato, essi hanno insieme convenuto su alcuni ideali e valori ai quali ispirare il futuro cammino, diminuire discriminazioni e violenze e aprire orizzonti di speranza delle giovani generazioni. In questi giorni azioni di guerra si sono verificate contro l’Ucraina. Sentimenti di dolore hanno colto vescovi e sindaci, i quali congiuntamente auspicano che la violenza e le armi siano bloccate e siano evitate grandi sofferenze al popolo ucraino e si passi ad un negoziato che ricostruisca la pace.

Auspicando che ulteriori incontri possano aver luogo, i Vescovi cattolici e i Sindaci delle città mediterranee, riuniti a Firenze,

riconoscono

e, mentre si impegnano a promuovere progetti concreti di inclusione culturale, religiosa, sociale ed economica,

invocano

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