Editoriali

L’azione dolce e risoluta del Marocco nella crisi russo ucraina : Riflessione

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite , con larga maggioranza ha votato una risoluzione contro la Federazione Russa . Il Regno del Marocco ha deciso di non prendere parte al voto. Un fatto che l’occidente non riesce a capire se non si comprende l’azione marocchina nel campo della diplomazia. Infatti è stato necessaria una nota del ministero degli affari esteri per spiegare tale atteggiamento. Le agenzie di stampa del Marocco hanno infatti rilanciato che : ”  il Regno del Marocco continua a seguire con preoccupazione gli sviluppi della situazione tra l’Ucraina e Federazione Russa. Si rammarica dell’escalation militare che ha prodotto, purtroppo, ad oggi, centinaia di morti e migliaia di ferito e che ha causato sofferenze umane da entrambe le parti, soprattutto perché questa situazione colpisce tutte le popolazioni e Stati della regione e oltre” La nota prosegue affermando che : “Il Regno del Marocco ribadisce il suo forte attaccamento al rispetto integrità territoriale, sovranità e unità nazionale di tutti Stati membri delle Nazioni Unite. Il Regno del Marocco ricorda che, in conformità con la Carta del Nazioni Unite, i membri dell’Organizzazione devono risolvere il loro controversie con mezzi pacifici e secondo i principi del diritto comunità internazionale, al fine di preservare la pace e la sicurezza nel mondo” .
Un atteggiamento che reputo molto intelligente e di prospettiva , soprattutto in linea con un modello di diplomazia che il Regno cerca disperatamente di porre come esempio ovvero il multilateralismo, che alla fine non è altro che lo spirito originario delle Nazioni Unite.
Con la non partecipazione al voto, il Marocco cerca di riportare la questione allo spirito originario delle Nazioni Unite e per certi versi anche della Carta Atlantica ovvero di quel atto diplomatico sottoscritto dal presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e dal primo ministro britannico Winston Churchill il 14 agosto del 1941 a bordo del USS Augusta (CA-31) ancorata nella baia di Terranova, fra le potenze alleate, che prevedeva l’enunciazione di alcuni principi per il futuro ordine mondiale: divieto di espansioni territoriali, autodeterminazione interna ed esterna, diritto alla democrazia e all’autogoverno, pace intesa come libertà dal timore e dal bisogno, rinuncia all’uso della forza, sistema di sicurezza generale che permettesse il disarmo. Riprendeva i “Quattordici punti” di Wilson ed affermava la libertà di commercio e di navigazione e il diritto dei popoli a vivere “[…] liberi dal timore e dal bisogno”, indicando le basi per la futura cooperazione internazionale. Essa fu il seme della nascita dell’ONU ed era coerente con la Dottrina Stimson, dichiarazione di generale rifiuto delle acquisizioni territoriali ottenute con l’uso della forza.
Il Marocco vuole portare al centro della sua azione dolce e risoluto questo spirito , questa volontà non certo le pressioni politiche di una o parti diversi. La posizione del Marocco, che reputo saggia ed intelligente è un modello che le nazioni occidentali stanno perdendo di vista.
L ‘ Europa , mentre si scrive , è al centro di una crisi epocale che ha avuto di fatto i suoi prodomi nella incapacità , sempre europea di gestire la dissoluzione della Jugoslavia , i bombardamenti di Belgrado e le cosi dette “primavere arabe” . Le tante guerre che infiammano il Sahel e l’area del golfo. L’ Europa è di fatto solo e soltanto un grande mercato ma non un soggetto politico . Tantomeno non è in grado come di trovare soluzioni autonome. Inoltre , che ci piaccia o meno , l’ Europa è vittima della sindrome da “guerra fredda” numerosi paesi europeo orientali che , fino ad ora sono stati considerati ,anche all’interno della UE come di serie B. Si veda il rifiuto dopo 15 anni posto a Bulgaria e Romania di aderire a Schenghen. Rifiuto immotivato e che potrebbe far scivolare ad est queste nazioni. Il blocco di Visegrad costantemente sotto “giudizio” da parte dell’Europa occidentale . Una mentalità anche spiegata dal fatto che l’Europa è vecchia sia dal punto di vista anagrafico delle sue classi dirigenti , sia culturalmente nulla si è speso nell’istruzione e vi sono tanti giovani che sono anagraficamente vecchi. Manca lo spirito di analisi , manca la ricerca. Questo determina che l’Europa (ma la stessa cosa vale per tutto l’Occidente) con la testa rivolta agli anni della contrapposizione tra i blocchi. Vi è un alternativa a tutto questo? Penso di si. Si chiama multilarelismo . Esempio di questo nuovo modo di intendere le relazioni diplomatiche può essere rappresento dal Marocco . Una Nazione che ha fatto del multilateralismo la sua arma vincente. Una nazione amica (dal 1777) degli Stati Uniti d’America ma che oggi dialoga con la Repubblica Popolare Cinese tanto da aderire al progetto della “nuova via della Seta” . Una Nazione pienamente africana come politica ma allo stesso tempo atlantica e mediterranea. Il Marocco in piena crisi pandemica non ha avuto gli stessi blocchi ideologici dell’Europa ha acquistato vaccini da Cina , Federazione Russa e quelli del occidente. Il Marocco ha soccorso il Libano e la città di Beirut, ha siglato gli accordi di Abramo per il bene e la stabilità del Medio Oriente senza dimenticare la situazione del popolo della Palestina. Sempre il Marocco ha agito come facilitatore nella crisi della Libia mettendo allo stesso tavolo , senza fissare una agenda precostituita le parti in causa. Ha usato la politica della “mano tesa” verso le nazioni vicine anche se queste erano vittime della cultura della “guerra fredda”.
Una via diversa alle armi esiste , una via diversa alla disoleazione della guerra fredda esiste e si chiama multilateralismo. Una via che il Marocco ha intrapreso da sempre e che oggi in questo mondo strano è la carta vincinte. Il Marocco applica al mondo di oggi l’antica sapienza dell’Andalusia araba, dove tutti potevano dialogare in pace .
L’Europa se non fosse meno accecata dai propri egoismi dovrebbe oggi chiedere una mano al Marocco . Ovviamente non accadrà anche per la presunzione che l’occidente ha nei confronti di asia e africa. Una presunzione stupida perché anche questa frutto di una mentalità di presunta superiorità che non esiste e per dirla tutta non è mai esista .
L’Europa, comunque vadano le cose ne uscirà sconfitta. Questo conflitto , per ora regionale , porterà al consolidamento di un asse euro asiatico tra Mosca e Pechino che passa per il Medio Oriente , e un blocco Anglo Americano con in mezzo una piccola Europa del tutto impotente . L’unica via di uscita per l’Europa è la creazione di un asse mediterraneo che veda nel Marocco un suo alleato sicuro e affidabile e attraverso di esso nell’Africa un blocco che possa essere mediatore tra le parti.
Il Marocco, contrariamente a quanto si creda nella parte vecchia del mondo, sperimenta sul campo le tensioni della guerra fredda . E’ una nazione che non ha mai combattuto una guerra ha sempre cercato di mediare e facilitare le parti anche quando le situazioni della storia potevano incoraggiare un conflitto. L’Africa ed il Maghreb sono stati ( e per certi versi lo sono ancora) terreno di guerre per procura , il Marocco non partecipando a questa votazione si è dichiarato contrario alle logiche delle guerre per procura . Anzi, sono dell’idea che il Marocco potrebbe essere un ottimo mediatore tra Federazione Russa e Ucraina. Infatti, a differenza degli altri possibili facilitatori non ha nessun interesse ne economico , ne geostrategico ma potrebbe ambire ad essere il protagonista della Pace. Ovviamente questo rimane un sogno. La mentalità europea purtroppo non è ancora pronta per capire ed accettare la mediazione di un paese arabo e africano nella risoluzione delle controversie perché ancora ancorata alla visione occidente centrica del mondo.

Marco Baratto
studioso di geopolitica

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Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

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