Scienze e Tecnologia

Esperti a confronto sul “cavallo ideale” di Leonardo da Vinci

Esperti a confronto sul “cavallo ideale” di Leonardo da Vinci Presentazione disegno a sanguigna del genio de la “divina proporzione”

La sede del Parlamento Europeo a Roma ha ospitato la Conferenza: Il “cavallo ideale” di Leonardo Da Vinci organizzata dalla Venus Entertainment di Ivan Antonio Giampietro con la partecipazione e collaborazione del Centro per L’UNESCO di Firenze e dell’International Committee Leonardo da Vinci – Leonardo The Immortal Light. Per l’occasione si sono riuniti i più grandi esperti e gli studiosi del talento universale del Rinascimento e genio della “proporzione divina”: il Prof. Martin Kemp (intervenuto tramite video registrazione), il Prof. Jean-Charles Pomerol, la Dott.ssa Annalisa Di Maria, il Dott. Jacques Franck, il Dott. Stefano Fortunati, il Dott. Silvio Balloni e il Dott. Andrea da Montefeltro. Nel corso della conferenza è stata presentata da Annalisa Di Maria – in anteprima stampa – un’opera attribuita a Leonardo da Vinci e recentemente scoperta in collezione privata francese: si tratta di una sanguigna bifacciale su carta, nel formato 45,3×27,5 cm e databile tra la fine del XV l’inizio del XVI secolo. Il disegno a sanguigna, verticale nella parte frontale, rappresenta un “cavallo ideale”, interamente elaborato sulla base delle proporzioni della “sezione aurea” del De Architectura di Vitruvio, notoriamente basate sui rapporti matematici del “numero aureo” – somma di bellezza e armonia – che Leonardo studiò ed illustrò nel libro Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalita e della Divina Proportione del frate toscano Luca Pacioli, riconosciuto universalmente il fondatore della ragioneria. La presenza di un numero raro e misterioso nel disegno recentemente scoperto in collezione privata rivela, secondo il Prof. Jean Charles Pomerol, una perfetta e impareggiabile padronanza della matematica. Sul retro della carta, è presente uno studio orizzontale e più abbozzato – sempre a sanguigna – di un cavallo con proporzioni reali. La presentazione dell’opera è inoltre un’occasione per approfondire ulteriormente l’analisi della tecnica pittorica di Leonardo da Vinci, l’influenza primaria del Neoplatonismo nella concezione dei suoi lavori nonché l’ampio utilizzo di strumenti scientifici alla base di tutte le creazioni del genio del Rinascimento. La sua indiscussa fama già tra i contemporanei gli permise di frequentare le più grandi corti europee e di ricevere, tra le altre, numerose committenze equestri: questo disegno, così come elaborato ed impostato, potrebbe essere lo studio per un monumento scultoreo e, dal punto di vista stilistico, la meticolosa elaborazione tecnica e la bellezza estrinseca ci indicano la tecnica raggiunta da Leonardo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, quando, attraverso il gioco di luci e ombre ed il tratteggio volto nella direzione del movimento, metteva in risalto la muscolatura imponente e la forte espressività del soggetto. Per diversi decenni Leonardo da Vinci ha riempito i suoi taccuini con disegni e studi di cavalli e, nonostante molti di questi andarono perduti, in particolare un trattato cui Giorgio Vasari con Le vite prima e Giovanni Paolo Lomazzo con il Trattato de l’arte de la Pittura poi facevano riferimento, ad oggi sono stati inventariati numerosi schizzi e disegni, alcuni anche di dimensioni maggiori rispetto all’opera in esame, aventi per soggetto il tema del “cavallo”. Tuttavia il disegno recentemente scoperto in collezione francese mostra forse il più riuscito esemplare di “cavallo ideale” tra i soggetti equini noti sino ad oggi: la scoperta di questa opera ed il relativo studio sono dunque di grande importanza poiché raccolgono gli anni di studi di Leonardo volti alla ricerca della “perfezione”. Oltre alla tecnica, alla materia e all’impressionante uso della matematica, le analisi scientifiche hanno guidato l’attribuzione di questo disegno per mano del maestro: in particolare la presenza di studi sottostanti il foglio e le annotazioni riconducibili alla grafia unica ed atipica di Leonardo. Per la datazione, oltre all’analisi scientifica del Carbonio 14 – che ha confermato la compatibilità cronologica – gli studi diagnostici, realizzati dalla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, sono riusciti a datare il foglio alla fine del XV secolo, anche grazie alla comparazione con carte aventi le stesse caratteristiche ed in particolare ad una carta trovata nell’Archivio della famiglia Ginori Lisci di Firenze. Il Prof. Martin Kemp, è intervenuto illustrando i suoi studi sul codice Leicester e sul Leonardo da Vinci Network. Il professor Jean Charles Pomerol, invece, ha parlato dell’importanza della matematica al rinascimento e rivelato una scoperta sulla metodologia di Leonardo nell’applicazione del numero d’oro sul disegno del cavallo, elaborato totalmente su questa base. In occasione della conferenza internazionale è stato inoltre proiettato un video relativo allo studio simbolico (Platonismo) e spirituale (Cristianesimo) de L’ultima Cena che spiega, grazie anche agli studi del Prof. Raoul Perrot, le identità dei modelli utilizzati per i dodici Apostoli. Per l’occasione lo scultore Andrea da Montefeltro è stato incaricato di realizzare due opere celebrative dedicate al grande Leonardo in pietra arenaria da donare al Governo Italiano e al Governo Francese, i Paesi di provenienza del team di relatori.  

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